§ 80.4.236 - Del.CIPE 17 novembre 2006, n. 151.
Legge n. 144/1999: Relazione al Parlamento sull'evoluzione dei sistemi CUP (codice unico di progetto) e MIP (monitoraggio investimenti [...]


Settore:Normativa nazionale
Materia:80. Pubblica amministrazione
Capitolo:80.4 organizzazione
Data:17/11/2006
Numero:151

§ 80.4.236 - Del.CIPE 17 novembre 2006, n. 151.

Legge n. 144/1999: Relazione al Parlamento sull'evoluzione dei sistemi CUP (codice unico di progetto) e MIP (monitoraggio investimenti pubblici) nel semestre gennaio-giugno 2006, ed implementazioni dei due sistemi.

(G.U. 18 gennaio 2007, n. 14)

 

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

 

     Visto l'art. 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e visti in particolare:

     il comma 5, che prevede, fra l'altro, l'istituzione, presso questo Comitato, di un Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici (MIP);

     il comma 6, che prevede che questo Comitato invii un rapporto semestrale al Parlamento sull'evoluzione del sistema suddetto;

     il comma 7, che istituisce il fondo necessario per le finalità di cui allo stesso art. 1;

     Visto il comma 10, art. 145 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che integra la dotazione del fondo di cui al punto precedente;

     Visto l'art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il quale prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ai fini del suddetto monitoraggio, ogni progetto d'investimento pubblico, nuovo o in corso di attuazione, è dotato di un «Codice unico di progetto» (CUP), demandando a questo Comitato il compito di disciplinarne modalità e procedure attuative;

     Visto l'art. 28 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003), che, al comma 3, al fine di garantire la rispondenza dei conti pubblici alle condizioni dell'art. 104 del Trattato istitutivo della Comunità europea e delle norme conseguenti, stabilisce, fra l'altro, che tutti i pagamenti delle amministrazioni pubbliche sono codificati con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, e, al comma 5, prevede, fra l'altro, che il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata Stato regioni e Stato, città ed autonomie locali, stabilisca con propri decreti la codificazione, le modalità ed i tempi per l'attuazione delle disposizioni di cui al citato comma 3;

     Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE»;

     Vista la propria delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n. 87/2003), con la quale si è definito e regolamentato il sistema CUP (G17H03000130001), e visti in particolare:

     il punto 1.1, che prevede che ogni progetto d'investimento pubblico è dotato di un CUP;

     il punto 1.4.1, relativo alle modalità di richiesta del codice;

     il punto 1.7.3, che prevede che la struttura di supporto CUP riferisca, con periodicità semestrale, al Servizio centrale di segreteria del CIPE, facendosi carico anche di eventuali proposte di aggiornamento e comunque di evoluzione dei sistemi CUP e MIP;

     Vista la propria delibera 29 settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n. 24/2004), con la quale è stata istituita la possibilità di richiedere il CUP cumulativo;

     Vista la propria delibera 29 settembre 2004, n. 25 (Gazzetta Ufficiale n. 24/2004), concernente lo sviluppo del sistema CUP e l'introduzione del sistema per il monitoraggio degli investimenti pubblici, MIP (G17H03000130011), ed in particolare il punto 5, che al quinto capoverso prevede la possibilità di una fase sperimentale del MIP da attuare su richiesta del Servizio centrale di segreteria del CIPE, in accordo con altre amministrazioni;

     Vista la relazione presentata, ai sensi della predetta delibera n. 143/2002, dalla suddetta struttura di supporto CUP, concernente l'attività istituzionale svolta dalla stessa struttura nel periodo gennaio-giugno 2006;

     Considerato che, anche per migliorare le possibilità di coordinamento con altri strumenti di monitoraggio - in particolare con quelli relativi agli investimenti finanziati da fondi strutturali e con quelli relativi alla concessione di incentivi alle imprese, appare necessario delimitare meglio il campo di applicazione del CUP cumulativo, di cui alla citata delibera n. 24/2004, e riformulare il punto 1.4.1. della delibera n. 143/2002;

     Ritenuto pertanto opportuno procedere all'aggiornamento delle modalità di applicazione del CUP;

     Vista la propria delibera 22 marzo 2006, n. 43 (Gazzetta Ufficiale n. 136/2006) con la quale già sono stati positivamente valutati i risultati raggiunti dal sistema CUP, in significativo e costante miglioramento;

     Ritenuto necessario dare ulteriore impulso alla diffusione ed all'implementazione di detto sistema, anche in collegamento con il Sistema informativo sulle operazioni degli Enti pubblici (SIOPE), e con gli altri sistemi di monitoraggio, come già previsto nella propria delibera n. 43/2006;

     Tenuto conto delle raccomandazioni formulate dalla Ragioneria generale dello Stato nella seduta preparatoria di questo comitato del 31 ottobre 2006;

     Su proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Segretario di questo Comitato;

 

     Delibera:

 

     1. E' approvata la relazione presentata dalla Struttura di supporto CUP al Servizio centrale di segreteria del CIPE, concernente l'attività istituzionale svolta dalla stessa struttura di supporto CUP nel periodo gennaio-giugno 2006, predisposta ai sensi della delibera CIPE n. 143/2002.

     2. In coerenza con la propria delibera 29 settembre 2004, n. 25 (Gazzetta Ufficiale n. 24/2004), il Servizio centrale di segreteria del CIPE attiverà un'opportuna fase di sperimentazione del MIP, basata sul collegamento tra il sistema CUP, il SIOPE ed i principali sistemi di monitoraggio che seguono le infrastrutture d'interesse nazionale, stipulando specifici protocolli d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, il Ministero delle infrastrutture e con le amministrazioni che gestiscono i predetti sistemi.

     A tal fine, il Ministero dell'economia e delle finanze attiverà la fase sperimentale relativa all'inserimento del CUP nel SIOPE, in coerenza con quanto previsto dal comma 5, art. 28 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003).

     3. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Ragioneria generale dello Stato e la Presidenza del Consiglio - Servizio centrale segreteria CIPE - riferiranno a questo Comitato, entro il 30 giugno 2007, sulle sperimentazioni di cui al precedente punto 2.

     4. Al fine dell'implementazione del sistema MIP, questo Comitato provvederà, in sede di riparto del fondo di cui all'art. 1, comma 7, della legge n. 144/1999, e successive modifiche ed integrazioni, ad assegnare risorse finanziarie congrue per la progettazione e la realizzazione del suddetto sistema.

     5. Sono approvate le integrazioni e modifiche alle delibere di questo Comitato 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n. 87/2003), e 29 settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n. 24/2004), che, riportate nell'allegato 1 alla presente delibera, fanno parte integrante della stessa.

     6. La relazione di cui al punto 1, è trasmessa al Parlamento, ai sensi dell'art. 1, comma 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144.

     Invita  il Ministro dell'economia e delle finanze a stabilire con proprio decreto, in attuazione di quanto previsto dal predetto comma 5, art. 28 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003), le modalità per l'attuazione della fase sperimentale di cui all'ultimo capoverso del precedente punto 2.

 

 

     Allegato 1

     1. Il punto 1.1 della delibera n. 143/2002, come integrato dalla delibera n. 24/2004, è così sostituito:

     «Nei casi in cui i detti progetti d'investimento pubblico siano parte di un unico complesso di interventi e siano rispettate le condizioni di seguito indicate, l'amministrazione responsabile può richiedere un solo codice, e non tanti codici quanti sono i singoli progetti.

     Tale codice prende il nome di CUP «cumulativo».

     Il CUP cumulativo può essere richiesto quando i progetti consistono nella concessione di contributi a soggetti che non sono unità produttive e l'amministrazione responsabile ha adottato un unico apposito provvedimento amministrativo, relativo al complesso di interventi, quale ad esempio una delibera, un provvedimento dirigenziale, un decreto, un provvedimento di approvazione di una o più graduatorie, e simili.

     All'atto della richiesta del CUP cumulativo, i dati di costo e di finanziamento pubblico da inserire sono i valori complessivi di costo e di finanziamento dei progetti in questione, come risultanti dall'atto amministrativo citato, che va esplicitato nella descrizione del progetto.

     Il CUP cumulativo non può comunque essere utilizzato in tutti i casi in cui i sistemi di monitoraggio «Monit web» della Ragioneria generale dello Stato e «Sistema gestione progetti» del Ministero dello sviluppo economico richiedano che ciascun singolo intervento sia monitorato a livello di singolo destinatario.» [1].

     2. Il punto 1.4.1 della delibera n. 143/2002 è così sostituito:

     «La responsabilità della richiesta del CUP è attribuita ai soggetti titolari dei progetti, cui compete l'attuazione di detti interventi, che - a seconda della loro natura, come di seguito specificato - possono anche consistere nella mera erogazione delle relative risorse finanziarie pubbliche.

     Sono quindi soggetti responsabili della richiesta del CUP:

     a. nel caso della realizzazione dei lavori pubblici: le stazioni appaltanti, ad eccezione dei casi di:

     • infrastrutture realizzate con operazioni di finanza di progetto, per cui detta responsabilità spetta ai concessionari;

     • opere realizzate a scomputo senza ricorrere a gare di evidenza pubblica, per le quali detta responsabilità spetta al Comune nel cui territorio si realizzano tali opere;

     b. nel caso della concessione di incentivi a unità produttive: i soggetti pubblici cui spetta la competenza per la concessione delle risorse pubbliche; ove tale funzione risulti delegata ad altri soggetti anche privati, la responsabilità della richiesta del CUP si trasferisce a questi ultimi;

     c. nel caso della concessione di aiuti a soggetti diversi da unità produttive: le Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la titolarità della concessione delle risorse pubbliche;

     d. nel caso dell'acquisto di beni: le Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono attività a valenza pubblica ai sensi della vigente normativa;

     e. nel caso dell'acquisto di servizi: le Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono attività a valenza pubblica ai sensi della vigente normativa;

     f. nel caso della realizzazione di servizi: le Amministrazioni e gli Enti pubblici che realizzano il progetto, con le precisazioni di seguito indicate:

     • per i progetti di formazione realizzati da Amministrazioni o Enti pubblici, gli stessi sono responsabili della richiesta del CUP; ove il progetto di formazione sia realizzato da strutture private, la natura del progetto rientra in quella di "acquisto di servizi" e il relativo CUP va richiesto dall'Amministrazione o dall'Ente pubblico cui spetta la titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono, attività a valenza pubblica ai sensi della vigente normativa, o comunque riconducibili alla figura di "organismi di diritto pubblico"; gli istituti scolastici devono chiedere il codice solo per gli interventi che non sono destinati alla utenza "interna", dovendolo invece richiedere comunque se finanziati anche con fondi comunitari; gli istituti universitari devono chiedere il codice solo per gli interventi che non sono destinati a studenti iscritti ai corsi di laurea e/o finanziati anche con fondi comunitari o convenzioni stipulate con Enti esterni, pubblici o privati;

     • analogamente, per i progetti di ricerca realizzati da Amministrazioni o Enti pubblici, gli stessi sono responsabili della richiesta del CUP; ove il progetto di ricerca sia realizzato da strutture private, la natura del progetto diviene "acquisto di servizi" o "concessione di incentivi" e il relativo CUP va richiesto dal soggetto cui spetta la titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche, come sopra definito; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono, per norma, attività a valenza pubblica ai sensi della vigente normativa, o comunque riconducibili alla figura di "organismi di diritto pubblico";

     g. per l'acquisto di partecipazioni azionarie e per conferimenti di capitale: le Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono, attività a valenza pubblica ai sensi della vigente normativa, o comunque riconducibili alla figura di "organismi di diritto pubblico".

     2.  Premesso che l'obbligo, previsto dalla delibera n. 143/2002, di richiedere il CUP per tutti i progetti ammissibili al cofinanziamento dei fondi strutturali, è esteso a tutti i fondi comunitari e che la normativa relativa al CUP vale solo per le Amministrazioni, gli Enti e le società operanti in Italia, si precisa quanto segue:

     - per i progetti rientranti nell'Obiettivo Cooperazione Territoriale europea, premesso che a ciascun contributo concesso corrisponde un progetto, occorre distinguere due casi a seconda del beneficiario del contributo:

     a. i contributi sono erogati a enti pubblici (Comuni, Comunità montane ecc): il CUP è chiesto dall'Ente;

     b. i contributi sono erogati a soggetti privati: in questo caso i CUP (tanti quanti sono i soggetti privati) vanno richiesti dall'autorità di gestione, se italiana, o, altrimenti, dall'ente pubblico che coordina il programma per la parte italiana;

     - per quanto riguarda i progetti di ricerca realizzati da più partner, è sufficiente richiedere un solo CUP unicamente nei casi in cui si tratti effettivamente di progetti "unici e indivisibili", quali quelli realizzati con personale di un partner e attrezzature di un altro; altrimenti, è più corretto parlare di "programmi" composti da più progetti, e ciascun progetto deve essere dotato di un suo specifico CUP, richiesto dal soggetto responsabile, come identificato in precedenza a seconda della natura ("concessione di incentivi" o "realizzazione e acquisto di servizi");

     - per quanto riguarda i progetti realizzati da uno o più partner e finanziati esclusivamente dalla Commissione europea, o altri Enti esteri, la richiesta dei CUP rientra nella responsabilità del lead partner italiano o della struttura di coordinamento italiana; nel caso non vi siano lead partner o struttura di coordinamento italiani, la responsabilità ricade sui soggetti che realizzano i progetti, anche se privati.» [2].

    


[1] Punto così sostituito dall'allegato 1 alla Del.CIPE 13 maggio 2010, n. 54.

[2] Punto così sostituito dalla Del.CIPE 5 maggio 2011, n. 45/2010.