§ 5.3.43 - L.P. 6 dicembre 1983, n. 48.
Programmi, orari di insegnamento e prove di esame per la scuola media della Provincia di Bolzano.


Settore:Codici provinciali
Regione:Bolzano
Materia:5. sviluppo sociale
Capitolo:5.3 assistenza scolastica e istruzione
Data:06/12/1983
Numero:48


Sommario
Art. 1.      1. Sono approvati per la scuola media in lingua italiana e per quella in lingua tedesca i programmi di insegnamento e di esame di cui all'allegato A, nonché i criteri orientativi e modalità per [...]
Art. 2.      1. Sono approvati per la scuola media delle località ladine il programma di insegnamento della lingua ladina di cui all'allegato B della presente legge, nonché i criteri orientativi e modalità [...]
Art. 3.      1. Nelle scuole medie, di lingua italiana e tedesca, annesse al Conservatorio di musica trova applicazione l'orario settimanale delle lezioni di cui alla tabella allegato H.
Art. 4.      1. La presente legge si applica a decorrere dall'anno scolastico successivo alla sua entrata in vigore.
Articolazione annuale  


§ 5.3.43 - L.P. 6 dicembre 1983, n. 48.

Programmi, orari di insegnamento e prove di esame per la scuola media della Provincia di Bolzano.

(B.U. 27 dicembre 1983, n. 67).

 

     Art. 1.

     1. Sono approvati per la scuola media in lingua italiana e per quella in lingua tedesca i programmi di insegnamento e di esame di cui all'allegato A, nonché i criteri orientativi e modalità per le prove di esame di licenza media di cui all'allegato C e le tabelle settimanali delle lezioni di cui agli allegati E ed F.

 

          Art. 2.

     1. Sono approvati per la scuola media delle località ladine il programma di insegnamento della lingua ladina di cui all'allegato B della presente legge, nonché i criteri orientativi e modalità di esame di licenza media di cui all'allegato D e l'orario settimanale delle lezioni riportati all'allegato G.

     2. Per quanto riguarda le materie che vengono impartite in lingua italiana rispettivamente in lingua tedesca nelle scuole medie delle località ladine valgono i programmi di cui all'allegato A.

 

          Art. 3.

     1. Nelle scuole medie, di lingua italiana e tedesca, annesse al Conservatorio di musica trova applicazione l'orario settimanale delle lezioni di cui alla tabella allegato H.

     2. Nelle stesse scuole trova applicazione per l'educazione musicale, il programma ministeriale vigente e riferito a questo tipo di scuola. Per le altre materie trovano invece applicazione i programmi di cui all'allegato A.

 

          Art. 4.

     1. La presente legge si applica a decorrere dall'anno scolastico successivo alla sua entrata in vigore.

 

 

Allegato A

PROGRAMMA DI INSEGNAMENTO E DI ESAME

PER LA SCUOLA MEDIA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO [1]

 

PREMESSA GENERALE

I Parte - Caratteri e fini della scuola media

 

     1. — Il dettato costituzionale

     La Costituzione italiana sancisce all'art. 34 che "l'istruzione inferiore impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita" e all'art. 3 che "è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

     Al raggiungimento di queste finalità è diretta e ordinata la scuola media nella sua impostazione educativa e didattica, nelle sue strutture, nei suoi contenuti programmatici.

     2. — Gli interventi legislativi

     La scuola media discende da interventi legislativi che appartengono ad un unico disegno riformatore.

     La legge 31 dicembre 1962, n. 1859, ha istituito la scuola media unica, obbligatoria, gratuita, secondaria di primo grado.

     La legge 16 giugno 1977, n. 348, ha perfezionato il processo di unificazione eliminando il principio della facoltatività, estendendo in pari tempo l'area del discipline obbligatorie tutte aventi uguale valore e dignità, e introducendo notevoli innovazioni nella impostazione dell'educazione linguistica, dell'educazione scientifica e dell'educazione tecnica.

     La legge 4 agosto 1977, n. 517, ha rafforzato la capacità democratica delle strutture della scuola media, ponendo al centro dei suoi interventi la programmazione educativa e didattica dalla quale discendono i nuovi criteri di organizzazione del lavoro scolastico, nuovi strumenti valutativi e corrispondenti iniziative di integrazione e di sostegno.

     Gli interventi legislativi del 1977 sviluppano i principi ispiratori della riforma del 1962, sia mettendo a disposizione più adeguate strutture per un servizio scolastico finalizzato alla promozione umana e culturale di tutto il popolo, sia eliminando quelle strutture che si erano dimostrate inadeguate (classi d'aggiornamento e classi differenziali).

     3. — Principi e fini generali della scuola media

     Come scuola per l'istruzione obbligatoria, la scuola media risponde al principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino in generale di tutto il popolo, potenzia la capacità di partecipare ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale e di contribuire al loro sviluppo.

     La scuola media, secondo la legge istitutiva, "concorre a promuovere la formazione dell'uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l'orientamento dei giovani ai fini della scelta dell'attività successiva".

     a) Scuola della formazione dell'uomo e del cittadino.

     La scuola media è formativa in quanto si preoccupa di offrire occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni (etniche, religiose, sociali, intellettive, affettive, operative, creative, ecc.). Essa favorisce, anche mediante l'acquisizione di conoscenze fondamentali specifiche, la conquista di capacità logiche, scientifiche, operative e delle corrispondenti abilità e la progressiva maturazione della coscienza di sè e del proprio rapporto con il mondo esterno.

     b) Scuola che colloca nel Mondo.

     La scuola media aiuta pertanto l'alunno ad acquisire progressivamente una immagine sempre più chiara ed approfondita della realtà sociale, a riconoscere le attività con cui l'uomo provvede alla propria sopravvivenza e trasforma le proprie condizioni di vita, a comprendere il rapporto che intercorre fra le vicende storiche ed economiche, le strutture, le aggregazioni sociali e la vita e le decisioni del singolo.

     Le esperienze e le conoscenze che la scuola media è tenuta o fornire offrono, in questo quadro, un ruolo di primaria importanza anche ai fini dell'orientamento.

     c) Scuola orientativa.

     La scuola è orientativa in quanto favorisce l'iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizione di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale tramite un processo formativo continuo cui debbono concorrere unitariamente le varie strutture scolastiche e i vari aspetti dell'educazione. La possibilità di operare scelte realistiche nell'immediato e nel futuro, pur senza rinunciare a sviluppare un progetto di vita personale, deriva anche dal consolidamento di una capacità decisionale che si fonda su una verificata conoscenza di sè.

     d) Scuola secondaria nell'ambito dell'istruzione obbligatoria.

     Successiva alla scola primaria, la scuola media si colloca all'interno del processo unitario di sviluppo della formazione, che si consegue attraverso la continuità dinamica dei contenuti e delle metodologie, nell'arco della istruzione obbligatoria; essa persegue con sviluppi originali, conformi alla sua natura di suola secondaria di primo grado, il raggiungimento di una preparazione culturale di base e pone le premesse per l'ulteriore educazione permanente e ricorrente. Come tale non è finalizzata all'accesso alla scuola secondaria di secondo grado pur costituendo il presupposto indispensabile per ogni ulteriore impegno scolastico.

     4. — Strutture partecipative per la collaborazione tra famiglia e scuola previste dalle vigenti leggi provinciali.

     Le strutture partecipative di una scuola non ancorata ad un'unica interpretazione della realtà, ma effettivamente aperta a tutti i fermenti e agli apporti del mondo esterno, debbono consentire alla scuola media di sviluppare in modo del tutto particolare la propria azione educativa in stretta cooperazione con le famiglie, raccogliendo le loro indicazioni per quanto riguarda le scelte educative fondamentali; a tal fine dovranno essere vitalizzate le occasioni di incontro offerte dai consigli di classe, dal consiglio d'istituto, dalle assemblee dei genitori, dai periodici incontri docenti-genitori. Dovranno essere altresì utilizzate tutte le occasioni e le strutture per un proficuo rapporto fra la scuola e le comunità territoriali, anche per il tramite del consiglio distrettuale.

     La professionalità dei docenti nella scuola media

     Agli insegnati si richiede una specifica capacità professionale al fine di assicurare la loro iniziativa responsabile nelle scelte didattiche e nella programmazione degli itinerari di apprendimento anche per realizzare un proficuo dialogo educativo.

     In relazione all'ampliamento delle responsabilità, nel rispetto dei nuovi compiti a lui assegnati dai decreti delegati, si pone per il docente l'esigenza di una approfondita preparazione non solo sul piano culturale specifico, ma anche su quello didattico. Da ciò la necessità di un aggiornamento - come diritto e dovere - che permetta al docente non solo di adeguare le proprie conoscenze ma anche di acquisire gli strumenti necessari per affrontare con competenza i propri compiti.

     6. La libertà d'insegnamento e i diritti degli alunni

     La libertà d'insegnamento è garantita ai docenti dall'art. 4 della legge 30 luglio 1973, n. 477, esplicitato nell'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 417 che recita: "nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato, ai docenti è garantita la libertà d'insegnamento. L'esercizio di tale libertà è inteso a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalità degli alunni. Tale azione di promozione è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni stessi".

     Vengono qui chiaramente indicati gli spazi di una interpretazione realmente democratica del principio della libertà d'insegnamento per il docente, il quale, mentre è protagonista delle scelte didattiche, è tenuto contemporaneamente, nel rispetto dei diritti degli alunni, ad operare per raggiungimento dei livelli educativi e culturali suggeriti dai programmi.

 

II Parte

Una scuola adeguata all'età e alla psicologia dell'alunno

 

     La realtà dell'alunno che si trova nella fase della preadolescenza

     Gli alunni ai quali questa scuola si rivolge si trovano ad affrontare (pur nella diversità delle situazioni personali, dei ritmi dello sviluppo psicofisico e dei livelli di maturazione) il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza per giungere ad una più avvertita coscienza di sè, alla conquista di una più strutturata capacità si astrazione e di problematizzazione e ad un nuovo rapporto con il mondo e con la società.

     L'aderenza alla caratteristiche psicologiche di una fase evolutiva, nella quale si sviluppa la capacità sociale di reciproca relazione e collaborazione e si avvia l'organizzazione della personalità in una responsabile autonomia, deve costituire un criterio direttivo costante dell'azione educativa e didattica dei docenti e della scuola, affinché possano realizzarsi, da parte degli alunni, proficui processi di apprendimento e di autoorientamento.

     Dato per scontato che alla scuola media accedono alunni che hanno un retroterra sociale e culturale ampiamente differenziato, la scuola media deve programmare i propri interventi in modo da rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali, da superare le situazioni di svantaggio culturale e da favorire il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti.

     2. — Individualizzazione degli interventi

     La individualizzazione degli itinerari di apprendimento è garanzia, per l'alunno, di effettiva soddisfazione del diritto allo studio, cui corrisponde il dovere di impegnarsi per la promozione di sè e per la preparazione ad assolvere i propri compiti sociali in termini sia di conquista degli elementi culturali comunque indispensabili, sia di sviluppo di tutte le potenzialità personali.

     In questo quadro pone particolari problemi la presenza di alunni portatori di handicaps, i quali evidentemente esigono, pur se inseriti, come disposto dalla legge, nelle classi normali, il rispetto più attento della loro differenziata situazione e la messa in azione di appropriati interventi educativi e didattici.

     Gli interventi specialistici di medicina scolastica, la disponibilità di docenti particolarmente preparati, il servizio socio-psico-pedagogico, le forme particolari di sostegno previsti dalla legge n. 517 del 1977 a favore degli handicappati - tanto più che il solo inserimento dello handicappato nella scuola non risolve le difficoltà ma rischia addirittura di determinare situazioni dannose per lo stesso handicappato e gli altri membri della comunità-classe - concorrono proprio ad assicurare un servizio scolastico adeguato alla delicatezza dell'inserimento. Di fronte a queste situazioni peraltro l'individualizzazione didattica diventa esigenza imprescindibile nella programmazione del consiglio di classe.

     3. — Rapporti interpersonali

     Di fondamentale importanza è, infine la presa di coscienza del ruolo che in educazione ha la interazione educativa nei rapporti interpersonali che coinvolgono aspetti razionali ed affettivi, emotivi, etici; e ciò particolarmente in quella delicata fase dell'età evolutiva in cui avvengono le trasformazioni più importanti nella condizione fisica e psicologica (crisi puberale, affermazione della propria autonomia, ricerca di una socialità di sostegno e di rassicurazione tra i coetanei).

     Si impone perciò ai docenti una costante verifica dei propri comportamenti in base alla conoscenza delle dinamiche psicologiche sia individuali che sociali e tenendo presente che il rispetto della crescita e della maturazione personale del preadolescente è essenziale in questa fase del processo educativo.

 

III Parte

Programmazione educativa e didattica

 

     Significato, finalità e struttura dei programmi

     Ai programmi di tute le discipline debbono riferirsi il consiglio di classe e i singoli docenti per impostare concretamente, e in relazione alla situazione della classe e dei singoli alunni, i piani didattici, secondo il criterio della programmazione curriculare.

     La relativa ampiezza dei programmi è giustificata dalla esigenza di richiamare; le finalità specifiche delle singole discipline e attività, nel quadro educativo generale in cui esse si inseriscono; la proposta di alcune linee metodologiche, pur nel rispetto della libertà didattica dei docenti; la definizione dei contenuti programmatici, reimpostati, secondo gli sviluppi della ricerca culturale, tenendo presente gli esiti positivi e quelli meno soddisfacenti dell'esperienza sinora maturata nella scuola dal 1963 e, per alcune discipline, delle indicazioni contenute nella legge n. 348 del 1977.

     2. — Il consiglio di classe

     Il consiglio di classe, che costituisce l'organo competente a realizzare il coordinamento degli interventi delle singole discipline, concorda ed elabora la programmazione educativa e didattica

     In base alla legge n. 517 la programmazione presenta caratteristiche notevolmente innovative rispetto a quanto previsto dalla legge n. 1859. viene ribadita la corresponsabilità degli organi collegiali (consiglio di classe - collegio dei docenti - consiglio d'istituto) - nella specificità dello loro competenze - in tutte le fasi sia di impostazione ed attuazione sia di verifica periodica della programmazione stessa; sono incluse tutte le attività educative da realizzare nel corso dell'anno scolastico, comprese le iniziative di sostegno e le attività di integrazione; sono indicati tempi specifici per lo svolgimento dell'attività programmata; sono previste periodiche verifiche collegiali del suo andamento complessivo, per opportuni conseguenti adempimenti didattici e organizzativi.

     3. — Fasi della programmazione

     Questa impostazione postula un progetto educativo didattico che comprende organicamente i seguenti momenti:

     a) individuazione delle esigenze del contesto socio-culturale e delle situazioni di partenza degli alunni;

     b) definizione degli obiettivi finali, intermedi, immediati che riguardano l'area cognitiva, l'area non cognitiva e le loro interazioni;

     c) organizzazione delle attività e dei contenuti in relazione agli obiettivi stabiliti;

     d) individuazione dei metodi, materiali e sussidi adeguati;

     e) sistematica osservazione dei processi di apprendimento;

     f) processo valutativo essenzialmente finalizzato sia agli adeguati interventi culturali ed educativi sia alla costante verifica dell'azione didattica programmata;

     g) continue verifiche del processo didattico, che informino sui risultati raggiunti e servano da guida per gli interventi successivi.

     La programmazione può prevedere anche l'organizzazione flessibile e articolata delle attività didattiche (attività interdisciplinari, interventi individualizzati, nonché raggruppamenti variabili di alunni, anche di classi diverse, e utilizzazione di docenti specializzati nell'ambito consentito dalla legge n. 517)

     4. — Interventi di integrazione e di sostegno

     Particolare attenzione dovrà essere prestata dal collegio dei docenti e dal consiglio d'istituto alla rilevazione delle esigenze manifestate dalla comunità sociale entro la quale la scuola sviluppa la sua azione, assumendo anche i problemi proposti da particolari situazioni di emarginazione culturale o sociale e promuovendo interventi capaci di rimuoverle nel quadro dell'educazione permanente programmata dal distretto scolastico.

     In tale prospettiva rientrano le attività scolastiche di integrazione anche a carattere interdisciplinare, organizzate per gruppi di alunni della stessa classe o di classi diverse e le iniziative individualizzate di sostegno.

     Il collegio dei docenti, sulla base dei criteri generali indicati dal consiglio di istituto e delle proposte elaborate dai consigli di classe, particolarmente in riferimento ai dati offerti dalle verifiche periodiche, stabilisce il piano di queste iniziative nella programmazione e da realizzarsi secondo le modalità previste dalla legge n. 517/77.

     Nelle attività integrazione dovranno essere impegnati tutti gli alunni; in particolare si dovrà evitare che gli alunni bisognosi delle iniziative di sostegno siano impegnati soltanto in esse mentre i loro compagni si dedicano alle attività di integrazione.

 

IV Parte

Le discipline come educazione. - Metodologie dell'apprendimento

 

     L'unità dell'educazione

     Se la legge n. 348/1977 pone l'accento sul rafforzamento dell'educazione linguistica, sul potenziamento dell'educazione scientifica, sulla valorizzazione del lavoro nell'educazione tecnica e sull'introduzione dell'educazione sanitaria, tuttavia non perdono valore nè significato i restanti interventi disciplinari, i quali tutti concorrono in una prospettiva unitaria all'educazione della persona.

     Infatti, se correttamente interpretate, tutte le discipline curriculari - sia pure in forme diverse - promuovono nell'allievo comportamenti cognitivi, gli propongono la soluzione di problemi, gli chiedono di produrre risultati verificabili, esigono che l'organizzazione concettuale e la verifica degli apprendimenti siano consolidate mediante linguaggi appropriati.

     Nella loro differenziata specificità le discipline sono, dunque, strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte. Si tratta del resto di soddisfare l'esigenza che il preadolescente manifesta, passando da esperienze di vita più globali e di cultura più indifferenziate, proprie della scuola primaria, a quelle più articolate e specifiche della scuola secondaria di primo grado, sulla linea della necessaria e appropriata pluralità delle discipline e dei contributi che esse forniscono.

     Confluiscono armonicamente in tale quadro, aderente alle caratteristiche dell'età e all'esigenza di partecipare alla cultura e alla società contemporanee, gli insegnamenti indicati dalla legge. Di ognuno è necessario ricercare e potenziare il contributo peculiare al progetto educativo formulato unitariamente dal consiglio di classe.

     2. — Le articolazioni di una educazione unitaria

     a) Educazione linguistica.

     L'insegnamento della lingua materna-italiano nelle scuole medie con insegnamento in lingua italiana e tedesco in quelle con insegnamento in lingua tedesca - si inserisce nel più vasto quadro dell'educazione linguistica la quale riguarda, sia pure in diversa misura, tutte le discipline e le attività, e, in particolare tende a far acquisire all'alunno, come suo diritto fondamentale, l'uso del linguaggio in tutta la varietà delle sue funzioni e forme nonché lo sviluppo delle capacità critiche nei confronti della realtà. L'insegnamento della lingua materna mira a far conseguire specificatamente il possesso dinamico della lingua.

     L'uomo si avvale principalmente della lingua per organizzare la propria comprensione della realtà e per comunicarla, esprimerla, interpretarla. Con la lingua l'uomo arricchisce il suo dato interiore e ordina, chiarisce ed adegua lo strumento della comunicazione verbale. Di questa devono essere analizzate forme, strutture, genesi ed evoluzione storica e deve anche essere colto il significato evocatore di civiltà e di esperienze umane, culturali e sociali.

     La seconda lingua e ogni ulteriore lingua hanno il compito di contribuire, in armonia con le altre discipline, e in modo particolare con la lingua madre, alla conquista delle capacità espressive e comunicative degli alunni, anche mediante l'allargamento degli orizzonti culturali, sociali e umani, reso possibile dal contatto che la conoscenza delle lingue straniere consente con realtà storiche e socio-culturali diverse da quella propria.

     b) Educazione storica, civica, geografica

     L'insegnamento della storia è finalizzato a favorire la presa di coscienza del passato, a interpretare il presente e a progettare il futuro attraverso una conoscenza essenziale degli avvenimenti significativi sia nella dimensione politico-istituzionale e socio-economica sia in quella specificatamente culturale.

     Funzione dell'educazione civica, a partire dai suoi primari motivi di educazione morale e civile, è quella di far maturare il senso etico come fondamento dei rapporti dei cittadini, di rendere coscienti del compito storico delle generazioni e dei singoli, di promuovere una concreta e chiara consapevolezza dei problemi della convivenza umana ai vari livelli di aggregazione comunitaria, guidando l'alunno a realizzare comportamenti civilmente e socialmente responsabili. A tal fine l'insegnamento dell'educazione civica si giova sia della riflessione sulle situazioni emergenti nella stessa vita scolastica, sia di informazioni essenziali ma precise sulle forme di organizzazione civile e politica della società a livello locale, regionale, nazionale, internazionale, viste come risultanti di un processo storico pervenuto a formulazioni giuridiche positive e come presupposto per ulteriori sviluppi.

     L'insegnamento della geografia è volto a far conoscere e interpretare la dinamica uomo-ambiente e quindi a spiegare l'attuale volto fisico e politico della terra, quale risulta dalla operatività degli uomini, sviluppatasi attraverso i secoli. Da questo discende l'esigenza di richiamare l'attenzione sui mondi socio-economici diversi e sulla solidarietà mondiale.

     c) Educazione matematica, scientifica e sanitaria

     Le scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali con i loro propri metodi e contenuti, tendono a sviluppare sia la capacità logica, astrattiva e deduttiva, sia una mentalità scientifica nel modo di affrontare i problemi attraverso un rapporto costruttivo e dinamico con la realtà sostenuto da un complesso di conoscenze iniziali e da adeguati strumenti di formalizzazione del pensiero. L'alunno sarà così avviato ad una comprensione delle interazioni fra sapere matematico-scientifico e società umana, che lo preparerà ad autonomia di giudizio e a capacità di scelte consapevoli. In questo ambito didattico si inserisce per la prima volta l'educazione sanitaria; essa si propone come obiettivo primario la consapevolezza dei fattori personali e comunitari che condizionano la sanità fisico-psichica e ambientale nonché dei modi idonei per tutelarla e promuoverla.

     d) Educazione tecnica

     L'educazione tecnica, essa pure aspetto irrinunciabile della educazione, si propone di iniziare l'alunno alla comprensione della realtà tecnologica e all'intervento tecnico mediante processi intellettuali ed operativi resi significativi da costanti riferimenti ai contesti socio-produttivi, culturali e scientifici.

     e) Educazione artistica

     L'educazione artistica concorre alla formazione umana maturando le capacità di comunicare, chiarire e esprimere il proprio mondo interiore mediante i linguaggi propri della figurazione e anche mediante tecniche nuove; sviluppa le capacità percettive; favorisce la lettura e la fruizione delle opere d'arte e l'apprezzamento dell'ambiente nei suoi aspetti estetici; avvia ad un giudizio critico e alla partecipazione alla vita del territorio considerato sotto il profilo di bene culturale.

     f) Educazione musicale

     L'educazione musicale, mediante la conoscenza e la pratica della musica - intesa come forma di linguaggio e di espressione - sviluppa nel preadolescente la capacità non solo di ascoltare, ma di esprimersi e comunicare mediante il linguaggio musicale. L'educazione musicale concorre, con la metodologia ad essa propria e con la necessaria gradualità, allo sviluppo della sensibilità del preadolescente, alla maturazione del senso estetico e ad un primo avvio alla capacità del giudizio critico.

     g) Educazione fisica

     L'educazione fisica, nella peculiarità delle sue attività e delle sue tecniche, concorre a promuovere l'equilibrata maturazione psico-fisica, intellettuale e morale del preadolescente e un suo migliore inserimento sociale mediante la sollecitazione di un armonico sviluppo corporeo.

     h) Educazione religiosa

     Nel processo evolutivo e culturale dell'educazione, promosso e perseguito dalla scuola obbligatoria del preadolescente, trova la sua funzione e collocazione l'educazione religiosa proposta nei suoi motivi specifici ed autentici di esigenza e di esperienza spirituale e umana, e nei suoi aspetti affettivi, intellettuali, etici e sociali ordinati a promuovere la fratellanza, la giustizia e la pace tra gli uomini, illuminate dal trascendente.

     Unità del sapere: interdisciplinarità

     I vari insegnamenti esprimono modi diversi di articolazione del sapere, di accostamento alla realtà, di conquista, sistemazione e trasformazione di essa e a tal fine utilizzano specifici linguaggi che convergono verso un unico obiettivo educativo; lo sviluppo della persona nella quale si realizza l'unità del sapere.

     I vari linguaggi infatti concorrono - attraverso il processo di comunicazione e utilizzando contenuti attività, strumenti specifici a seconda della disciplina - all'acquisizione di un sapere unitario.

     Di conseguenza possono stabilirsi modalità di cooperazione tra i diversi insegnamenti evitando comunque accostamenti forzati o puramente estrinseci. Tale cooperazione dovrà consentire di perseguire, per vie diverse, gli obiettivi della programmazione educativa, e di mettere a disposizione di altre discipline i contributi specifici dell'uno e dell'altro ambito. Riuscirà pertanto pedagogicamente e didatticamente utile programmare le interrelazioni delle varie discipline in vista di un approccio culturale alla realtà più motivato e concreto, volto all'acquisizione di un sapere articolato ed insieme unitario (si considerino ad esempio il contributo che l'educazione linguistica può dare alla comprensione dei termini scientifici e del linguaggio matematico; o, viceversa, il contributo che il metodo scientifico e le operazioni tecniche possono dare al chiarimento dell'espressione verbale; nonché gli esiti di chiarezza di pensiero e di capacità di espressione promossi dall'educazione artistica e dall'educazione musicale attraverso i linguaggi non verbali pertinenti ai due campi disciplinari). In particolare, in tutte le discipline deve trovare spazio l'operatività, che non è solo compito dell'educazione tecnica e dell'educazione scientifica, al fine di superare la separazione tra attività intellettuale ed attività manuale.

     4. — Processi di apprendimento e graduale sistemazione delle esperienze e delle conoscenze

     L'insegnamento della scuola media si innesta sull'effettivo grado di sviluppo e di preparazione conseguito nel corso della istruzione primaria.

     A questo scopo non è sufficiente prendere atto delle condizioni soggettive di maturazione e di preparazione raggiunte da ogni alunno. E' necessario che la scuola media predisponga la sua organizzazione didattica avendo presente i caratteri metodologici inerenti alle attività educative realizzate nella scuola elementare e precostituendo, in tal modo, una situazione scolastica nella quale la progressione dei processi di apprendimento e di maturazione dell'alunno non abbia a subire, particolarmente nei tempi del primo approccio con la nuova istituzione, compressioni artificiose e sollecitazioni innaturali.

     Si dovrà dunque riprendere, all'inizio, la peculiarità dei procedimenti che consentono all'alunno di compiere efficacemente tutte le possibili esperienze capaci di suscitare in lui interesse e, quindi, valida motivazione all'apprendimento.

     Ciò non significa, peraltro, che tali procedimenti, pur se certamente proficui soprattutto nella fase di approccio conoscitivo, debbano permanere in tutto lo svolgersi dell'apprendimento, che anzi ad essi debbono sempre più accompagnarsi processi di sistemazione che, elaborando ed ordinando le conoscenze acquisite, introducano l'alunno alla capacità di astrazione e di sintesi, base sicura di ogni ulteriore conquista culturale e condizione di libero giudizio critico e quindi di umana dignità. In particolare, l'educazione al metodo scientifico, che è uno degli obiettivi principali della scuola media, viene favorita dal procedimento che - muovendo dalle curiosità, da esperienze facilmente comprensibili e per quanto possibile realizzabili dallo stesso alunno, dall'operatività - sviluppi gradualmente la capacità di astrazione e sistemazione.

     Il procedimento induttivo non è disgiungibile dal procedimento deduttivo, operazioni logiche entrambe, sempre presenti nell'operare della mente che si consolida in rapporto allo sviluppo delle capacità logico-formali.

     Vanno visti in questa prospettiva taluni strumenti metodologici che traggono la loro validità dalla correttezza dell'impostazione e dell'esecuzione, come, ad esempio, la ricerca individuale e di gruppo. Essa si fonda essenzialmente su alcuni punti, il rispetto dei quali ne assicura l'utilità ai fini dell'apprendimento:

     a) definizione dell'ipotesi che la ricerca si propone di realizzare;

     b) l'obiettivo che si intende conseguire;

     c) il metodo prescelto e gli strumenti (documentazione e materiale) da utilizzare.

     E' preferibile che la ricerca sia attuata in classe sotto la guida dell'insegnante.

     Un corretto procedimento metodologico perseguirà costantemente la organicità e la coerenza nella trattazione dei contenuti culturali. Evitare di insistere su tematiche quasi esclusivamente riferite al presente non significa certamente voler impedire che l'interesse naturale dell'alunno si polarizzi su argomenti più vicini alla sua diretta esperienza, ma far si che egli, insieme alla più gradita conoscenza del presente, acquisti anche la consapevolezza dei rapporti che ci legano al passato. Parimenti è da evitare la insistenza su temi monografici che restringono il vasto spazio delle conoscenze a fatti episodici, oggetto di trattazione pressoché obbligata in una prassi didattica ampiamente diffusa che consegue spesso il risultato di privare l'alunno della visione di insieme di un quadro di conoscenze organicamente tra loro collegate sia pur nelle loro linee fondamentali.

     In tal modo acquistano validità ed incisività culturale le nozioni, tempestivamente ed adeguatamente utilizzabili in un contesto più ampio, mentre è da evitare che la cultura si identifichi in una serie di informazioni fini a se stesse e nella successione memorizzazione-ripetizione. Sotto questo profilo particolarmente opportuno sembra che tutti gli insegnanti stimolino gli alunni alla lettura di opere divulgative o monografiche su aspetti fondamentali di vari ambiti; dalla storia alla letteratura, alle scienze, alle arti, alla tecnica, ecc.

     La scuola inoltre non deve ignorare che gli alunni vivono in un contesto ampiamente connotato dai messaggi dei mezzi di comunicazione sociale che possono avere un forte potere persuasivo e massificante; in questa situazione la scuola media deve favorire la comprensione dei loro linguaggi specifici al fine di mettere i preadolescenti in grado sia di utilizzare tali linguaggi a fini espressivi o comunicativi sia di leggere e di valutare criticamente i messaggi così trasmessi.

     5. — La socializzazione

     Non minore importanza, rispetto all'educazione al conoscere, riveste l'educazione al vivere insieme, all'operare in spirito di solidarietà con gli altri nella costruzione del bene comune.

     La scuola media concorre alla formazione del cittadino sia mediante la proposta di prospettive culturali, offerta da tutte le sue discipline e da tutte le sue attività, che valgano a far cogliere il significato del contributo del singolo allo sviluppo sociale sia mediante concrete esperienze di cooperazione, a cominciare da quelle costituite dal procedimento didattico del lavoro di gruppo di cui, al di là di errate mitizzazioni, si deve utilizzare la funzione di stimolo all'operare insieme nel rispetto reciproco, avviando un utile tirocinio del comportamento democratico. Evidentemente il lavoro di gruppo dovrà essere attuato in modo da valorizzare il contributo di ciascuno e non sopprimere il momento della riflessione e dello studio personale.

     Se alla formazione del cittadino debbono concorrere, come si è detto, tutte le discipline, l'educazione civica avrà una sua peculiare responsabilità in quanto consente in modo più preciso di prendere conoscenza e coscienza degli ordinamenti e delle strutture civiche e politiche.

     Utile sarà anche un avvio alle metodologie del vivere in democrazia che educhi ad un dibattito tanto più corretto quanto più fondato sulla tolleranza e sul rispetto reciproci e su una conoscenza della realtà la più documentata possibile e che valga ad evitare forme distorte di competitività.

     Le conoscenze acquisite, le capacità maturate, i comportamenti e le abilità sviluppate, sempre nell'ambito di un clima che consenta all'allievo di nutrire fiducia nella propria possibilità di esprimere liberamente e criticamente opinioni e proposte, gli permetteranno una lettura puntuale e funzionale della realtà che lo circonda e lo coinvolge ed una partecipazione responsabile alla gestione critica e creativa di essa.

     Ponendo gli alunni a contatto con i problemi e le culture di società diverse da quella propria, la scuola media favorirà anche la formazione del cittadino dell'Europa e del mondo, educando ad un atteggiamento mentale di comprensione che superi ogni visione unilaterale dei problemi e avvicini alla intuizione di valori comuni agli uomini pur nella diversità delle civiltà, delle culture e delle strutture politiche.

 

Programmi di religione per la scuola media - Natura, finalità e obiettivi

 

     L'insegnamento della religione si inserisce nella finalità della scuola e concorre, in modo originale e specifico, alla formazione dell'uomo, favorendo lo sviluppo della personalità dell'alunno nella dimensione religiosa, "nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato" (decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417).

     L'insegnamento della religione tende all'educazione della coscienza religiosa, in relazione allo sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno, e al suo contesto storico e ambientale. Esso sollecita nel preadolescente il risveglio degli interrogativi profondi sul senso della vita, sulla concezione del mondo e gli ideali che ispirano l'agire dell'uomo nella storia; nello stesso tempo offre all'alunno i riferimenti religiosi e culturali essenziali, perché a quegli interrogativi egli possa trovare una consapevole risposta personale.

     Attraverso la gradualità delle mete educative, l'insegnamento della religione promuove il superamento dei modelli infantili, l'accostamento obiettivo al fatto cristiano, la interiorizzazione dei valori e la coerenza morale, in vista di una personale maturazione della propria identità in rapporto a Dio, creatore e padre universale e, in rapporto alle realtà culturali e sociali.

     L'educazione religiosa favorisce gli atteggiamenti spirituali che abilitano l'alunno ad affrontare la problematica religiosa; l'apertura al senso di Dio e ai valori dello spirito, il gusto del vero e del bene, il superamento di ogni forma d'intolleranza e di fanatismo, la solidarietà con chi è fisicamente o socialmente svantaggiato.

     La stessa educazione linguistica del preadolescente trae vantaggio dalla educazione religiosa, in quanto attraverso l'acquisizione delle forme e delle categorie proprie del linguaggio religioso, l'alunno è abilitato a comunicare sul piano dei valori fondamentali e ad esprimere la sua realtà interiore, anche in dialogo con differenti credenze e culture.

 

Indicazioni programmatiche

 

     L'attività didattica si svolge tenendo sempre presente il nucleo essenziale del cristianesimo: il Vangelo di Gesù Cristo morto e risorto.

     Attorno a questo naturale nucleo unificatore, si presentano con serietà critica le verità e i valori che sono patrimonio della tradizione cristiana; la vita dell'uomo è risposta a una vocazione personale di Dio Creatore e Padre, e non si esaurisce nella morte ma si compie nella vita eterna; la Chiesa è segno e strumento della comunione degli uomini con Dio e tra loro; il messaggio cristiano riguarda un cammino di liberazione per l'uomo e per tutti gli uomini, verso una libertà che è dono di Dio e impegno personale.

     Nell'ambito del programma annuale e dell'intero ciclo, l'insegnamento svolge un piano unitario secondo alcune direttrici costanti; il riferimento sistematico alle tappe fondamentali della storia della salvezza e, in particolare, al Nuovo Testamento; il richiamo alla storia della diffusione del cristianesimo dalle origini al nostro tempo; il riferimento obiettivo ai "segni" che testimoniano oggi la fede e la esprimono nella comunità cristiana; la conoscenza degli orientamenti del Consiglio Ecumenico Vaticano II.

     Tale accostamento alle fonti e alla tradizione cristiana si sviluppa tenendo conto dell'esperienza viva del preadolescente e della sua esigenza di confrontarsi soprattutto con valori vissuti, con persone ed eventi storici.

 

Indicazioni metodologiche

 

     L'insegnamento della religione si svolge, a partire dall'esperienza vissuta, in risposta ad esigenze fondamentali dell'uomo e del preadolescente, come documentazione diretta sulle fonti della tradizione cristiana, come ricerca storica sul cristianesimo nella propria regione, in Italia e in Europa, come confronto aperto e "dialogo" con altre forme e tradizioni religiose culturalmente rilevanti.

     Poiché nella educazione religiosa è direttamente coinvolta la persona dell'alunno, si avrà cura di sollecitare la sua partecipazione attiva nel rilevare i problemi religiosi, nel discernere e apprezzare i valori, sviluppando in ciascun preadolescente le sue capacità conoscitive, come pure l'ascolto, l'intuizione e la contemplazione.

     L'insegnamento si avvale a tal fine delle tecniche e dei sussidi didattici ritenuti più validi, tenuto conto delle finalità e delle metodologie proprie della scuola.

 

Suddivisione del programma

 

     Le indicazioni programmatiche per i singoli anni hanno valore di orientamento e comportano sempre alcune esigenze quali; la necessità che la programmazione didattica tenga presenti ogni anno gli obiettivi e la visione globale dell'intero ciclo; che si tenga conto della fasi della significativa evoluzione fisio-psicologica e spirituale del preadolescente; che vengano valorizzati e armonizzati interessi ed esperienze emergenti, riportandoli, per quanto è possibile, al confronto con le fonti secondo alcune prospettive unitarie della tradizione cristiana.

     Agli alunni si propone come tema generale l'incontro con la persona e il mistero di Gesù il Cristo nella storia della salvezza.

     Tra le risposte che le grandi religioni danno alle domande fondamentali dell'uomo, la testimonianza religiosa documentata nella Bibbia presenta caratteri di assoluta originalità, in riferimento all'antico popolo d'Israele e alle speranze dell'uomo di ogni tempo. A questa storia, vista nelle sue tappe fondamentali e nel suo compiersi nella venuta di Gesù di Nazaret, si orienta lo studio e la ricerca degli alunni.

     Nel proporre la vita di Gesù, si metteranno in luce i lineamenti della sua personalità che meglio lo rilevano nella sua perfetta umanità e si darà insieme risalto all'interrogativo inquietante: "Chi è mai costui?". La risposta a questo interrogativo è nella scoperta della divinità di Cristo. In lui si rivela vitalmente il mistero di Dio e il mistero dell'uomo.

     Documento fondamentale di studio è uno dei tre Vangeli sinottici, con opportuni riferimenti agli altri libri del Nuovo Testamento e secondo i criteri di una corretta esegesi.

     Si richiameranno altresì i segni e le testimonianze che rendono oggi attuale e presente il mistero di Cristo nelle comunità cristiane e nella Chiesa, con particolare riguardo alla storia e alla tradizione religiosa della propria regione.

     Agli alunni si propone inoltre, come tema generale, di approfondire il senso dell'appartenenza a Cristo nella Chiesa, quale si esprime in particolare nell'itinerario della "iniziazione cristiana" (battesimo, cresima, eucarestia) e nel sacramento della riconciliazione.

     La coscienza che l'alunno ha di se stesso e della propria crescita fisica, culturale e spirituale, si approfondisce a confronto con la vocazione personale e comunitaria dell'uomo nel disegno della salvezza voluta da Dio.

     Attraverso la testimonianza documentata della vita delle prime comunità cristiane e della chiesa oggi, il preadolescente potrà conoscere gli elementi essenziali della salvezza cristiana; la parola di Dio, il sacramento, la comunità ecclesiale. Dinanzi a essi l'educazione religiosa promuoverà nell'alunno una coscienza riflessa, in vista di scelte e impegni personali e consapevoli.

     Si promuove un accostamento sistematico, sebbene parziale, al libro degli Atti degli Apostoli, con opportuni riferimenti ai Vangeli e all'Antico Testamento.

     L'attività didattica si arricchisce di riferimenti concreti alle tappe fondamentali della diffusione del Vangelo nel nostro territorio e in Europa.

     Si offre anche una prima inquadratura storica e una illustrazione del Concilio Vaticano II, con riferimenti ai principali documenti.

     In tutti i riferimenti alla storia della Chiesa si ponga in risalto l'azione primaria delle Spirito Santo e la risposta degli uomini.

     Infine come tema generale viene trattata la vita nello Spirito Santo, in relazione alle concrete situazioni del preadolescente.

     Dallo Spirito Santo, dono di Cristo risorto, viene la vita. Egli è la fonte della libertà e dell'amore. Perciò la vita morale è adesione libera al comandamento nuovo dell'amore con il quale Cristo ha portato a compimento la legge antica. In questa prospettiva cristiana, l'educazione religiosa propone anche la ricerca e l'interiorizzazione dei valori terreni proclamati nel Decalogo. Nella medesima prospettiva si farà emergere anche il significato morale delle altre leggi positive.

     Attraverso riferimenti culturali e storici documentati saranno affrontati, dal punto di vista morale e religioso, alcuni problemi che in varia misura gli alunni avvertono, ad esempio, l'educazione affettiva e sessuale, la giustizia sociale, i problemi della edificazione della pace nella libertà.

     Documento fondamentale di studio è il "Discorso della montagna" di Gesù secondo Matteo (cfr. capitoli 5-7) nel contesto del Nuovo Testamento. La conoscenza della Bibbia si arricchirà di più ampi riferimenti all'Antico Testamento, in particolare ai racconti della creazione, al libro dell'Esodo ed ad uno dei profeti.

     L'indagine storica e la documentazione sulle fonti si arricchirà anche di altri riferimenti al Concilio e al recente magistero.

 

LINGUA MATERNA

(italiano o tedesco quale lingua d'insegnamento nella rispettiva istituzione scolastica)

 

     I. — Obiettivi

     Il linguaggio esprime e comunica la realtà interiore e l'esperienza dell'uomo. Pertanto lo sviluppo e la maturazione progressivi dell'alunno si realizzano e manifestano in modo eminente attraverso l'educazione linguistica.

     L'acquisizione di una sempre più sicura padronanza del linguaggio in tutte le sue funzioni è un diritto dell'uomo e, di conseguenza, uno degli obiettivi fondamentali della scuola la quale, con la varietà dei suoi interventi, si propone di promuovere nell'alunno la capacità di esprimere una più ricca realtà interiore ossia il suo pensiero, i suoi sentimenti, come segno di una crescente presa di coscienza di sè, degli altri e del mondo.

     Tutti i linguaggi propri dell'uomo - verbali e non verbali - devono integrarsi nel processo educativo, anche se ognuno di essi è più specifico oggetto di insegnamento di singole discipline. Il linguaggio verbale, tuttavia, ha una sua evidente centralità; infatti di esso si valgono tutte le discipline per elaborare e comunicare i propri processi e contenuti.

     Specificamente si tratta di conseguire il rafforzamento dell'educazione linguistica attraverso un più adeguato sviluppo dell'insegnamento della lingua materna - con riferimento alla sua origine e alla sua evoluzione storica - e delle lingue straniere. Principalmente attraverso l'uso e lo studio del linguaggio verbale l'alunno raggiunge gradualmente come obiettivo fondamentale le capacità di:

     - acquisire ed esprimere l'esperienza del mondo e di sé;

     - stabilire rapporti interpersonali e sociali;

     - accedere ai più diversi ambiti di conoscenza ed esperienze (estetiche, scientifiche, logiche, tecnologiche, ecc.);

     - sviluppare, attraverso la riflessione sul linguaggio, le modalità generali del pensiero, quali, ad esempio, l'articolazione logica, il senso dell'evoluzione nel tempo e della diversità nello spazio, ecc.;

     - prendere coscienza del patrimonio culturale con quale giunge alla scuola media e accedere via via ad un mondo culturale più ampio, sia moderno che passato, sia nazionale che internazionale.

     Più specificatamente è obiettivo degli insegnamenti linguistici far conseguire all'alunno - anche mediante un coordinamento di obiettivi e di metodi - il possesso più ampio e sicuro possibile rispettivamente della lingua materna e della seconda lingua.

     Nella scuola media l'insegnamento della lingua materna in continuità con gli apprendimenti della scuola elementare, contribuisce alla maturazione e allo sviluppo della comprensione e della produzione del parlato e dello scritto mediante l'interdipendenza dell'ascoltare, parlare, leggere e scrivere secondo le diverse funzioni e varietà della lingua, dirette sia al dominio dei contenuti sia alla graduale acquisizione della correttezza formale. Il primo obiettivo è volto a sviluppare le capacità di capire e di organizzare la struttura dei discorsi parlati e scritti nelle rispettive caratteristiche, in quanto il parlato e lo scritto comportano tecniche e modalità espressive diverse per quanto complementari. Il secondo obiettivo si raggiunge mediante la buona percezione del parlato, una pronuncia largamente accettabile, la lettura corrente ed espressiva, lo scritto corretto anche dal punto di vista ortografico.

     Ciò consentirà di utilizzare la lingua materna in quanto compito dell'educazione, veicolo essenziale di valori culturali e mezzo espressivo di più ampia fruizione, sia nella comunità nazionale sia nell'incontro con le culture straniere.

     II. — Indicazioni metodologiche

     Compito dell'educazione linguistica, mediante l'insegnamento della lingua materna, è educare alla espressione e alla comunicazione verbale, promuovendo e sviluppando le capacità potenziali dell'alunno attraverso attività sia espressivo - creative sia fruitivo - critiche. Perciò nel lavoro didattico si darà spazio in modo vario ad attività che sollecitino l'iniziativa dell'alunno e favoriscano il rafforzarsi delle sue capacità mentali, il suo progressivo contatto con la realtà nonché la conseguente analisi della esperienza, dei pensieri e sentimenti personali da esse suscitati. Così anche l'esperienza stimolerà nell'alunno il processo di assunzione di nuovi contenuti e il bisogno di esprimerli. Infatti, solo se l'alunno acquisisce sempre nuove cose da dire e se la scuola valorizza l'importanza dell'esperienza, si danno le condizioni del processo di riflessione su di essa e della sua consapevole assunzione. Di qui la motivazione dell'impulso a comunicare e conseguentemente la motivazione ad apprendere come esprimersi in maniera personale; il processo andrà cioè nel senso della valorizzazione della maturazione espressiva. Per contro il più ricco possesso degli strumenti linguistici favorisce anche la lettura della propria esperienza.

     Gli apprendimenti linguistici vanno riferiti alle abilità di base (ascoltare, parlare, leggere, scrivere), alle varie funzioni e usi del linguaggio (informare, persuadere, raccontare, esprimere sentimenti e stati d'animo, interrogare, dimostrare ragionamenti ed argomentarli, partecipare a discussioni ecc.) e, tenendo conto delle varietà sociali della lingua legate a fattori geografici, a situazioni particolari ed ambiti territoriali.

     La particolare condizione dell'Alto Adige, con la presenza di dialetti diversi e in contatto con altri idiomi e con gli effetti di vasti fenomeni migratori, richiede che la scuola non prescinda da tale varietà di tradizioni e di realtà linguistiche.

     Queste vanno pertanto considerate, dove esistono, come riferimento per sviluppare e promuovere i processi dell'educazione linguistica anche la loro funzione pratica ed espressiva, come aspetti di culture ed occasione di confronto linguistico. Questo vale tanto più per gli idiomi alloglotti.

     Parimenti non si trascureranno le varietà tipiche, ad esempio della lingua colloquiale e familiare della lingua più formale e colta, perché l'alunno ne sappia cogliere le caratteristiche espressive al fine di utilizzare l'una e l'altra varietà linguistica a seconda della situazione.

     Analogamente si andranno individuando i vari linguaggi più specifici e settoriali; burocratico, scientifico, politico, sportivo, pubblicitario, tecnologico, ecc.

     Il linguaggio delle opere letterarie di prosa e di poesia sarà considerato anche espressione della tradizione linguistica che ha fornito la base principale della lingua nell'uso colto come nell'uso popolare. I testi letterari andranno visti pertanto, oltre che come espressione della personalità dell'autore, anche nel loro aspetto estetico e come documento della civiltà della vita sociale, delle consuetudini e degli usi linguistici.

     Si promuoverà tanto la lettura libera e corrente non mortificata da commenti minuti, limitati quindi a sobri richiami intesi alla comprensione generale del paese, quanto la lettura guidata dall'insegnante in ordine alla comprensione dell'insieme e dei particolari, ampliando i contenuti del testo attraverso conversazioni, esercitazioni orali e scritte sul significato generale, sugli aspetti essenziali, su elementi lessicali.

     Sarà utile anche la riformulazione orale e scritta di quanto letto. Si curerà che la lettura sia scorrevole, attenta alla funzione della punteggiatura, realizzata con buona pronuncia. La lettura in classe non può considerarsi sufficiente, e l'insegnante, perciò favorirà in tutti i modi la lettura personale e l'incoraggiamento a leggere indirizzando all'uso della biblioteca di classe, ove esistente, e della scuola, e all'accesso alle biblioteche pubbliche. Tutto ciò perché leggere è l'essenziale strumento educativo di accesso al patrimonio culturale e naturale fattore di autocultura.

     L'apprendimento linguistico comporta la riflessione sulla lingua in atto; è il problema della grammatica, non come proposta di astratte e aride cognizioni teoriche e tecnologiche, ma come riflessione sui caratteri essenziali dell'organizzazione della lingua nella realtà dei suoi usi. Tale studio deve coinvolgere l'impegno operativo dell'allievo condotto a riflettere sulle strutture grammaticali come si presentano nei testi di ogni tipo ed a sperimentarle nel proprio parlare e nelle proprie espressioni scritte.

     Le "regole" della grammatica non sono che uno strumento di analisi della lingua solo approssimativo e sono infatti relative alle varietà linguistiche e alle diverse esigenze espressive; sono inoltre il risultato di una evoluzione storica.

     La riflessione sull'uso vivo e attuale della lingua va congiunta ad una coscienza storica che porti a cogliere nella evoluzione della lingua le connessioni con la storia sociale, politica, culturale (letteraria, scientifica, tecnologica, ecc.) Si constaterà per tale via come la varietà dei diversi dialetti e le vicende dell'affermazione della lingua sono strettamente legate alla storia delle comunità; e come le lingue costituiscono un documento primario delle civiltà.

     Nello studio dell'italiano, come lingua materna, in una prospettiva del genere prenderà forma e sviluppo il riferimento all'origine latina dell'italiano, pur non costituendo il latino materia di specifico insegnamento. Nel contesto della evoluzione dell'italiano, il latino andrà visto, cioè, come il momento genetico della nostra lingua; andrà, anzi, considerato come la sua componente maggiore, presente e riscontrabile nel lessico, nelle strutture, nella tradizione popolare e dotta, nella lingua scientifica, ecc. Si terrà anche conto che il latino è alla origine di altre lingue moderne ed è elemento costitutivo nella formazione e nella realtà della cultura europea.

     III. — Indicazioni programmatiche

     a) Educazione all'ascoltare, al parlare, al leggere e allo scrivere

     Tenendo presente l'inscindibilità dei vari aspetti dell'educazione linguistica, quello dell'educazione mediante l'ascolto tende allo sviluppo della capacità di distinzione fonologica e di comprensione dei messaggi parlati e dei loro contenuti; ci si avvarrà quindi di messaggi di diverso tipo, inerenti il più possibile alla reale esperienza dell'alunno, da quelli della vita quotidiana a quelli dei mezzi di comunicazione sociale, e in modo particolare a quelli delle letture e delle dizioni espressive.

     Anche più importante è l'esercizio del parlare, che, favorito dall'intervento immediato e puntuale dell'insegnante, guida l'alunno all'acquisizione e all'uso della lingua materna per comunicare con una lingua differenziata secondo esigenze e modi personali.

     Risulterà utile a questo scopo, ad esempio, far raccontare esperienze personali. promuovere il dialogo con i compagni e con l'insegnante. far esporre quanto ascoltato o letto, o visto in trasmissioni televisive, in film o provato davanti ad opere d'arte o nell'ascoltare musica; far discutere un argomento o un problema; guidare gradualmente all'uso più preciso del lessico attraverso l'impiego di sinonimi, contrari, associazioni di parole.

     Tuttavia l'esercizio più completo resta quello della conversazione che fonde insieme i due diversi processi dell'ascoltare e del parlare.

     Largamente praticata sarà la lettura sia in classe sia in casa; intesa come momento tra i più efficaci dell'educazione linguistica, come impulso al gusto della lettura personale e come stimolo per nuove conoscenze.

     Per motivare a leggere si sceglieranno letture rispondenti agli interessi più tipici degli alunni; dallo sport all'avventura, dal mondo della natura alla narrativa più viva ed attuale; nel contempo non si trascurerà di avviare e sostenere gli alunni nelle letture intese ad ampliare la loro conoscenza della realtà e ad arricchire la loro maturazione con l'incontro di testi di alto valore letterario, riguardo ai quali non è da trascurare un sia pur misurato apprendimento a memoria di poesie e passi di prosa.

     Le letture saranno riferibili al mondo della fantasia (poesia lirica, drammatica, epica, favole, romanzi, novelle, letteratura di fantascienza ecc.) della storia (biografie di personaggi illustri, documenti storici e di tradizioni popolari, passi di epistolario, autobiografie), della scienza e della tecnica (storia di scoperte e di invenzioni, relazioni di viaggiatori, semplici testi scientifici e di tecnica), della vita associata (sport, giornali, testi legislativi e regolamentari, resoconti della realtà economica e sociale), dell'esperienza interiore (testi di carattere religioso e di riflessione morale, diari), della musica e delle arti figurative.

     Necessaria la lettura di passi, opportunamente scelti, di opere di fondamentale importanza per la madrelingua e, in genere, per le tradizioni letterarie; è parimenti necessaria la lettura, in ciascuno dei tre anni, di almeno un'opera di narrativa moderna, che può essere anche straniera, purché in buona traduzione (completa o adeguatamente ridotta in relazione all'età degli alunni).

     Traendo specialmente occasione dall'esperienza dell'alunno, dall'osservazione della realtà, dal contributo delle altre discipline, dalle varie letture, si perverrà all'uso via via più sicuro e personale della lingua scritta, con riferimento alle concrete situazioni che la richiedono, in quanto forma indispensabile per la comunicazione dei messaggi da conservare e trasmettere nel tempo e nello spazio.

     Da esercitazioni concrete emergerà la consapevolezza che lo scrivere serve ad esprimere se stessi, commuovere, informare, persuadere, documentare, rendere esplicito il proprio pensiero, mediante appropriate forme linguistiche; si promuoveranno perciò - individualmente e in gruppo - libere espressioni spontanee, diari, cronache vissute e riflessioni; stesura di corrispondenza; preparazione e compilazione di questionari; descrizione di eventi e di esperienze, resoconti, verbali e relazioni, riassunti, manifesti, regolamenti relativi alla vita della classe, articoli per i giornali scolastici ecc.

     Nella correzione degli elaborati scritti dagli alunni, si mirerà ad educare alla congruenza tra il testo scritto e le sue finalità espressive e comunicative, ed insieme all'acquisizione di un corretto uso grammaticale e dell'ortografia, con particolare attenzione per l'interpunzione.

     E' da sottolineare l'esigenza di offrire costanti occasioni agli alunni di esprimersi liberamente nelle forme e nei modi che meglio corrispondono alle loro esigenze e al loro livello di maturazione.

     In tali attività espressive è consigliabile associare alla scrittura disegni, fotografie, schemi, diagrammi, ecc. , congiungendo linguaggi diversi in un unico risultato espressivo.

     b) Riflessione sulla lingua

     La riflessione grammaticale non si realizzerà come studio formale - poco corrispondente ai modi di apprendimento dei preadolescenti e perciò poco produttivo - ma andrà inserita nel processo di sviluppo linguistico espressivo, come uno dei mezzi atti a promuovere tale sviluppo. Essa muoverà da concrete esperienze linguistiche per avviare gli alunni a valersi coscientemente dei materiali linguistici, descriverne gli usi concreti ed arrivare successivamente alle conseguenti generalizzazioni delle strutture fondamentali della lingua materna sia per quanto attiene agli aspetti più propriamente grammaticali (piano semantico, sintattico, morfologico, fonologico), sia per quanto attiene alle funzioni comunicative della lingua.

     Lo studio del lessico è importante per allargare e precisare l'ambito delle proprie conoscenze ed è favorito dalla estensione e molteplicità delle esperienze. Servendosi del più vario materiale disponibile, ricavato anche dall'uso linguistico personale degli alunni, si tenderà a far acquisire coscienza e padronanza di alcune importanti proprietà del lessico stesso; derivazione, composizione, giustapposizione, affinità di forma e di significato, rapporti tra significati, pluralità di significati, appartenenza dei vocaboli alle diverse varietà della lingua.

     Sarà importante abituare a cogliere valori e significati delle parole sia esaminando contesti significativi, sia utilizzando ampiamente e criticamente il vocabolario ed altri strumenti fondamentali di consultazione e di studio, quali enciclopedie, atlanti, ecc.

     c) Riferimento all'origine e alla evoluzione storica della lingua materna

     Dalla varietà attuale delle lingue, all'uso vivo, dal confronto tra documenti di vario genere e di epoche diverse si ricaveranno, anche attraverso ricerche dell'alunno, quei dati che lo abituino a collocare la lingua materna nello spazio e nel tempo e lo aiutino a sistemare le sue conoscenze più varie (storiche, geografiche, scientifiche, ecc.) e le sue esperienze pratiche.

     In particolare si cercherà di cogliere adeguatamente il riflesso che gli eventi salienti della nostra storia hanno avuto fino ad oggi sulla nostra lingua. Si darà rilievo agli scambi con le altre lingue moderne, si metterà in luce l'apporto dei dialetti e la loro utilizzazione pratica ed espressiva (in canti, racconti, proverbi). Dei dialetti e delle lingue delle altre minoranze etniche si accennerà alla funzione sia nel passato, sia nel presente.

     Si cercherà - ove possibile - di delineare una prospettiva cronologica complessiva dei fatti via via illustrati e di mettere in risalto i fattori generali della trasformazione delle lingue come le mescolanze dei popoli, la formazione degli stati, lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione (introduzione della scrittura, della stampa, dei mezzi di comunicazione sociale).

     Nella scuola media in lingua italiana:

     In questa prospettiva si collocano i riferimenti all'origine latina dell'italiano, da realizzarsi, tuttavia, in modo non sistematico e non finalizzato all'apprendimento autonomo del latino.

     L'origine latina - presente direttamente o indirettamente nel lessico italiano - potrà essere utilmente esplorata, mettendo in evidenza le modificazioni semantiche e fonologiche; facendo così prendere ragione sia di alcuni aspetti fonologici (quali la pronuncia e l'ortografia di alcuni fenomeni italiani), sia di alcuni aspetti semantici (quali le derivazioni, i calchi, i prestiti ecc. la concorrenza di parole di tradizione popolare e di parole di introduzione dotta). Analogamente alcune strutture morfo-sintattiche italiane potranno essere messe a confronto con elementari strutture latine, omogenee o divergenti, per osservarne la genesi, le variazioni e la permanenza nella lingua italiana.

     L'importanza del latino sarà così mostrata anche facendo ampi riferimenti al quadro storico generale (ad es. alla formazione della civiltà romana; all'affermazione del cristianesimo; ad alcuni aspetti della cultura europea).

     Attraverso le esercitazioni proposte nelle varie parti del programma l'insegnante verificherà il grado di maturità linguistica raggiunto dagli allievi e le capacità di analisi e di sintesi. Tale verifica gli suggerirà interventi, stimoli e rinforzi appropriati; per esempio, o verso il leggere e lo scrivere più liberi o verso il leggere e lo scrivere più organicamente guidati. La verifica gli permetterà di individuare anche il livello linguistico generale sul quale più opportunamente insistere e gli indicherà quando sarà possibile orientare gli alunni verso una maggiore ricchezza e finezza espressiva. L'insegnante procederà alla valutazione tenendo conto del sostanziale sviluppo delle varie abilità distinguendone gli aspetti essenziali da quelli superficiali, e della maturazione dell'alunno.

 

TEDESCO - LINGUA SECONDA

(per la scuola media in lingua italiana)

 

     Nella scuola media in lingua italiana si applica per l'insegnamento del tedesco - lingua seconda il programma già approvato con legge provinciale 13 dicembre 1978, n. 64.

 

ITALIANO - LINGUA SECONDA

(per la scuola media in lingua tedesca)

 

     I. — Obiettivi dell'insegnamento della lingua seconda nel quadro dell'educazione linguistica

     L'insegnamento della seconda lingua, italiano, nella scuola media in lingua tedesca, ha il compito di contribuire, in armonia con le altre discipline, ed in modo particolare con lo studio della madre lingua, alla formazione di una cultura di base e allo sviluppo delle capacità di comprendere, esprimere e comunicare degli alunni.

     Lo studio della seconda lingua contribuirà ad allargare gli orizzonti culturali, sociali e umani dell'allievo per il fatto stesso che ogni lingua rispecchia i diversi modi di vivere delle comunità che la parlano ed esprime in modo diverso i dati dell'esperienza umana. Esso riveste quindi una grande importanza nell'educazione al rispetto degli altri e dei valori che essi posseggono e alla comprensione e collaborazione fra i diversi gruppi etnici.

     Nella particolare situazione della Provincia Autonoma di Bolzano l'insegnamento della seconda lingua italiano è inoltre strumento indispensabile per assicurare agli alunni la possibilità di inserirsi concretamente nel mondo del lavoro e nella realtà socio-economico-culturale altoatesina e nazionale.

     L'impegno degli allievi allo studio della lingua seconda dovrà essere stimolato dall'interesse a confrontare la propria realtà socio-culturale con quella dell'altro gruppo etnico. Per sviluppare tale motivazione e perché il nesso lingua-cultura sia reso evidente, è essenziale che si parta dalla vita di oggi e soprattutto dalla lingua di oggi. Lo studio della civiltà e cultura italiana non deve essere quindi inteso come apprendimento di mere nozioni storiche e geografiche, ma come una presa di coscienza dei valori socio-culturali e dei costumi della comunità italiana locale e nazionale tramite la lingua stessa ed attraverso documenti autentici di attualità e di vita quotidiana.

     Lo studio della lingua seconda dovrebbe giungere a risultati precisi e concreti sul piano dell'uso linguistico e adeguati al livello di età degli allievi. Tali risultati sono misurabili in base all'effettivo possesso, da parte degli allievi, di abilità operative, ricettive e produttive, sia per quanto riguarda la lingua orale sia per quanto riguarda la lingua scritta e sono riferibili alla capacità di saper comprendere e produrre contesti significativi di lingua orale e di lingua scritta entro strutture e lessico fondamentali.

     II. — Indicazioni metodologiche

     1) Sviluppo delle abilità linguistiche

     L'insegnante avrà cura di sviluppare attraverso l'uso costante della lingua seconda, sia da parte sua che da parte degli allievi, le abilità fondamentali; saper capire ascoltando, saper parlare, saper leggere e saper scrivere. Ognuna di tali abilità dovrà a sua volta essere specificata in base alle attività linguistiche che si ritengano più appropriate agli allievi di questa fascia scolastica. L'insegnante non dovrà procedere da parole o frasi isolate, ma da contesti globalmente significativi in quanto calati in situazioni di comunicazione nell'uso orale ed in quello scritto. Si darà primaria importanza alle abilità audio-orali, intese sia separatamente (ascolto e comprensione di testi registrati, esposizione orale di fatti, esperienze idee) sia congiuntamente, così come esse si attuano nella conversazione. All'espressione scritta si perverrà comunque dopo che siano stati accertati la comprensione e l'uso corretto dei modelli orali, senza peraltro procrastinare l'uso dello scritto.

     Si utilizzeranno esercizi che consentono di adoperare la lingua in situazioni di comunicazione in modo che l'alunno alla fine sia in grado di:

     - dare o comprendere informazioni in una comunicazione orale di tipo quotidiano corrente;

     - descrivere (oralmente o per iscritto) luoghi, oggetti, persone;

     - esporre fatti ed esperienze di vita;

     - esprimere opinioni e sentimenti personali;

     - leggere, comprendere e riesporre accessibili testi di narrativa e di divulgazione tratti anche da materiali pubblicitari, da giornali, da riviste, da istruzioni varie;

     - comprendere e redigere comunicazioni epistolari, prendere parte ad una conversazione non fondata sullo studio preventivo di testi scritti.

     Lo sviluppo delle funzioni comunicative della lingua attraverso tali attività specifiche dovrà costituire il fulcro dell'insegnamento al fine di avviare gli allievi all'uso linguistico corrente.

     La lettura dopo quattro anni d'insegnamento della seconda lingua nella scuola elementare, occupa uno spazio considerevole nell'ambito delle attività linguistiche perché dà la possibilità di ritrovare e di arricchire in un contesto di lingua viva le strutture ed il lessico appresi. Offre informazioni e spunti per la conversazione, per la discussione ed è un mezzo efficace per accostare l'alunno ai più significativi aspetti di vita, di pensiero e di cultura del mondo italiano.

     La lettura sarà intensiva ed estensiva. La prima ha il fine di allargare e approfondire gli aspetti grammaticali, lessicali, culturali ed eventualmente stilistici, la seconda quello di soddisfare gli interessi fornendo informazioni e gradimento, ed arrivare ad una lettura spedita e ad una comprensione più intuitiva dei contenuti.

     Nella scelta dei brani l'insegnante si orienterà sui testi che non abbiano una percentuale di lessico sconosciuto tale da pregiudicare l'immediata comprensione globale.

     Per quanto riguarda i contenuti si terrà conto degli interessi propri dell'età e della realtà socioambientale dell'alunno e della realtà in cui la seconda lingua vive ed opera. Considerando il livello di preparazione si utilizzeranno anche facili poesie e brani di autore per destare l'interesse per i testi letterari.

     2) Riflessioni sulla lingua

     La riflessione sulla lingua senz'altro indispensabile, sarà condotta partendo dall'uso concreto della lingua in un contesto e non da schemi grammaticali. E' opportuno che tale riflessione comprenda sia gli aspetti morfologico-sintattici sia quelli semantico-comunicativi.

     La riflessione sulla lingua offrirà occasione anche per i necessari riferimenti culturali dato che la lingua è elemento rivelatore del contesto socio-culturale.

     Le possibili diverse impostazioni dell'analisi linguistica richiedono che gli insegnanti di madre lingua e di lingua seconda, nel consiglio di classe, raggiungano una intesa sulla terminologia grammaticale da adottare.

     III. — Articolazione del programma

     Sarà opportuno strutturare il programma in sequenze didattiche sviluppate secondo criteri di funzionalità comunicativa e distribuire la materia nel corso del triennio secondo un criterio "ciclico" che consentirà di procedere a ripetizioni sistematiche e ad ulteriori sviluppi di quanto già introdotto.

     L'uso costante di sussidi audiovisivi di ogni tipo motiverà all'apprendimento della seconda lingua e contribuirà a far cogliere nella loro realtà gli elementi linguistici entro un contesto significativo.

     Innestandosi sul grado di preparazione conseguito dagli alunni nel corso della scuola elementare e riprendendo gli argomenti in essa trattati, si continuerà a sviluppare la capacità di capire e produrre le espressioni più usuali di comunicazione della vita quotidiana.

     L'alunno dovrà essere messo in condizioni di assumere un ruolo attivo attraverso il dialogo che prenderà l'avvio da situazioni in cui più facilmente egli potrebbe aver necessità di far uso della seconda lingua e che, per un lessico minimo fondamentale attingano agli ambiti di esperienza più comuni quali: scuola - strada - famiglia - casa - acquisti - corpo umano - tempo libero - rapporti con la natura - rapporto con l'ambiente - rapporti sociali e umani - servizi ed istituzioni pubblici e sociali - lavori e professioni anche in vista delle scelte professionali - scienze, tecnica, cultura - attualità dai massi - media - corrispondenza.

     Le strutture esercitate nella scuola elementare verranno riprese e ampliate secondo i criteri dell'applicabilità immediata, della funzionalità, della frequenza e della contrastività. In questa fascia intermedia di apprendimento si darà anche una sistemazione alla riflessione sulla lingua appresa per mettere l'alunno in grado di generalizzare e di avere a disposizione maggiori possibilità di espressione personale.

     Il perfezionamento della pronuncia (nei suoi aspetti percettivi ed articolatori), che non va considerato come un momento a sè stante, ma inserito nel processo globale di apprendimento linguistico, sarà curato costantemente nel triennio. L'insegnante controllerà soprattutto l'esatta percezione e produzione dei suoni tipici della lingua, l'intonazione, l'accento e il ritmo sia nell'espressione orale che nella lettura.

     Nell'educazione all'ascolto ed alla comprensione orale ci si avvarrà prima della semplice conversazione fra insegnante e alunni, alunni e alunni, della lettura di facili dialoghi e brani contenenti lessico e strutture conosciuti, di brevi testi opportunamente registrati. Gradualmente si accosterà l'alunno a discorsi più complessi e a testi con una percentuale di lessico di strutture meno esercitati e noti, perché in terza classe possa comprendere un discorso di carattere compiuto entro il materiale esercitato, afferrare un contenuto anche in presenza di una piccola percentuale di lessico sconosciuto, individuando le parole chiave del discorso, dalla viva voce e dai mass-media.

     Per l'espressione orale si curerà prima la capacità di rispondere a domande, di porre domande e reagire in situazioni di dialogo, di descrivere anche su stimolo visivo, di esporre brevemente fatti, accaduti, per passare poi alla dialogazione di brani, alla riesposizione di dialoghi e brani letti o sentiti, alla esposizione più articolata di avvenimenti, esperienze di vita, sentimenti ed opinioni.

     Per avviare ad una maggiore consapevolezza e padronanza della lingua, saranno inoltre indispensabili esercizi di fissazione ed applicazione in situazioni comunicative degli aspetti fonologici, morfologici, sintattici e semantici introdotti globalmente nelle varie attività.

     L'alunno, a conclusione del ciclo, dovrà essere capace di comunicare almeno nelle situazioni svolte durante il triennio, riferire su esperienze di vita dirette e indirette, descrivere fatti, situazioni, oggetti e persone, esprimere stati d'animo e opinioni.

     Per quanto riguarda la comprensione scritta, si ricorrerà, in un primo momento, a letture brevi e semplici ed eventualmente adattate. Nel corso del triennio i brani saranno scelti con criterio di progressione in lunghezza e difficoltà. In terza classe l'alunno dovrebbe essere in grado di leggere con la guida dell'insegnante, un'opera completa che venga incontro ai suoi interessi più probabili.

     La lettura sarà ad alta voce e silenziosa, l'una per assicurare una corretta decifrazione, pronuncia ed intonazione, l'altra per educare l'alunno alla rapida comprensione che dà il piacere di leggere. Attraverso esercizi di lettura intensiva ed estensiva l'alunno sarà guidato gradualmente a trarre informazioni da testi nel limite di lessico e strutture esercitati, a cogliere il contenuto globale della lettura, anche senza la conoscenza completa del lessico, per poter capire vari testi di uso pratico e contemporaneamente sarà motivato a leggere per stabilire un diretto contatto di conoscenza e comprensione con il contesto socio-culturale in cui la lingua italiana si parla.

     La produzione scritta sarà portata avanti parallelamente alle altre attività linguistiche attraverso esercizi di completamento, trasformazione e allargamento, dettati, questionari, trasposizioni e riesposizioni di letture, redazioni di lettere o di relazioni varie, composizioni guidate o libere. Le attività indicate contribuiranno ad assicurare all'alunno, alla conclusione del ciclo, la capacità di riesporre correttamente un contenuto letto o ascoltato, dare un resoconto di quanto visto o vissuto, esprimere sentimenti e pensieri adeguatamente all'età e alla maturità raggiunta, comunicare secondo semplici modelli (lettere, inviti, annunci, richieste di informazioni) il tutto nell'ambito di lessico e strutture sicuramente esercitati.

 

Storia

 

     Finalità e obiettivi

     L'insegnamento della storia deve anzitutto proporsi di far comprendere che l'esperienza del ricordare è un momento essenziale non solo dell'agire quotidiano del singolo individuo, ma anche della vita della comunità umana (locale, regionale, nazionale, europea, mondiale) cui l'individuo stesso appartiene. Solo diventando in qualche modo partecipe di questa memoria collettiva, si diventa uomini, e cittadini, a pieno titolo. L'acquisita consapevolezza del fatto che l'anno della propria nascita non è anche l'anno di nascita della comunità di cui si viene a far parte, arricchisce l'individuo di una dimensione nuova; radicandolo nel passato, lo mette in condizione di valutare con maggiore penetrazione il presente e di assumere elementi per progettare il futuro. Dal momento che risulta essere il prodotto di una lenta stratificazione, il mondo circostante cessa di apparire come un dato esterno ostile ed immutabile, per proporsi come un campo aperto a nuove esperienze che contribuiranno a farlo evolvere ulteriormente.

     Ciò corrisponde alla particolare esigenza del preadolescente di conoscere la vicenda umana non solo al fine di comprendere il passato, ma anche, e soprattutto, di dare un orientamento alla propria esistenza con riferimento alla realtà che lo circonda. Su questo bisogno si fonda la possibilità di costruire e coltivare il "senso della storia" come naturale premessa al formarsi di una vera e propria "coscienza storica" che maturerà nell'adolescenza.

     In concreto, l'obiettivo che l'insegnante di scuola media deve proporsi è quello di condurre gli alunni sia a percepire la dimensione temporale del fenomeno storico, sia a rendersi conto di come il lavoro storiografico obbedisca a regole che garantiscono la genuinità dell'operazione e il controllo dei risultati, sia a considerare, come avvio di giudizio critico, le soluzioni che gli uomini e le società hanno dato nel tempo ai loro problemi.

     Ne deriva pertanto l'opportunità di far acquisire strumenti di verifica adeguati alla effettiva capacità degli alunni ai vari livelli di età e alle oggettive possibilità offerte dalla situazione locale.

     II. — Contenuti

     Per quanto concerne la scelta dei contenuti meglio adatti a realizzare l'obiettivo educativo su esposto, considerato il carattere peculiare della scuola dell'obbligo, che deve fornire a tutti gli strumenti indispensabili alla comprensione della realtà, si suggerisce di privilegiare, nella progettazione dell'azione didattica, gli aspetti connessi con la formazione e lo sviluppo (in particolare ma non esclusivamente, nel mondo classico, e nell'Europa medioevale, moderna e contemporanea) delle forme di organizzazione della vita associata, nei loro risvolti politici ed economico-produttivi, nonché delle istituzioni giuridico amministrative e religiose, con continui riferimenti al variare dei modi di vita, al succedersi delle espressioni linguistiche ed artistico-letterarie e alle tappe del progresso tecnico e scientifico in modo da "datare" concretamente i diversi momenti e le diverse età che scandiscono l'evoluzione delle forme di vita associata.

     Per conseguire tale risultato che è essenziale ai fini della acquisizione del senso della "dimensione temporale" debbono essere utilizzati i riferimenti cronologici collegati a fatti o prodotti che connotano le diverse epoche storiche. Invenzioni e scoperte, arti e scienze, progresso tecnologico e grandi movimenti di pensiero, coerentemente inseriti nella successione dei momenti di sviluppo della civiltà, costituiscono un tessuto di elementi capace di far cogliere all'alunno il fluire del tempo nell'arco del divenire della storia. Si rileva, tra l'altro, la necessità di fornire l'informazione basilare sull'origine e sulla storia delle singole minoranze linguistiche presenti in Italia e ciò in particolare modo nelle zone abitate da dette minoranze.

     All'interno di questa rete di riferimenti cronologici e rivolgendo sempre una preminente attenzione alla contemporanea evoluzione delle diverse forme di vita associata, si collocheranno la ricostruzione e lo studio dei fatti storici propriamente detti e l'analisi degli elementi che su di essi variamente incidono, tenendo sempre presente la necessità di impegnare l'alunno in attività che stimolino le sue capacità e il suo spirito di iniziativa.

     Ciò risulta tanto più importante se ci si pone nella prospettiva dell'educazione permanente e se si tiene conto del carattere orientante di ogni disciplina nella scuola obbligatoria non solo ai fini della prosecuzione degli studi, qualora ciò avvenga, ma anche per un responsabile inserimento in ogni tipo di attività lavorativa; è essenziale perciò che il preadolescente acquisisca sufficiente consapevolezza dei metodi, delle operazioni e del linguaggio che sono propri del lavoro storiografico.

     III. — Suggerimenti metodologici

     Tale lavoro consiste in tutta una serie di operazioni (quali il reperimento e la consultazione di fonti, la formulazione di ipotesi, la selezione di dati, l'analisi di documenti anche non scritti, l'individuazione di raccordi con altri fatti contemporanei o successivi) che possono essere riprodotte a fini didattici a un livello di sperimentazione molto elementare. Tutto ciò, lungi dall'escludere l'intervento assiduo dell'insegnante, lo qualifica nella funzione dell'insegnare ad apprendere, e gli consente svariate forme di insegnamento individualizzato. Al fine però di evitare che le singole esercitazioni assumano carattere frammentario ed episodico, costituendosi ciascuna come esperienza a sè stante, sarà cura del docente inserire in una linea organica di svolgimento, senza "salti" arbitrari, raccordandoli con ampie sintesi, gli argomenti che vengono fatti oggetto di un più specifico approfondimento.

     Tali approfondimenti offriranno altresì la migliore occasione per stabilire collegamenti organici con tutte le altre discipline, di volta in volta chiamate, da sole o per gruppi, ad integrarsi con la ricerca storica, a seconda del tipo di problema affrontato. A titolo di esempio, si ricordano le connessioni con la storia della lingua, con le letture antologiche, con la geografia, con l'educazione artistica, musicale, scientifica e tecnica.

     La storia è infatti una disciplina complessa, peculiare fra le scienze dell'uomo, in quanto dà evidenza al tipico potere umano di produrre cultura, nella più articolata accezione del termine. Conviene pertanto che, escludendo ogni forma di enciclopedismo, l'insegnante punti a dare il gusto della ricerca, che potrà proseguire anche fuori della scuola, parallelamente alla esperienza, di vita, purché si sia acquisito, anche attraverso la consuetudine con la lettura libera, l'interesse per tale tipo di indagine e purché il preadolescente abbia maturato in sè la consapevolezza che tutti gli uomini, tutti i popoli, l'umanità intera sono protagonisti della storia.

     Per quanto attiene poi alle verifiche periodiche e finali del processo di apprendimento, esse dovranno essere sempre costruite sulla base del lavoro effettivamente svolto, nella triplice prospettiva di:

     accertare l'acquisizione e l'organizzazione dei concetti e delle conoscenze;

     accertare il possesso dei metodi di ricerca;

     accertare il livello di sviluppo di capacità e abilità generali e specifiche.

     Sembrano pertanto da valorizzare anche le verifiche pratiche e scritte, (utilizzando a tale scopo le visite a musei e monumenti, il reperimento di fonti, la scelta e l'elaborazione di dati da documenti, l'uso di bibliografie ecc.) che consentono omogeneità, oggettività e frequenza di controlli e un loro pratico impiego didattico.

     Lo sviluppo delle capacità di esposizione orale sarà curato nel corso delle discussioni e nei momenti di dialogo che il piano di lavoro dovrà comunque prevedere.

     IV. — Suddivisione per anno

     L'indicazione della suddivisione annuale della materia si limita volutamente alla individuazione dei termini cronologici in modo da lasciare al consiglio di classe la programmazione curriculare, possibile solo in quella sede, in rapporto all'effettivo e verificato livello di partenza degli alunni.

     In altri termini l'indicazione dei contenuti non significa necessariamente trattazione dettagliatamente svolta per argomenti, ma, nel caso lo esiga la funzionalità del processo di insegnamento, e per particolari periodi storici, lo svolgimento potrà avvenire su linee di sviluppo fondamentali, caratterizzanti l'epoca, fra loro raccordate da opportune sintesi.

     Si raccomanda, in particolare, che anche in connessione con il programma di educazione civica l'insegnante si preoccupi di svolgere il programma del III anno in modo che esso dia ampio spazio alla trattazione dei problemi della vita contemporanea.

     Classe I: dalla preistoria al IX secolo;

     Classe II: dal X secolo al 1815;

     Classe III: dal 1815 ai giorni nostri con riferimenti essenziali all'Europa, al mondo, alla decolonizzazione. Si avrà particolare riguardo all'Italia e alla propria regione dopo la prima guerra mondiale fino ai nostri giorni, nel quadro della storia mondiale.

 

Educazione civica

 

     Finalità generali e obiettivi

     L'educazione civica, intesa come finalità essenziale dell'azione formativa della scuola, esige il responsabile impegno di tutti i docenti e la convergenza educativa di tutte le discipline e di ogni aspetto della vita scolastica. Essa è pertanto, un grande campo di raccordo culturale, interdisciplinare, che ha anche suoi contenuti specifici rappresentati dalle informazioni sulle forme e sulle caratteristiche principali della vita sociale e politica del Paese e che richiede interventi coordinati del consiglio di classe intesi a far maturare la coscienza delle responsabilità morali, civiche, politiche, sociali, personali e comunitarie di fronte ai problemi dell'umanità, nel contesto sociale italiano, europeo, mondiale e, quindi, a far acquisire comportamenti civilmente e socialmente responsabili.

     In tale prospettiva la scuola attua il suo impegno di educazione civica attraverso il contatto col mondo civile e la presa di coscienza dei valori sui quali si fonda la Costituzione, l'offerta di conoscenza di problemi e di metodologie per la valutazione critica dei fatti, nonché attraverso un concreto esercizio di vita democratica nella scuola, di ricerca e di dialogo nel rispetto più attento della libertà di coscienza morale e civile degli alunni.

     Obiettivi che l'educazione civica, come impegno costante del consiglio di classe, deve perseguire cogliendo tutte le occasioni educative e didattiche più opportune, sono:

     a) la maturazione, da parte dell'alunno, degli orientamenti che sostanziano la responsabilità personale all'interno della società, l'iniziativa civica e la solidarietà umana;

     b) la conquista di una capacità critica che permetta alla persona di darsi dei criteri di condotta, di comprendere la funzione delle norme che consentono un corretto svolgersi della vita sociale, di definire il rapporto intercorrente tra libertà individuale ed esigenze della comunità; ciò nell'intento di porre l'alunno nella condizione di analizzare i vari aspetti dei problemi e di tendere all'obiettività del giudizio;

     c) la crescita della volontà di partecipazione come coscienza del contributo che ciascuno deve portare alla risoluzione dei problemi dell'uomo, della società nazionale ed internazionale.

     A tal fine il consiglio di classe utilizzerà nella sua programmazione i contributi che possono essere offerti dallo studio dei principi costituzionali e delle istituzioni che sono alla base della organizzazione democratica dello Stato; identificherà i problemi che possono essere oggetto di analisi interdisciplinari; farà riferimento anche a significativi aspetti del rapporto con la dimensione europea e mondiale dei problemi, con particolare riguardo a quello del sottosviluppo dell'uomo e dei popoli, sentito come positiva sfida del nostro tempo.

     II. — Contenuti specifici della disciplina

     L'educazione civica, quale specifica materia d'insegnamento, esplicitamente prevista dal piano di studi, ha come oggetto di apprendimento le regole fondamentali della convivenza civile, come risultati di un processo storico pervenuto a formulazioni giuridiche positive e come presupposto per ulteriori sviluppi.

     Il relativo insegnamento è affidato al docente di materie letterarie per la riconosciuta opportunità di sviluppare la trattazione dei suoi contenuti specifici in costante correlazione con l'insegnamento della storia.

     Il nucleo fondamentale di tali contenuti è dato dal testo della Costituzione italiana, legge fondamentale dello stato e sintetica espressione della nostra civile convivenza che abbisogna del concorso di tutte le forze per la sua completa attuazione.

     La comprensione della Costituzione - che gioverà anche a dare sistemazione, quasi secondo un indice ragionato, agli altri temi di educazione civica - avrà un momento più organico nella classe terza, in quanto lo consentono l'età e l'esperienza raggiunta dagli allievi.

     Nelle classi prima e seconda lo studio, pur avviando, appena possibile, alla conoscenza del testo costituzionale, assumerà la forma di una considerazione sui valori umani e sociali insiti nell'esperienza di vita comunitaria dell'alunno (la famiglia, il gruppo, la comunità scolastica...).

     La stessa esperienza della classe scolastica, anche nei momenti della sua eventuale articolazione in gruppi, dovrà essere utilizzata, anche in sede di riflessione specifica, per guidare alla scoperta, al suo interno, dei ruoli e delle strutture di questo microcosmo che deve essere organizzato secondo le esigenze del metodo democratico e della partecipazione responsabile; così pure dovranno essere presentati gli organi collegiali della scuola previsti dai decreti delegati del 1974 e, per quanto possibile, sperimentate le forme di partecipazione alla vita della scuola anche in vista di più ampio impegno nella scuola secondaria superiore.

     Accanto al nucleo delle norme costituzionali, e raccordate con esse, saranno rese comprensibili, in forma semplice ed adatta all'età degli allievi, le funzioni di taluni istituti fondamentali dell'ordinamento pubblico e privato, la cui conoscenza aiuti a comprendere i meccanismi sempre più complessi della società contemporanea. In tale quadro, potranno essere trattati, ad esempio, temi attinenti alla persona, alla famiglia, alle comunità territoriali, all'ordinamento della giustizia, al sistema tributario, al lavoro, alla sua organizzazione, alla sua tutela e alle sue condizioni di sicurezza, all'educazione stradale, all'educazione sanitaria, alla cooperazione internazionale.

     Gli scambi sempre più frequenti, le interdipendenze delle economie, le necessità della cooperazione internazionale, rendono, inoltre, necessaria la conoscenza delle funzioni e delle attività dei principali organismi di cooperazione ed integrazione europea nonché degli altri organismi internazionali.

     Nel quadro delle finalità dell'educazione civica trova una sua collocazione l'attenzione per i problemi delle minoranze linguistiche - da approfondire in modo particolare nelle zone in cui esse sono presenti - per quanto riguarda il loro significato sul piano sociale e gli ordinamenti ad esse riferiti.

     III. — Suddivisione della materia per anno

     Classi I e II

     Partendo dall'esperienza diretta della classe scolastica si valorizzi la progrediente capacità del preadolescente di inserirsi nel lavoro comune di gruppo, della classe, della scuola, sicché egli possa via via realizzare una riflessione consapevole sui valori umani e sociali insiti nelle sue esperienze di vita comunitaria (la famiglia, il gruppo, la comunità scolastica) e sui diritti e sui doveri relativi alle varie forme di vita sociale.

     I temi da affrontare saranno graduati, con opportuni riferimenti al testo della Costituzione, passando dalla famiglia e dalla comunità scolastica alle più complesse forme di aggregazione comunitaria (gruppi associativi, partiti, sindacati, partner sociali, comune, provincia, regione, Stato, organismi della cooperazione internazionale, con particolare riguardo alla Comunità europea).

     Si evidenzi, comunque, appena lo si riterrà possibile, il principio della partecipazione responsabile alla vita politica, caratterizzante tutte le forme associative sopra indicate e ben presente nel testo della Costituzione.

     Classe III

     Studio della Costituzione, con particolare riguardo allo Statuto di autonomia del Sudtirolo, con riferimenti alla sua genesi, ai suoi principi ispiratori e alla sua attuazione; opportuni raffronti con testi costituzionali di altri Stati, soprattutto europei.

     Trattazione elementare di taluni temi attinenti ad istituti fondamentali dell'ordinamento pubblico e privato.

     Principi e organismi della cooperazione europea e internazionale.

 

Geografia

 

     Finalità e obiettivi

     La geografia ha il compito di indagare fenomeni e sistemi antropofisici in una visione dinamica di tutti gli elementi variabili, naturali ed umani, che concorrono a configurare l'assetto del territorio. L'itinerario fondamentale della ricerca geografica consiste nel verificare e nell'interpretare il rapporto dialettico tra gli uomini - con le loro aspirazioni, necessità, strategie, tecnologie - e la natura - con le sue risorse e le sue leggi - in modo da cogliere la molteplicità delle connessioni che modificano, anche nel tempo, le situazioni geografiche.

     Una corretta prassi di ricerca geografica che, attraverso i procedimenti dell'analisi e della sintesi, conduca l'alunno ad una visione integrata dalla reciprocità uomo-ambiente, contribuisce a sollecitare l'osservazione, a conferire il senso dello spazio, a sviluppare le capacità descrittive, ad arricchire il patrimonio culturale, a promuovere lo spirito critico. Tale procedimento stimola l'alunno ad una attiva partecipazione alla realtà culturale, sociale ed economica e contribuisce a prepararlo a scelte ragionate e responsabili anche in vista del suo inserimento nel mondo del lavoro.

     La geografia assolve al proprio impegno formativo nei confronti dell'alunno promuovendo l'elaborazione di concetti e la organizzazione di ipotesi, secondo un metodo scientifico.

     Il fatto che essa comporti anche momenti descrittivi non significa affatto che i fenomeni e le connessioni fra i fenomeni debbano essere presentati in forma non problematica; al contrario, occorre guidare l'alunno a scegliere e collegare, interpretare i dati, avendo presente che il descrivere non deve necessariamente coincidere con l'accettazione acritica di formulazioni chiuse e definitive.

     E' inoltre rilevante l'acquisizione - anche attraverso la geografia - della capacità di tradurre, nei limiti dell'utile e del possibile, gli elementi quantitativi in elementi qualitativi e viceversa, ai fini dell'educazione alla ricerca geografica.

     Si tenga presente che proprio la geografia può stimolare la capacità di calcolo rapido in termini di ordini di grandezza per poter impostare immediate comparazioni, escludendo la memorizzazione di cifre, sulle quali non si sappia poi ragionare.

     II. — Indicazioni programmatiche

     L'analisi del paesaggio non si limiterà, solo, all'individuazione dei fatti e degli oggetti geografici, nè alla mera e passiva identificazione dei segni che l'uomo vi ha lasciato nel corso dei secoli, ma indagherà le interrelazioni, le sincronie, gli influssi, l'azione distinta e composita dei diversi elementi.

     L'indagine sui fenomeni coinvolgenti la dinamica uomo-ambiente prenderà avvio dalle più immediate esperienze dell'alunno, in modo che tali fenomeni possano essere ricostruiti in sede di verifica problematica diretta, puntualizzando e analizzando i dati necessari (ad esempio, paesaggio agrario, sistemazione urbanistica, approvvigionamento idrico, fonti e consumo di energia, situazione demografica, produzione alimentare, agricola e di trasformazione industriale, consumi, vie di comunicazione, ecc.) Nella programmazione l'insegnante tiene conto delle concrete possibilità offerte dal territorio circostante, che verrà attentamente osservato, indagato e definito a mano a mano che si procede nella ricerca. Gli alunni si impegneranno nell'individuare i vari elementi che lo compongono, per esaminarli nel loro manifestarsi, per coglierne le funzioni e le relazioni, per scoprire le modifiche apportate dall'uomo, per approfondire le caratteristiche culturali e le diverse modalità e tecniche delle trasformazioni operate nei secoli.

     Tali attività didattiche, che richiedono un costante collegamento con l'insegnante delle scienze - al quale è affidato l'insegnamento degli aspetti geofisici e astronomici - consentono che l'alunno conquisti cognizioni fondamentali di geografia fisica e antropica e si renda conto che - pur se l'uomo può trasformare l'ambiente - la terra ha una sua storia.

     Sarà cura dell'insegnante partire, nella presentazione degli argomenti, dalla osservazione diretta, o da fotografie e illustrazioni, scegliendo preferibilmente quei fenomeni che possano offrire una situazione problematica concreta.

     La partenza da situazioni presenti nel territorio in cui il ragazzo vive ha una duplice funzione; quella di far cogliere i problemi nella loro concretezza e in tutte le loro dimensioni e quella di fondare saldamente il metodo di conoscenza su una ricostruzione critica e verificabile dei problemi. La presa di contatto con la realtà vicina deve essere utilizzata per stimolare progressivamente l'interesse per la conoscenza del lontano; qualificando così l'indagine verso prospettive sempre più ampie e più articolate ed iniziando alla conoscenza di altri paesaggi e di altri Paesi. Perciò anche lo studio della nostra regione e dell'Italia dovrà procedere tenendo sempre presenti i rapporti tra queste e il resto del mondo in ogni ambito di problemi, ricorrendo il più possibile a comparazioni e riferimenti che aiutino e stimolino i processi di generalizzazione. Analogo procedimento andrà seguito nello studio degli altri Paesi, con gli opportuni confronti con l'Italia.

     III. — Indicazioni metodologiche

     Occasioni per iniziare l'indagine geografica, saranno, di volta in volta, i fenomeni che scaturiscono da rapporti quali; suolo e risorse, territorio e insediamenti, rilievo e viabilità, ambiente e attività economiche, paesaggio, regione e popolamento, ecc., o da relazioni più complesse, quali; risorse idriche e loro utilizzazione, fonti di energia, dislocazione industriale, risorse alimentari, processi di produzione e di trasformazione, equilibri territoriali, scambi, emigrazione, ecc.; temi che sono da considerare in maniera sempre più approfondita nell'arco del triennio.

     Ogni progetto d'indagine deve tendere a far acquisire all'alunno un complesso, il più possibile ampio e articolato, di conoscenze geografiche attraverso l'osservazione degli elementi analitici del paesaggio e dei fattori che lo caratterizzano, per giungere ad una ricomposizione di quadri unitari regionali (approfondendo, in particolare, la conoscenza della propria Regione, intesa anche come comprensorio politico-amministrativo), nazionali, continentali. Risulta pertanto chiaro che dovrà essere eliminata ogni presentazione in chiave puramente descrittiva o in termini puramente storico-politici o sociologici o antropologici, anche se tutte queste dimensioni dovranno essere presenti, allo scopo di enucleare le connessioni tra fenomeni, fatti e realtà, ovunque localizzati.

     Il processo di conoscenza relativo alla distribuzione della umanità sulla superficie terrestre, nella sua articolazione in Stati, sarà indotto, durante il triennio, all'interno dei campi d'indagine e dei problemi che costituiscono oggetto di specifico approfondimento, mediante la lettura costante del mappamondo e del globo terrestre, la consultazione e l'eventuale costruzione di carte geotematiche, avviando progressivamente alla comprensione delle rappresentazioni simboliche dello spazio geografico con costanti controlli didattici che mirino a verificare che i procedimenti percettivi e concettuali in essa coinvolti siano realmente acquisiti. E' indispensabile, a tal fine, che l'insegnante proceda all'impostazione di un ragionato piano didattico, inserito nella programmazione che il Consiglio di classe dovrà inizialmente formulare.

     IV. — Itinerario didattico

     Per facilitare l'acquisizione di una mentalità geografica la classe tenderà a configurarsi come un laboratorio di ricerca, si ricorrerà alla necessaria strumentazione tecnica (bussola, pluviometro, cassa a sabbia, ecc.); si introdurranno codici idonei alla raffigurazione di dati mediati ed immediati (carte, grafici, diagrammi, ecc.); si attueranno operazioni che sollecitino la manualità (plastici, mappe, fotografie, ecc.); si promuoveranno adeguate letture (resoconti e diari di viaggiatori, esploratori, ecc.); si applicheranno diversi metodi di indagine (ricerche, interviste, inchieste, questionari, ecc.); si organizzeranno scambi epistolari con altre classi (in Italia e all'estero); si utilizzeranno gli opportuni sussidi (documentari, filmine, diapositive, lucidi, ecc.). Si realizzeranno, infine, per quanto possibile, attività all'esterno della scuola (lezioni all'aperto escursioni, visite, ecc.).

     Tra i sussidi indispensabili per la conoscenza della realtà economica si tengano presenti, in particolare, i compendi statistici per giungere così alla preparazione diretta dei grafici di ogni tipo. Non è possibile, infatti, avere una conoscenza di base ragionata dei fenomeni naturali ed economici in termini di dinamica e di sviluppo se non si ricorre ad un minimo di identificazione e di definizione dei dati ed alla loro elaborazione in termini quantitativi.

     L'itinerario didattico proposto potrà realizzarsi solo se non si abbia la pretesa di acquisire informazioni che esauriscano la totalità dei fenomeni terrestri. Una adeguata programmazione che selezioni, a volte anche in modo campionario, zone del territorio rispetto a problemi fondamentali per illuminare il rapporto uomo-ambiente, sarà indispensabile e andrà organizzata anche a livello di consiglio di classe, sia per utilizzare le connessioni con l'insegnamento storico, linguistico, artistico, tecnico, sia per realizzare rapide e frequenti prove di verifica ed esercitazioni (costruzione di grafici, letture di tabelle, ecc.) che sostituiscano le tradizionali interrogazioni orali. In particolare andrà tenuto sempre presente il rapporto con gli insegnamenti scientifici; proprio la geografia, infatti, può costituire, a livello di scuola media, un ausilio notevole per superare la frattura tra scienze umane e sociali da un lato, e scienze naturali dall'altro, così grave nella nostra cultura.

 

     Articolazione annuale

 

     Classe I

     La conoscenza dei principali aspetti geografici (fisici, biologici, antropici, socio-economici) del paesaggio locale, nella interazione tra gruppo umano e territorio, e le più accessibili ed evidenti esperienze, rafforzate dalla consultazione delle carte e dall'uso di altri strumenti, daranno luogo alla comprensione di problemi di generale interesse nel mondo.

     L'alunno, partendo dalla sua regione e attraverso lo studio particolare della propria regione (Tirolo), dell'Arco Alpino e dell'Italia, allargherà progressivamente le sue prospettive ed approfondirà la sua competenza geografica.

     Classe II

     Utilizzando le esperienze e le conoscenze già acquisite, l'alunno approfondirà argomenti e problemi relativi allo studio particolare dell'Europa e del bacino mediterraneo. Tale allargamento di prospettiva consentirà all'alunno di prendere coscienza dei problemi geografici nella loro più articolata dimensione socio-politico-economica dell'Europa nel mondo.

     Classe III

     Lo studio dei più significativi Paesi del mondo offrirà l'occasione per continuare nei raffronti con l'Europa e con l'Italia nonché per completare la conoscenza e approfondire la riflessione sui rapporti antropici, culturali, politici ed economici.

     L'alunno, con opportuni riferimenti e progressive scoperte di connessioni, giungerà così alla comprensione non solo degli ambienti geografici, ma dell'interazione tra ambienti e popolazioni e tra popoli e popoli.

 

Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali - Indicazioni generali

 

     L'educazione scientifica, che deve interessare l'intero processo formativo, ha il proprio centro specifico negli insegnamenti delle scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali.

 

Obiettivi

 

     E' obiettivo qualificante del processo educativo attraverso tali insegnamenti l'acquisizione da parte dell'alunno del metodo scientifico, quale metodo rigorosamente razionale di conoscenza che si concretizza nelle capacità concettuali e operative di:

     esaminare situazioni, fatti e fenomeni;

     riconoscere proprietà varianti e invarianti, analogie e differenze;

     registrare, ordinare e correlare dati;

     porsi problemi e prospettarne soluzioni;

     verificare se vi è rispondenza tra ipotesi formulate e risultati sperimentali;

     inquadrare in un medesimo schema logico questioni diverse;

     comprendere la terminologia scientifica corrente ed esprimersi in modo chiaro, rigoroso e sintetico;

     usare ed elaborare linguaggi specifici della matematica e delle scienze sperimentali, il che fornisce anche un contributo alla formazione linguistica;

     considerare criticamente affermazioni ed informazioni, per arrivare a convinzioni fondate e a decisioni consapevoli.

 

Suggerimenti metodologici

 

     a) Attività sperimentale

     Il processo di avviamento al metodo scientifico proposto agli alunni dovrà rispettare i tempi e le modalità di apprendimento caratteristici della loro età; dovrà quindi muovere da ciò che può stimolare la loro curiosità e la loro intuizione, da esperienze facilmente comprensibili, dalla operatività e indirizzare alla sistematicità, grazie alla progressiva maturazione dei processi astrattivi.

     Pertanto gli allievi saranno impegnati, individualmente e in gruppo, in momenti operativi, indagini e riflessioni opportunamente guidati ed integrati dall'insegnante, giungendo, secondo la natura del tema, a sviluppi matematici più approfonditi e generali e, rispettivamente, ad un quadro coerente di risultati sperimentali. In molti casi l'indagine sperimentale e quella matematica potranno proseguire a lungo assieme, integrandosi senza confondersi.

     Si sottolinea l'importanza di questa attività di laboratorio non solo, come è ovvio, per le scienze sperimentali, ma anche per la matematica (procedimenti di misura, rilevazioni statistiche e costruzioni di grafici, costruzioni di geometria piana e spaziale, ecc.) Peraltro, l'insegnante, nello sviluppo dei concetti matematici, non dovrà rimanere esclusivamente ancorato a modelli materiali, tenendo conto che la matematica ha specifici obiettivi e che il suo apprendimento progredisce attraverso i metodi che le sono propri. Si metteranno in rilievo le differenze fra il certo e il probabile, fra il continuo e il discreto, fra leggi matematiche e leggi empiriche.

     b) Studio, lettura e consultazione

     A conclusione del corso, in modi e in forme adeguati alla sua età e ai compiti formativi della scuola media, l'allievo giungerà ad acquisire:

     a) i quadri generali nei quali le conoscenze scientifiche si collocano;

     b) una prima sistemazione dei concetti portanti e delle strutture specifiche della matematica e delle scienze sperimentali.

     Le nozioni acquisite nel corso del triennio non dovranno quindi rimanere sconnesse ed occasionali; inoltre, per evitare genericità, gli alunni dovranno impadronirsi di conoscenze precise, da considerare irrinunciabili.

     I risultati delle osservazioni e delle conoscenze acquisite mediante procedimenti attivi di ricerca verranno integrati con l'utilizzazione critica di informazioni ricavate dalla lettura e dalla consultazione di uno o più libri e dal ricorso a mezzi audiovisivi.

 

Avviamento alla collocazione storica della scienza

 

     L'insegnante di scienze avvierà l'alunno ad una prima riflessione sulla dimensione storica della scienza, presentando, con esempi significativi, sia le linee di sviluppo della scienza dal suo interno, sia la stretta correlazione esistente fra l'evoluzione scientifica e quella della condizione umana.

     Rapporti tra le varie discipline

     I docenti di scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali, oltre a realizzare in modo naturale, all'interno della cattedra, correlazioni e collegamenti fra le discipline che vi afferiscono, dovranno sviluppare stretti rapporti di collaborazione con i docenti di tutte le altre discipline. E' nell'ambito di questa collaborazione che troverà un posto importante l'impegno di tutti i docenti nel programmare una serie di attività concernenti l'educazione sanitaria.

 

Ripartizione oraria

 

     La matematica e le scienze sperimentali concorrono unitariamente a realizzare gli obiettivi dell'educazione scientifica; ciò non esclude la specificità dei contributi che esse autonomamente recano. Pertanto i programmi che seguono sono articolati secondo le due componenti predette.

     Dati i frequenti collegamenti e la costante interazione prevista nel lavoro di classe fra la matematica e le scienze sperimentali, non è possibile stabilire una rigida ripartizione dell'orario settimanale fra le due aree. Appare tuttavia necessario prevedere per ciascun anno una distribuzione equilibrata dei tempi da dedicare rispettivamente alla matematica e alle scienze sperimentali.

 

Indicazioni per la matematica

 

     Obiettivi.

     Nell'ambito degli obiettivi enunciati nella premessa agli insegnanti, l'insegnamento della matematica si propone di:

     suscitare un interesse che stimoli le capacità intuitive degli alunni;

     condurre gradualmente a verificare la validità delle intuizioni e delle congetture con ragionamenti via via più organizzati;

     sollecitare ad esprimersi e comunicare in un linguaggio che, pur conservando piena spontaneità, diventi sempre più chiaro e preciso, avvalendosi anche di simboli, rappresentazioni grafiche, ecc. che facilitino l'organizzazione del pensiero;

     guidare alla capacità di sintesi, favorendo una progressiva chiarificazione dei concetti e facendo riconoscere analogie in situazioni diverse, così da giungere a una visione unitaria su alcune idee centrali (variabile, funzione, trasformazione, struttura...);

     avviare alla consapevolezza e alla padronanza del calcolo.

     Suggerimenti metodologici.

     Per il conseguimento degli obiettivi predetti, si farà ricorso ad osservazioni, esperimenti, problemi tratti da situazioni concrete così da motivare l'attività matematica della classe, fondandola su una sicura base intuitiva.

     Verrà dato ampio spazio all'attività di matematizzazione intesa come interpretazione matematica della realtà nei suoi vari aspetti (naturali, tecnologici, economici, linguistici...) con la diretta partecipazione degli allievi.

     Nel programma i contenuti sono raggruppati in "temi" e non elencati in ordine sequenziale, al fine di facilitare la individuazione di quelle idee che appaiono essenziali allo sviluppo del pensiero matematico degli allievi. I temi non devono essere quindi intesi come capitoli in successione, ma argomenti tratti da temi diversi potranno, in sede di programmazione, alternarsi ed integrarsi nell'itinerario didattico che l'insegnate riterrà più opportuno.

     Ciò consentirà di introdurre taluni argomenti in anticipo rispetto alla loro sistemazione logica, il che può essere utile per analizzare situazioni concrete, interpretare fenomeni e collegare fra loro nozioni diverse; in tal caso l'insegnate si limiterà, in una prima fase, a fornire una visione d'insieme adeguata allo sviluppo mentale degli alunni, per ritornare sugli stessi argomenti con maggiore profondità, in momenti successivi. Nello stesso spirito, l'insegnante, utilizzerà subito, con naturalezza, le nozioni che l'alunno possiede alla scuola elementare. Si terrà conto, in ogni caso, della necessità di richiamare, volta a volta, i concetti e le informazioni necessari per innestare lo sviluppo dei nuovi temi e problemi.

     La matematica potrà fornire e ricevere contributi significativi da altre discipline.

     Si tenga presente, al riguardo, che la matematica fornisce un apporto essenziale alla formazione della competenza linguistica, attraverso la ricerca costante di chiarezza, concisione e proprietà di linguaggio, e, anche, mediante un primo confronto fra il linguaggio comune e quello più formale, proprio della matematica.

     Con l'educazione tecnica, la matematica può integrarsi sia fornendo mezzi di calcolo e di rappresentazione per la fase progettuale, sia ricevendone ausilio per la propria attività.

     Analogamente, possono essere trovati momenti di incontro della matematica con la geografia (metodo delle coordinate, geometria della sfera...), con l'educazione artistica (prospettiva, simmetrie...) ecc.

Temi

Contenuti riferiti ai temi

1) La geometria: prima rappresentazione del mondo fisico

a) Dagli oggetti ai concetti geometrici: studio delle figure piane e dello spazio a partire da modelli materiali.

 

b) Lunghezze, aree, volumi, angoli e loro misura.

 

c) Semplici problemi di isoperimetria e di equiestensione. Il teorema di Pitagora.

 

d) Costruzioni geometriche: uso di riga, squadra, compasso.

2) Insiemi numerici

a) Numeri naturali. Successivi ampliamenti del concetto di numero: dai naturali agli interi relativi; dalle frazioni (come operatori) ai numeri razionali. Rapporti, percentuali. Proporzioni. Rappresentazione dei numeri sulla retta orientata.

 

b) Scrittura decimale. Ordine di grandezza.

 

c) Operazioni dirette e inverse e loro proprietà nei diversi insiemi numerici. Potenza e radice. Multipli e divisori di un numero naturale e comuni a più numeri. Scomposizione in fattori primi. Esercizi di calcolo, esatto e approssimato. Approssimazioni successive come avvio ai numeri reali. Uso ragionato di strumenti di calcolo (ad es. tavole numeriche, calcolatori tascabili, ecc.).

3) Matematica del certo e matematica del probabile

a) Affermazione del tipo vero/falso e affermazioni di tipo probabilistico. Uso corretto dei connettivi logici (e, o, non): loro interpretazione come operazioni su insiemi e applicazioni ai circuiti elettrici.

 

b) Rilevamenti statistici e loro rappresentazione grafica (istogrammi, aerogrammi ...); frequenza; medie.

 

c) Avvenimenti casuali; nozioni di probabilità e sue applicazioni.

4) Problemi ed equazioni

a) Individuazione di dati e di variabili significative in un problema. Risoluzione mediante ricorso a procedimenti diversi (diagrammi di flusso, impostazione e calcolo di espressioni aritmetiche ...).

 

b) Lettura, scrittura, uso e trasformazione di semplici formule.

 

c) Semplici equazioni e disequazioni numeriche di primo grado.

5) Il metodo delle coordinate

a) Uso del metodo delle coordinate in situazioni concrete; lettura di carte topografiche e geografiche.

 

b) Coordinata di un punto della retta; coordinate di un punto del piano. Rappresentazione e studio di semplici figure del piano, ad es. figure poligonali di cui siano assegnate le coordinate dei vertici.

 

c) Semplici leggi matematiche ricavate anche dal mondo fisico, economico, ecc. e loro rappresentazione nel piano cartesiano; proporzionalità diretta e inversa, dipendenza quadratica ecc.

6) Trasformazioni geometriche

a) Isometrie (o congruenze) piane - traslazioni, rotazioni, simmetrie - a partire da esperienze fisiche (movimenti rigidi). Composizioni di isometrie. Figure piane direttamente o inversamente congruenti.

 

b) Similitudini piane, in particolare omotetie, a partire da ingrandimenti e impiccolimenti. Riduzioni in scala.

 

c) Osservazione di altre trasformazioni geometriche; ombre prodotte da raggi solari o da altre sorgenti luminose, rappresentazioni prospettiche (fotografie, pittura ecc.), immagini deformate, ...

7) Corrispondenze - Analogie strutturali

Richiami, confronti e sintesi dei concetti di relazione, corrispondenza, funzione, legge di composizione incontrati in ambiti diversi. Ricerca e scoperta di analogie di struttura.

 

Orientamenti per la "lettura" dei contenuti

 

     Nello svolgimento del programma si terrà presente che una nozione può assumere più chiaro significato se messa a raffronto con altre ad essa parallele o antitetiche; così, per illustrare una proprietà si daranno anche esempi di situazioni in cui essa non vale; ad esempio la numerazione decimale potrà essere pienamente intesa se confrontata con altri sistemi di numerazione.

     Il linguaggio degli insiemi potrà essere usato come strumento di chiarificazione, di visione unitaria e di valido aiuto per la formazione di concetti. Si eviterà comunque una trattazione teoretica a sè stante, che sarebbe, a questo livello, inopportuna.

     Analogamente, grafici e diagrammi di flusso potranno essere utilizzati come un linguaggio espressivo per la schematizzazione di situazioni e per la guida alla risoluzione di problemi.

     Lo studio della geometria trarrà vantaggio da una presentazione non statica delle figure, che ne renda evidenti le proprietà nell'atto del loro modificarsi; sarà anche opportuno utilizzare materiale e ricorrere al disegno. La geometria dello spazio non sarà limitata a considerazioni su singole figure, ma dovrà altresì educare alla visione spaziale. E' in questa concezione dinamica che va inteso anche il tema delle trasformazioni geometriche.

     Il metodo delle coordinate con il rappresentare graficamente fenomeni e legami fra variabili, aiuterà a passare da un livello intuitivo ad uno più razionale. Alcune trasformazioni geometriche potranno essere considerate anche per questa via.

     L'argomento "proporzioni" non deve essere appesantito imponendo, come nuove, regole che sono implicite nella proprietà delle operazioni aritmetiche, ma deve essere finalizzato alla scoperta delle leggi di proporzionalità (y = kx; xy = k).

     Nella trattazione delle potenze verrà dato particolare risalto alle potenze di 10, per il ruolo che esse hanno nella scrittura decimale dei numeri e quindi, nella nozione di ordine di grandezza, anche in relazione al sistema metrico decimale. Ove se ne ravvisi l'opportunità, si potrà accennare anche alla legge di accrescimento esponenziale.

     Si terrà presente che "risolvere un problema" non significa soltanto applicare regole fisse a situazioni già schematizzate, ma vuol dire anche affrontare problemi allo stato grezzo per cui si chiede all'allievo di farsi carico completo della traduzione in termini matematici.

     Nell'ambito di questo lavoro di traduzione si troverà, tra l'altro, una motivazione concreta per la costruzione delle espressioni aritmetiche e per le relative convenzioni di scrittura.

     Anche le equazioni e le disequazioni troveranno una loro motivazione nella risoluzione di problemi appropriati. L'insegnante potrà, inoltre, presentare equazioni e disequazioni in forma unificata, utilizzando l'idea di "frase aperta" (enunciato con una o più variabili).

     La riflessione sull'uso dei connettivi concorre alla chiarificazione del linguaggio e del pensiero logico.

     L'introduzione degli elementi di statistica descrittiva e della nozione di probabilità ha lo scopo di fornire uno strumento fondamentale per l'attività di matematizzazione di notevole valore interdisciplinare. La nozione di probabilità scaturisce sia come naturale conclusione dagli argomenti di statistica sia da semplici esperimenti di estrazioni casuali.

     L'insegnante, evitando di presentare una definizione formale di probabilità, avrà cura invece di mettere in guardia gli allievi dai più diffusi fraintendimenti riguardanti sia l'interpretazione dei dati statistici sia l'impiego della probabilità in nella previsione degli eventi. Le applicazioni non dovranno oltrepassare il calcolo delle probabilità in situazioni molto semplici, legate a problemi concreti (ad esempio nella genetica, nell'economia, nei giochi).

     Il tema "Corrispondenze e analogie strutturali" non darà luogo ad una trattazione a se stante. Nel corso dei tre anni, tutte le volte che se ne presenti l'occasione, si faranno riconoscere analogie e differenze fra situazioni diverse, come approccio alle idee di relazione e struttura.

     Va sconsigliata l'insistenza su aspetti puramente meccanici e mnemonici, e quindi di scarso valore formativo. Si eviterà l'imposizione di regole che potrebbero essere più naturalmente individuate in altri contesti più appropriati. Ad esempio, argomenti come la scomposizione in fattori primi, la ricerca del massimo comune divisore e del minimo comune multiplo, il calcolo di grosse espressioni aritmetiche, l'algoritmo per l'estrazione della radice quadrata, il calcolo letterale avulso da riferimenti concreti, non dovranno avere valore preponderante nell'insegnamento e tantomeno nella valutazione.

 

Indicazioni per le scienze sperimentali

 

     Obiettivi

     Nel quadro delle finalità esposte nelle indicazioni generali, l'insegnamento delle scienze sperimentali si propone di introdurre gli allievi in modi e forme adeguati all'età, ad una visione della natura e dell'ambiente umano, che poggi sul rigore critico e sulla coerenza che caratterizzano il metodo scientifico.

     In questo modo gli allievi potranno:

     imparare a conoscere le strutture e i meccanismi di funzionamento della natura, considerati nelle dimensioni spaziale e temporale;

     scoprire l'importanza di formulare ipotesi, non solo per spiegare fatti e fenomeni ma anche per organizzare correttamente l'osservazione;

     individuare le strette interazioni fra mondo fisico, mondo biologico e comunità umane;

     maturare il proprio senso di responsabilità nell'impatto con la natura e nella gestione delle sue risorse;

     conseguire capacità che permettono un approfondimento autonomo di conoscenze scientifiche e un controllo sull'attendibilità delle fonti di informazione;

     acquistare consapevolezza della continua evoluzione delle problematiche e delle conoscenze scientifiche.

 

Suggerimenti metodologici

 

     L'osservazione diretta di fatti, fenomeni e ambienti, considerati nel loro insieme e progressivamente analizzati nei particolari, mettendo in evidenza interazioni e trasformazioni, porterà all'individuazione di problemi.

     Gli allievi saranno guidati dall'insegnante ad osservare e a discutere fra loro per prospettare soluzioni ed ipotesi interpretative e quindi a ideare esperimenti per verificarne o confutarne la validità

     La discussione abituerà ad ascoltare gli altri, a farsi idee proprie e a prospettarle liberamente.

     Il momento dell'ideazione e progettazione dell'esperimento servirà a chiarire che cosa ci si propone di mettere alla prova, a individuare variabili e relazioni di causa ed effetto e a stimolare la creatività nell'escogitare modi e mezzi di realizzazione dell'esperimento stesso.

     L'esecuzione dell'esperimento, individuale o a gruppi, oltre a sviluppare abilità manuali, fornirà occasioni per effettuare misure, controllando la precisione e l'accuratezza dei dati quantitativi ottenuti.

     La raccolta sistematica dei dati, la loro elaborazione ed il confronto con dati ricavati da fonti indirette (libri, tabelle, ecc.) abitueranno alla necessità di valutare il grado di attendibilità di ogni informazione.

     La relazione scritta (in forma sintetica) corredata di disegni, tabelle e grafici, costituirà per gli allievi un momento di riflessione, di verifica, di acquisizione oltre che dei concetti di un linguaggio appropriato.

     E' ovvio che gli esperimenti non potranno prescindere da momenti didattici in cui si farà uso della comunicazione, sia scritta sia orale (informazione, spiegazione, illustrazione dell'insegnante), sia per immagini (sussidi audiovisivi); ciò è inevitabile nel caso di quelle tematiche che richiederebbero conoscenze e processi troppo complessi per essere correttamente affrontate in modo sperimentale.

     Anche in tali momenti dell'attività didattica si dovrà comunque provvedere ad una organizzazione problematica dell'esposizione e ad un uso critico ed analitico dei testi e di altri sussidi.

     Si ribadisce comunque l'efficacia di un contatto diretto con la natura e con l'ambiente umano, compiendo ricerche su ecosistemi facilmente raggiungibili e sugli aspetti delle trasformazioni che l'uomo ha operato sull'ambiente. Sono altresì necessari l'aggiornamento e la informazione sugli avvenimenti di rilevanza scientifica.

     Sulla base di tale impostazione si tenderà a favorire non solo l'apprendimento della scienza, ma anche la maturazione psicologica dell'allievo, attraverso un passaggio graduale delle operazioni concrete ad operazioni astratte.

 

Temi

 

 

Materia e fenomeni

fisici e chimici

Contenuti riferiti ai temi

Indicazioni di lavoro (a titolo esemplificativo)

Stati di aggregazione della materia

Esperimenti sulle caratteristiche proprie degli stati e su proprietà particolarmente significative. Determinazione di volume, massa, peso, densità, pressione ecc. ... e loro significato. Esperienze significative sui cambiamenti di stato in generale e problematiche relative all'acqua e ad altre sostanze di particolare importanza.

Caratterizzazione e trasformazioni delle sostanze

Semplici esperimenti su sostanze e miscugli: separazione dei componenti di miscugli. Cenni sulla struttura della materia: dimensione degli atomi; i cristalli. L'aria. Esperimenti sulla combustione (temperatura e calore). Altre trasformazioni particolarmente importanti.

L'equilibrio e il moto

Esperimenti (con semplici strumenti; leve, molle, pendolo ...) che consentano collegamenti con la matematica in relazione alla proporzionalità diretta o inversa. Velocità media, lettura ragionata di tabelle orarie e costruzione dei relativi grafici.

La luce e il suono

Propagazione rettilinea della luce. Semplici esperimenti riguardanti la formazione di immagini reali e virtuali. Analisi della luce: i colori. Il suono: sue caratteristiche; semplici esperimenti sul suono anche in riferimento all'educazione musicale.

Elettricità e magnetismo

Semplici esperimenti qualitativi sulla corrente elettrica; circuiti elettrici e loro significato logico; consumo di energia elettrica; il contatore e la bolletta della luce. Le calamite e la bussola.

La Terra nel sistema solare

Atmosfera, idrosfera e litosfera e loro interazioni

Osservazioni su rocce e minerali tipici del territorio. Ciclo dell'acqua e fenomeni atmosferici: semplici rilevazioni sperimentali.

Evoluzione della terra

Movimenti della crosta, orogenesi: processi di erosione e sedimentazione; rilievi in natura e semplici esperimenti esplicativi. Comparsa della vita sulla Terra. I fossili. Il tempo Geologico.

La crosta terrestre come substrato per la vita

Formazione del suolo. Problemi di conservazione del suolo; semplici esperimenti di caratterizzazione di terreni diversi. Osservazioni atte a mettere in evidenza interazioni fra suolo e organismi. Problemi dell'agricoltura.

Il sistema solare

Moti apparenti degli astri. Il sistema eliocentrico. Cenni sulle distanze cosmiche. La Terra come pianeta: il giorno e la notte; le stagioni. I satelliti. la luna, le fasi lunari, le eclissi. Razzi, satelliti artificiali, sonde spaziali.

Struttura. Funzione ed evoluzione dei viventi

I livelli di organizzazione della vita

Cellula (osservazione al microscopio di cellule vegetali ed animali). Organismi (osservazioni comparative di organismi appartenenti a grandi gruppi vegetali ed animali. Dal loro confronto, attraverso rilevazioni di elementi varianti ed invarianti far emergere l'utilità di adottare criteri classificatori). Popolazioni e comunità vegetali ed animali.

Gli ecosistemi

Struttura e dinamica in dimensione spaziale e temporale. Ciclo della materia e flusso dell'energia. Gli equilibri ecologici.

L'uomo e l'ambiente

L'individuo

Il ciclo biologico della vita umana (nascita, crescita, sviluppo, riproduzione e morte). Strutture e funzioni nell'unità dell'organismo. La vita di relazione (il corpo umano come valore personale e sociale, sensi percezioni, apprendimento, comportamento e comunicazione).

Popolazioni

Strutture e dinamica delle popolazioni in rapporto alle condizioni dell'ambiente. Origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana.

Comunità ed ambienti umani

Le comunità umane in rapporto al territorio. Aspetti positivi e negativi dell'intervento umano nell'ambiente. Problemi di risanamento degli ambienti. Educazione ambientale.

Educazione alla salute

Mantenimento della salute fisica e mentale come diritto dell'individuo e come suo dovere verso la società. Educazione alimentare. Malattie dell'individuo e patologia di origine e di rilevanza sociale; malattie da lavoro ecc. L'infanzia e la vecchiaia, la subnormalità e l'invalidità come ambiti privilegiati di protezione sociale. Partecipazione e corresponsabilità nell'utilizzo e nella gestione delle strutture e degli strumenti per la protezione della salute.

Progresso scientifico e società

Energia

Il concetto di energia interviene in tutta una serie di fenomeni studiati nell'ambito delle diverse aree; tali fenomeni possono essere esaminati e via via sistemati in un discorso globale, che alla fine del corso triennale, andrebbe ripreso e arricchito con nuovi esempi di trasformazioni energetiche, in modo da far giungere gli alunni ad una sufficiente comprensione del concetto di energia. Dovrà emergere la rilevanza economica e sociale della produzione e del consumo di energia, vista anche in un contesto storico.

Scienza e società

Evoluzione dell'industria chimica: conseguenze positive e negative sulla qualità della vita. Utilizzazione delle risorse rinnovabile non rinnovabili. Problemi relativi a dissesti idrogeologici (alluvioni, frane ...) e cataclismi geologici (terremoti, eruzioni vulcaniche ...). Le principali scoperte realizzate in campo biologico; loro incidenza sulla società; responsabilità dell'uomo per una loro corretta utilizzazione.

 

Osservazioni sui contenuti

 

     L'area delle conoscenze scientifiche, entro le quali dovrà svolgersi l'apprendimento dell'allievo, è stata rappresentata in cinque grandi temi: "materia e fenomeni fisici e chimici"; "la Terra nel sistema solare"; "struttura, funzioni ed evoluzioni dei viventi"; "l'uomo e l'ambiente"; "progresso scientifico e società".

     La sequenza di tali temi non è impegnativa circa l'ordine in cui l'insegnante li dovrà trattare.

     Anche i singoli temi non potranno essere esauriti in un unico momento; al contrario, essi ricorreranno in periodi diversi del corso triennale, quando cioè si rilevi necessario per opportuni approfondimenti o ampliamenti dei concetti o per effettuare collegamenti con argomenti diversi di questo o di altro insegnamento.

     I temi sono stati articolati in un certo numero di contenuti e tendono a rispondere alla richiesta che, in accordo allo sviluppo attuale della società, lo Stato e i cittadini rivolgono agli insegnanti per una formazione di base degli allievi nell'arco dell'obbligo scolastico; temi e contenuti sono perciò da considerarsi fondamentali per tutto il Paese.

     I temi e i contenuti sono integrati con alcune indicazioni di lavoro che non ne esauriscono, beninteso, tutte le potenzialità; tali indicazioni rappresentano solamente uno tra i possibili itinerari didattici che l'insegnante predisporrà, in accordo col consiglio di classe, in relazione agli interessi e alla maturità degli alunni, nonché alle esigenze del contesto territoriale e socio-culturale nel quale la scuola opera.

     Nello svolgere il suo lavoro, perciò, l'insegnante eviterà l'improvvisazione; d'altra parte, egli non dovrà neppure sentirsi legato ad una troppo rigida attuazione di sequenze prestabilite. Potrebbe verificarsi, infatti, che il desiderio di trattare tutte le voci delle indicazioni di lavoro concordate, entrasse in conflitto con l'impostazione sperimentale che il piano didattico in ogni caso dovrà avere; infatti l'attività sperimentale può richiedere tempi diversi da quelli necessari per far acquisire conoscenze da documenti scritti.

     L'impostazione sperimentale deve essere comunque considerata fondamentale e prioritaria rispetto alla preoccupazione di trattare tutti gli argomenti.

     L'elencazione dei contenuti è stata presentata di norma secondo un taglio disciplinare. Tuttavia, durante la programmazione e lo svolgimento delle attività didattiche, i vari argomenti verranno selezionati e collegati tra loro in una impostazione in cui le discipline scientifiche siano strettamente integrate, cosicché l'alunno sia guidato a cogliere in un aspetto unitario il senso della realtà che lo circonda, pur riconoscendo la funzione specifica delle diverse discipline che concorrono all'analisi dei fenomeni, situazioni e ambienti. Sarà comunque opportuno evitare la pura memorizzazione di definizioni standardizzate e di termini specialistici fini a se stessi.

     Nello sviluppare il tema "l'uomo e l'ambiente" l'insegnante avrà occasione per soffermarsi sugli aspetti biologici della sessualità; questo momento educativo andrà curato nell'ambito di una pedagogia d'insieme assunta dall'intero consiglio di classe nel rispetto del grado di maturazione fisico-psichica dei singoli allievi e con un coinvolgimento attivo e responsabile delle singole famiglie. Esso potrà così contribuire a far sì che l'alunno prenda coscienza del proprio corpo in modo equilibrato e corretto.

     Infine l'educazione sanitaria, che rappresenta una delle finalità dell'insegnamento delle scienze naturali, non sarà un momento isolato del processo educativo; non si esaurirà perciò nell'"educazione alla salute" del tema "l'uomo e l'ambiente", bensì potrà vedersi come motivo ricorrente anche in altri temi, come ad esempio "struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "progresso scientifico e società", nel cui ambito rientrano anche i problemi dello sviluppo tecnologico, della prevenzione antinfortunistica e dell'educazione alla sicurezza.

 

Educazione tecnica

 

     I. — Indicazioni generali

     Fondamenti culturali della disciplina

     Le indicazioni programmatiche dell'educazione tecnica comportano una breve riflessione preliminare sui fondamenti culturali della disciplina.

     La tecnica è da intendersi come l'insieme dei metodi e dei mezzi utilizzati in qualsiasi processo produttivo: in essa concorrono le capacità e gli strumenti del lavoro umano.

     La tecnologia è la scienza che studia i processi produttivi, i metodi ed i mezzi in essi impiegati. I prodotti del lavoro umano, soddisfacendo i bisogni specifici dell'uomo in quanto individuo ed in quanto componente della società, realizzano un ambiente adeguato alla sua vita. Anche questi prodotti e questo ambiente entrano nel campo di interesse della tecnologia intesa come riflessione sistematica sui problemi via via suggeriti dalla tecnica e sui mezzi più idonei per conseguire soluzioni riproducibili su vasta scala.

     Una forma completa di cultura deve comprendere il possesso di capacità produttive tali da rendere possibile la partecipazione al lavoro e la capacità di riflettere criticamente sui problemi produttivi e di risolverli al fine di individuare fra le diverse soluzioni quella più rispondente sul piano costruttivo, produttivo, economico, sociale.

     L'educazione tecnica nella scuola media intende contribuire alla costruzione di questa cultura attraverso una iniziazione ai metodi della tecnica ed alla riflessione tecnologica.

     Poiché punto di costante riferimento dell'educazione in generale, non può essere che l'alunno - nel nostro caso il pre-adolescente - considerato nei caratteri propri del suo stadio evolutivo e della sua individualità, l'educazione tecnica va intesa in vista non tanto dei risultati effettivi dell'attività, quanto dei risultati formativi in termini di sviluppo di capacità. Questo comporta per l'insegnante, una conoscenza e una sensibilità non soltanto relativa alle sue discipline, ma anche per gli aspetti psicologici dell'attività operativa proposta agli alunni con l'implicito rifiuto di esercitazioni superiori alle loro possibilità reali.

     Gli alunni della scuola media provengono dalla scuola elementare, senza o con limitati precedenti di educazione operativa, mentre non debbono attingere nella scuola media abilità professionali in senso proprio. Occorre quindi per essi una educazione tecnica commisurata negli obiettivi e della didattica. L'educazione tecnica contribuirà alla conoscenza delle caratteristiche delle diverse professioni offerte e richieste dalla società e dalla produzione.

     II. — Obiettivi

     L'educazione tecnica si propone di valorizzare il lavoro come esercizio di operatività, unitamente all'acquisizione di conoscenze tecniche e tecnologiche.

     Essa concorre con le altre discipline ed attività alla educazione integrale del preadolescente: lo inizia alla comprensione della realtà tecnologica, lo aiuta a sviluppare il proprio patrimonio di attitudini e ad acquisire specifiche conoscenze e capacità. La loro acquisizione si raggiunge considerando ogni fatto tecnico ed ogni processo produttivo non isolato, ma in relazione con altri fatti e processi, con l'uomo che se ne serve e con l'ambiente a cui è destinato.

     La capacità di partecipare ad attività operative, non può attuarsi nelle forme specializzate quali si presentano nelle varie professioni, ma mira essenzialmente all'attitudine ad operare intellettualmente e manualmente per un risultato intenzionale e verificabile come sintesi di un processo conoscitivo, scientifico. Nell'esercizio dell'operatività il lavoro - che non si riduce a manualità anche se la comprende - viene assunto come elemento didattico fondamentale. Esso ha un valore formativo se si escludano comportamenti puramente esecutivi e ripetitivi, e se si favoriscano attività motivate, di tipo problematico, quali scaturiscono dalle esigenze individuali e collettive dell'uomo, nel suo ambiente di vita e di lavoro.

     E' anche essenziale la capacità di analisi, che conduce ad individuare gli elementi e le procedure semplici presenti in processi ed oggetti complessi, consentendo una loro riutilizzazione nella attuazione di processi diversi, ma concettualmente affini.

     A questa va associata la capacità di formulare ipotesi, rilevare ed elaborare dati, valutare risultati, confrontare fenomeni riconducibili ad uno stesso modello, di comunicare, utilizzando in modo corretto il linguaggio tecnico specifico.

     III. — Indicazioni programmatiche

     Il raggiungimento di obiettivi diversi e complessi, come quelli enunciati, richiede l'organizzazione di varie attività degli allievi operative, di studio e di ricerca. Questa organizzazione è il risultato di una attività di programmazione didattica affidata alla responsabilità del singolo docente e del consiglio di classe. Non si può quindi prescrivere una lista rigida di attività e conoscenze da introdurre una ad una secondo una sequenza stabilita una volta per tutte. E' invece possibile dare indicazioni su alcune attività ed alcuni temi particolarmente importanti e sui principi di organizzazione dell'itinerario didattico. L'area di contenuti che si individua comprende l'acquisizione di capacità operative e metodi tecnici riutilizzabili in diverse situazioni, congiuntamente alle conoscenze inerenti al campo delle relative tecnologie.

     1) Conoscenze e capacità

     Gli elementi di conoscenza e le capacità degli allievi debbono comunque riferirsi a tre diverse componenti:

     a) i grandi settori della produzione (primaria, secondaria e terziaria) relativi ai bisogni fondamentali della società umana e le tecnologie in essi impiegate;

     b) i metodi, gli strumenti, i procedimenti, i principi scientifici relativi ad alcune tecniche e tecnologie (anche in riferimento a possibili rischi) individuate senza pretesa di specializzazione. Si possono tenere presenti a titolo di esempio:

     - impianti elettrici, elettronici e sistemi logici;

     - strutture resistenti e costruzioni;

     - arti grafiche, tessili, ceramiche, cinematografiche;

     - mezzi di comunicazione di massa e di informazione;

     - elaborazione delle informazioni (con semplici dispositivi automatici e semiautomatici);

     c) alcuni principi generali che riguardano l'economia, la tecnica, la tecnologia ed il loro rapporto con l'uomo e con l'ambiente, come ad esempio:

     - struttura delle macchine e rapporto uomo-macchina;

     - la misura nei procedimenti tecnici;

     - i linguaggi artificiali;

     - il rapporto tecnica-ambiente e tecnica-natura;

     - l'organizzazione del lavoro.

     2) Itinerario didattico.

     E' evidente che i diversi temi e i relativi obiettivi didattici richiederanno attività di diverso tipo, da alternare opportunamente.

     Allo scopo di orientare il lavoro di programmazione didattica, si può indicare un principio di organizzazione dell'itinerario didattico. Questo può essere organizzato come una successione di esperienze. Ogni esperienza propone agli allievi una situazione problematica ed operativa ben identificata, in genere di tipo sperimentale, ove occorra di laboratorio. A partire da essa si introducono i temi relativi ai principi generali della tecnologia.

     Le esperienze saranno scelte tenendo conto di diversi criteri: la possibilità di realizzarli, la loro rilevanza rispetto alle conoscenze generali sul mondo della produzione e della tecnologia, il collegamento con le reali motivazioni degli allievi e la compatibilità con il loro livello di sviluppo mentale.

     In ogni caso è bene impegnare gli alunni nel corso di ciascun anno e dell'intero triennio, in una pluralità di esperienze. Peraltro ognuna di essere deve essere dimensionata in modo tale da consentire lo sviluppo di un insieme complesso di conoscenze e comportamenti.

     3) Suggerimenti metodologici

     Il raggiungimento degli obiettivi caratteristici della disciplina, che mira soprattutto a sollecitare negli allievi la loro attitudine a comportamenti operativi, necessariamente richiede un metodo didattico fondato sulla diretta partecipazione di ciascun allievo alle esperienze di ricerche e di intervento, che gli insegnanti promuoveranno nelle forme più opportune, individuali o di gruppo.

     Va fatto ricorso non all'ordine logico, sistematico, deduttivamente applicativo di presupposti scientifico-tecnologici alla operatività immediata, ma piuttosto all'ordine psicologico che fa emergere dalle situazioni in atto e dai problemi concreti la consapevolezza e le sistemazioni ordinate, secondo una metodologia della scoperta e della ricerca in termini di vissute esperienze.

     Dal fare problematicamente proposto si passa, così, al sapere e si giunge al lavoro e alla tecnica intesi ed attuati come momento ed espressione di cultura.

     Le esperienze includeranno una gamma di procedimenti tecnici e tecnologici, fra i quali vale la pena di indicare i seguenti:

     il metodo progettuale, inteso come percorso che, partendo da un problema, comporta la scelta di una soluzione e la sua analisi critica, la realizzazione pratica e la verifica, includendo un continuo processo di revisione;

     l'analisi tecnica finalizzata alla scoperta degli elementi fondamentali di tipo strutturale ed alla acquisizione delle conoscenze, preliminare ed indispensabile all'intervento tecnico;

     le prove sperimentali;

     l'analisi geografica, storica e ambientale in un opportuno rapporto con le rispettive discipline.

     L'attuazione concreta di questi procedimenti implica attività delle quali si indicano alcuni possibili tipi:

     progettazione e costruzione di semplici impianti, strumenti e modelli vari campi;

     montaggio, smontaggio e rilevazione delle caratteristiche strutturali, funzionali e di costo di semplici apparati od oggetti, confronto critico con apparati similari;

     esecuzione di prove e saggi di tipo sperimentale su materie prime e prodotti vari;

     messa a punto, collaudo ed uso di semplici apparecchiature;

     programmazione ed effettuazione di visite guidate a cantieri, industrie e servizi dei vari settori produttivi e laboratori artigiani;

     partecipazione diretta, ove possibile per gruppi di classe, ad attività socialmente utili, legate all'ambiente; esame critico dei problemi ad esse connessi;

     rilevazione di terreni, di cartografie, di ambienti;

     In ciascuna esperienza debbono intervenire, quando è necessario, riferimenti a conoscenze scientifiche, a capacità operative di base, a norme di sicurezza e di prevenzione degli infortuni che è compito dell'insegnante programmare, anche in collaborazione con docenti delle altre discipline, durante la preparazione del lavoro didattico. Citiamo la misura di grandezze fisiche, la lettura e la realizzazione di grafici e disegni, la predisposizione di questionari e strumenti di indagine.

     Questa attività di progettazione presuppone una conseguita padronanza del disegno geometrico come avvio al disegno tecnico e l'esercizio di abilità esecutive fondamentali come aspetti e compiti specifici dell'insegnamento di educazione e tecnica.

     Le esperienze non dovranno fondarsi su uno solo dei momenti suddetti, ma farli opportunamente interagire.

 

Educazione artistica

 

     I. — Indicazioni generali

     L'educazione artistica, nelle sue varie articolazioni, mira alla maturazione delle capacità di esprimersi e di comunicare mediante i linguaggi propri della figurazione e di comprendere e di produrre messaggi visuali. Tali capacità vanno esercitate tenendo conto delle varietà di questi linguaggi legati alle tecniche espressive usate ed a fattori storici, geografici, ambientali, settoriali.

     Compito fondamentale dell'educazione artistica è pertanto quello di promuovere e sviluppare le potenzialità estetiche del preadolescente, attraverso esperienze sia di carattere espressivo-creativo sia di carattere fruitivo-critico.

     Il programma di educazione artistica non richiede la suddivisione dei vari argomenti per anni di corso nè una immodificabile progressione delle operazioni creativo-visuali. Ne consegue la necessità, nella scelta di argomenti e di esperienze, di tener conto delle esigenze degli alunni nel quadro della programmazione educativa e didattica effettuata nell'ambito del consiglio di classe.

     Inoltre, in relazione ai ritmi di apprendimento e di sviluppo della scolaresca, di gruppi o di singoli alunni, le varie esperienze potranno essere affrontate e successivamente riprese e approfondite, secondo un criterio di insegnamento ciclico.

     I vari punti del programma sono stati quindi elencati o raggruppati in base ad analogie o a suddivisioni curriculari e non vanno intesi come uno schema rigido di svolgimento.

     II. — Obiettivi

     I fini educativi che ci si proporrà di raggiungere attraverso l'uso dei linguaggi visuali sono comuni a quelli di altri insegnamenti e cioè:

     acquisire ed esprimere l'esperienza del mondo e di sé;

     sviluppare modalità generali del pensiero quali, ad esempio, analisi, sintesi, coordinamento logico, pensiero creativo, ecc.; acquisire una sempre più penetrante capacità di introspezione nella sfera emotiva e dei sentimenti;

     prendere coscienza del proprio patrimonio culturale ed accedere via via ad un mondo culturale sempre più ampio (del presente e del passato, della propria e delle altrui culture), per essere in grado di contribuire ad elaborare nuova cultura in prospettiva del futuro.

     Attraverso i diversi momenti specifici della disciplina gli alunni dovranno:

     prendere coscienza dei molteplici messaggi visivi presenti nell'ambiente;

     maturare le capacità percettive-visive;

     educarsi alla capacità espressiva in relazione alle loro esigenze;

     acquisire la conoscenza, attraverso sistematici momenti di riflessione, delle strutture del linguaggio visuale, cioè: linea, colore, luce e composizione (peso, equilibrio, andamenti, ritmi, simmetria, asimmetria, configurazione spaziale, dinamismo e stasi);

     acquisizione di strumenti tecnici e abilità necessarie a produrre consapevolmente, in modo personale e creativo, messaggi visivi. Le abilità andranno esercitate secondo le diverse funzioni dei messaggi (funzione espressiva, estetica, liberatoria, narrativa, esortativa, ecc.) e tenendo presente le varietà d'uso dovute alle diverse situazioni personali, culturali, storiche, geografiche;

     sviluppare capacità di "lettura" consapevole e critica dei messaggi visivi per coglierne il significato espressivo, culturale ed estetico;

     acquisire una metodologia operativa, tenendo presente le varie tecniche - grafiche, pittoriche, plastiche, fotografiche, costruttive, di animazione, ecc.; utilizzabili, ciascuna con peculiari caratteristiche, modalità d'uso, possibilità espressive;

     acquisire nel linguaggio verbale la terminologia appropriata specifica della disciplina.

     III. — Indicazioni metodologiche

     L'itinerario didattico utilizzerà alternativamente momenti di produzione e di fruizione, che sono tra loro in reciproca funzione, fornendo all'alunno criteri regolativi di operatività e di "lettura" delle immagini sulla scorta della conoscenza delle relative strutture e del loro significato estetico e culturale.

     Sarà opportuno accettare inizialmente ogni espressione spontanea dell'alunno, anche se povera e convenzionale, purché essa vada progressivamente evolvendosi verso modi espressivi più ricchi e consapevoli.

     Conseguentemente si dovrà affiancare alle attività espressive iniziali un metodo di lavoro fondato sulla conoscenza diretta dei processi, dei mezzi e degli strumenti, in modo da eliminare progressivamente la mera casualità dei risultati.

     Nella concreta pratica didattica sarà opportuno prendere avvio dalla realtà visiva del preadolescente, dalla sua esperienza diretta per passare successivamente ad un mondo visivo e culturale più ampio nel tempo e nello spazio.

     A tal fine saranno indispensabili momenti di stimolo e di addestramento all'attività percettiva come premessa necessaria alle operazioni mentali di attenzione, osservazione, memorizzazione, analisi, sintesi e alla stessa creatività.

     Le esperienze dovranno essere proposte gradualmente agli alunni, con opportuno avvicendamento, adeguandosi ai livelli di maturazione dei singoli e della classe. Sarà pertanto indispensabile una continua verifica delle capacità di espressione e di riflessione degli alunni.

     Sarà opportuno far sperimentare quante più tecniche possibili in modo che ciascuno possa operare scelte consapevoli ed adeguate alla sua personalità e al tipo di messaggio che intende esprimere, utilizzando materiali alla portata della sua esperienza e della sua creatività e acquistando, così, graduale consapevolezza dei procedimenti operativi al fine di una loro valida esplicazione.

     L'approccio all'ambiente e ai beni culturali dovrà tendere a rendere l'alunno cosciente degli aspetti e dei problemi dell'ambiente in cui vive ed educarlo al rispetto, alla tutela e alla valorizzazione del territorio, anche mediante operazioni di documentazione (fotografica, grafica, ecc.).

     Sarà opportuna una motivata e guidata attività sul campo (musei, zone archeologiche, ambienti urbani, chiese, palazzi, ecc.) che permetterà anche una "lettura" diretta degli aspetti strutturali e dei significati culturali che ogni opera ci trasmette.

     Una appropriata metodologia della ricerca permetterà all'alunno un apprendimento basato sulla elaborazione personale dei dati e sulla loro verifica.

     Nell'attuazione dell'itinerario didattico l'insegnante, nel quadro della programmazione interdisciplinare, dovrà opportunamente sollecitare gli interessi e le attività degli alunni con una funzione di stimolo, di coordinamento, di sostegno, in un'azione didattica continuamente aggiornata che renda gli alunni motivati all'apprendimento. Saranno, a tal fine, strumenti utili anche i sussidi audiovisivi (filmini, diapositive, film, ecc.).

     IV. — Indicazioni programmatiche

     Per quanto riguarda i contenuti adeguati al raggiungimento degli obiettivi indicati, possono costituire oggetto di studio, di ricerca, di riflessione e di lavoro, in relazione alla situazione e alla programmazione, i seguenti ambiti:

     la figura umana osservata nella sua forma, nelle proporzioni, nel movimento e nelle sue interpretazioni naturalistiche, stilizzate, simboliche e caricaturali;

     l'ambiente naturale (minerale, vegetale, animale) anche negli aspetti macro e microscopici.

     l'ambiente trasformato dall'uomo (urbano, industriale, agricolo; zone archeologiche, ville, giardini, impianti sportivi, ecc.);

     le espressioni artistiche del presente e del passato, della propria e della altrui cultura;

     i prodotti dell'artigianato, delle arti e delle tradizioni popolari;

     i prodotti di "design industriale";

     gli aspetti visivi dei "mass-media"; pubblicità, fumetti, rotocalchi, cinema, televisione, ecc.

 

Educazione musicale

 

     I. — Indicazioni generali

     L'educazione musicale, mediante la conoscenza e la pratica della musica intesa come forma di linguaggio, contribuisce, al pari delle altre discipline, alla maturazione espressiva e comunicativa del preadolescente.

     Il programma di questo insegnamento, analogamente a quello di educazione artistica, non è suddiviso in modo da distribuire i vari argomenti per anni di corso. Dal punto di vista didattico appare infatti inopportuna la previsione in rigida progressione delle molteplici attività che offre la disciplina musicale.

     Sarà quindi necessario soffermarsi via via, a seconda delle situazioni concrete, più a lungo su determinati argomenti o su particolari esperienze espressive ed esecutive, tenuto conto del reale livello di maturazione della classe, dei gruppi, dei singoli alunni.

     Finalità

     Primario obiettivo dell'educazione musicale è promuovere la partecipazione attiva del preadolescente all'esperienza della musica nel suo duplice aspetto di espressione - comunicazione (momento del "fare musica") e di ricezione (momento dell'"ascoltare"). L'educazione musicale permette di coltivare e valorizzare una dotazione linguistica universale costitutiva della personalità, educa all'uso di uno dei mezzi essenziali della comunicazione, quello sonoro e alla comprensione partecipativa dei maggiori patrimoni della civiltà, contribuisce all'affinamento del gusto estetico.

     Presupposto del momento espressivo, sia di quello ricettivo, è l'educazione dell'orecchio musicale mediante la percezione o la memoria dei fatti sonori.

     III. — Indicazioni metodologiche

     La scelta dei contenuti avverrà secondo i criteri di rispondenza a particolari obiettivi didattici programmati dall'insegnante, in base alle esigenze delle diverse scolaresche. Infatti le indicazioni di contenuti sono date in funzione di stimolo alle capacità elencate, e non come finalità, secondo un concetto di cultura intesa non come puro accumulo di dati e nomi. Attraverso concrete esperienze musicali, secondo i principi del metodo induttivo, si avranno acquisizioni di vario tipo; dal teorico al lessicale, dal grafico all'analitico.

     L'insegnante potrà servirsi delle precedenti esperienze maturate dagli alunni nel loro ambiente, scolastico ed extra-scolastico, per condurli a percepire e da apprezzare i valori espressivo-linguistici della musica e le sue funzioni nella realtà contemporanea.

     Il riferimento del fatto musicale all'autore, alla più ampia condizione umana e sociale, di cui il fatto stesso è espressione e testimonianza, apre l'educazione musicale a quella prospettiva interdisciplinare che le dà il suo significato più profondo.

     Sarà opportuno che i diversi settori della materia (educazione dell'orecchio musicale, ascolto, apprendimento della notazione, pratica vocale e strumentale, creatività) siano trattati globalmente per favorirne il coordinamento, e non considerati momenti fra loro indipendenti.

     La distribuzione degli argomenti nell'arco triennale è lasciata alla discrezionalità dell'insegnante, che terrà conto delle specifiche situazioni scolastiche ed ambientali, in cui si troverà ad operare.

     Gli stessi argomenti saranno utilmente ripresi da un anno all'altro, con ritorni ciclici che consentano l'approfondimento degli aspetti fondamentali del far musica.

     Per uno sviluppo sistematico del programma e per una corretta verifica si consiglia l'uso del registratore, per le molteplici possibilità di tipo didattico offerte da tale sussidio.

     Sviluppo delle capacità e proposte di contenuti

     1) Educazione dell'orecchio musicale: capacità di discriminare e di memorizzare i fatti sonori, negli aspetti ritmico, melodico, armonico, timbrico, formale. Capacità di una corretta riproduzione del suono, soprattutto mediante la voce, di cui si curerà una adeguata impostazione.

     Osservazioni e analisi dei fenomeni acustici della realtà quotidiana (suoni e ritmi dell'ambiente naturale e umano con riferimento anche all'aspetto fonico del linguaggio verbale). Osservazione e analisi del suono nei suoi vari parametri (altezza, intensità, timbro, durata).

     Riconoscimento di strumenti e voci attraverso il timbro: tale esperienza sarà utilmente arricchita dalla conoscenza visiva degli strumenti accompagnati da cenni esplicativi sulla loro forma e struttura in funzione dell'emissione del suono.

     Il senso ritmico verrà maturato non solo attraverso un tradizionale strumentario, ma anche attraverso una pratica fonogestuale individuale e collettiva (dai semplici movimenti ritmici alla danza).

     Si darà ampio spazio a libere proporzioni ritmiche attraverso imitazione e improvvisazione, mentre si procederà parallelamente con le relative scritture e letture.

     2) Notazione: comprensione della corrispondenza suono - segno per un primo avvio all'uso consapevole della notazione musicale, sia di tipo intuitivo, sia di tipo tradizionale, con cenni ai sistemi grafici usati nella musica contemporanea.

     3) Lettura dell'opera musicale intesa come ascolto guidato e ragionato: capacità di prendere coscienza dei più semplici elementi costitutivi (ritmici, melodici, timbrici, ecc.) di ogni brano musicale.

     Affinamento del gusto e scoperta sia della personalità dell'autore sia delle testimonianze storico-sociali dei documenti musicali ascoltati.

     L'ascolto spazierà nelle più varie dimensioni, senza preclusioni di epoca, nazionalità, genere, non trascurando musiche di civiltà extra-europee, il canto popolare e religioso.

     4) Attività espressivo-creative:

     a) capacità di riprodurre modelli musicali dati: con la voce, con i mezzi strumentali a disposizione, individualmente, in gruppo.

     La pratica corale dovrà farsi, dopo adeguata preparazione, per improvvisazione, imitazione e lettura. Questo momento sarà di grande importanza ai fini della socializzazione.

     La pratica strumentale si esplicherà sia con gli strumenti di uso più comune nelle scuole, sia con quelli eventualmente costruiti dagli alunni stessi, sia con l'utilizzazione degli oggetti circostanti o facilmente reperibili;

     b) capacità di portare un contributo personale alla realizzazione dei modelli musicali proposti, intervenendo negli aspetti dinamico, agogico, timbrico, fino a variarne la struttura ritmica, melodica, modale;

     c) capacità di ricreare con la voce o con i mezzi a disposizione, da solo o con altri, i più elementari processi formativi del linguaggio musicale. In altri termini, analogamente a quanto avviene per gli altri mezzi espressivi (figurativo, verbale, gestuale, ecc.), capacità di dar forma a semplici idee musicali che abbiano una loro logica (utilizzando elementi ritmici, melodici, timbrici, dinamici, ecc.) singolarmente o in combinazione.

 

Educazione fisica

 

     I. — Indicazioni generali

     L'insegnamento dell'educazione fisica, nella peculiarità delle sue manifestazioni, dei suoi linguaggi e delle sue tecniche, rientra naturalmente nel concerto dell'azione educativa della scuola media, fornendo un particolare contributo alla formazione dell'uomo e del cittadino.

     Gli aspetti concorrenti dell'insegnamento dell'educazione fisica sono: la coscienza della corporeità anche come mezzo espressivo pur nell'unità fondamentale della persona umana; l'ordinato sviluppo psico-motorio nel quadro del pieno sviluppo della personalità; la valorizzazione di un ambito privilegiato per lo svolgimento di esperienze formative di vita di gruppo e di partecipazione sociale. Il coordinamento dell'azione didattica del docente di educazione fisica con quella degli altri docenti favorirà inoltre, nell'alunno, l'interiorizzazione di una cultura interdisciplinare, relativamente alle materie con le quali l'educazione fisica più frequentemente entra in contatto. Ciò vuol dire che, ferma restando l'area di professionalità di ciascun docente, l'insegnamento dell'educazione fisica, mentre persegue gli obiettivi suoi propri, può e deve costituire, da un verso verifica vissuta di nozioni apprese, dall'altro stimolo alla chiarificazione di concetti, relativi a discipline diverse. Nessi interdisciplinari con le scienze naturali (avendo particolare riguardo all'educazione sanitaria), con l'educazione civica, artistica e musicale sono immediatamente percettibili; ma altri possono venirne continuamente, nella realtà sempre nuova della vita scolastica.

     Il programma è unico per il triennio e comune a entrambi i sessi.

     Sono rimesse alla responsabile valutazione dell'insegnante, di fronte alle diverse situazioni, la traduzione in concreto del programma e la sua scansione nel tempo, in relazione ai problemi specifici delle singole scuole, delle singole scolaresche, dei singoli alunni e in relazione alla graduale evoluzione delle motivazioni nell'arco dei tre anni. Ogni alunno, quale che sia la sua condizione (anche handicappato), deve poter trarre giovamento dal servizio apprestato dalla scuola e partecipare alla vita del gruppo con inserimento il più attivo possibile. Le attività saranno articolate in un progetto predisposto annualmente dall'insegnante, didatticamente coordinato nell'ambito delle competenze del consiglio di classe.

     Le indicazioni operative che seguono, per esigenza di chiarezza, tracciano distintamente alcune aree fondamentali dell'insegnamento dell'educazione fisica. E' ovvio che nella prassi dell'azione educativa le esercitazioni connesse vanno combinate logicamente nel modo più opportuno, in modo che la successione di sforzi e di carichi risponda anche a rigorose leggi fisiologiche curando che ciascuna lezione abbia come protagonista l'alunno con le sue esigenze psicofisiche e comprenda anche attività particolarmente gradite agli alunni (esercizi sportivi, giochi di gruppo, ecc.) tutte però finalizzate al raggiungimento degli obiettivi prescelti. Anche in ordine all'educazione fisica è necessario tenere conto dell'unità fondamentale della personalità dell'alunno in ogni istante della sua evoluzione. In questo quadro deve essere rispettata il più possibile una gradualità che corrisponda all'ordine insito nello sviluppo fisico onde evitare il verificarsi di ritardi psicofisici spesso irreparabili e di conseguenza fortemente negativi.

     Ne deriva la necessità di porre massima attenzione al grado di sviluppo psico-motorio che il preadolescente ha acquisito, sin dalla scuola elementare, anche se spesso questo dato non è adeguato sia per ragioni intrinseche (ritmi personali di sviluppo) sia per motivi di obiettiva difficoltà della scuola di provenienza.

     Si suggerisce, conseguentemente, l'adozione di una metodologia che, presupposta una chiarezza di obiettivi e di interventi, si realizzi in una educazione fisica centrata su attività che abbiano la possibilità di colmare le lacune, di sostenere lo sviluppo in ciascuno delle qualità fisiche fondamentali e delle relative capacità (potenziamento fisiologico), il consolidamento e il coordinamento degli schemi motori di base, la promozione della capacità di vivere il proprio corpo in termini di dignità e di rispetto; la formazione di sane abitudini di previdenza e di tutela della vita, il conseguimento di capacità sociali di rispetto per gli altri.

     Sarà, perciò, necessario partire dall'osservazione ed analisi del preadolescente per stabilire il reale livello psico-motorio, proporre situazioni educative personalizzate e seguire, via via, in sede di valutazione, il grado di sviluppo del soggetto correlato ai dati ambientali, relazionali, psico-somatici che costituiscono i tratti essenziali del livello di partenza.

     II. — Obiettivi e indicazioni programmatiche

     1) Potenziamento fisiologico

     Il potenziamento fisiologico costituisce, oltre un obiettivo di per sè apprezzabile, il presupposto per il normale svolgimento delle attività appresso specificate. In questo ambito vanno curati:

     a) il miglioramento della funzione cardio-respiratoria. Sono noti al riguardo differenti metodi operativi, che hanno in comune i seguenti elementi: il predominio del lavoro di resistenza integrale (regime aerobico); la necessità di integrare questo lavoro con minime, graduali attività in regime anaerobico; l'attenzione da prestare alle tecniche di recupero. Si sottolinea, a questo riguardo, l'utilità della corsa, su distanze e del triennio possibilmente su terreno vario, con ritmo alterno, con superamento in agilità di ostacoli naturali o predisposti;

     b) il rafforzamento della potenza muscolare. La forza è una componente che determina e influenza il gesto finalizzato. Per l'incremento di questa qualità sono utili gli esercizi a carico naturale o con piccoli carichi (palle, zavorrate, bastoni di ferro, altri attrezzi anche adattati). Il rafforzamento della muscolatura delle grandi masse degli arti è inefficace se non associato al rafforzamento del tono dei muscoli della colonna vertebrale e delle cinture delle spalle e del bacino. A scopo preventivo-correttivo può insistersi sul rafforzamento di gruppi muscolari specifici;

     c) la mobilità e la scioltezza articolare. La capacità di eseguire movimenti di grande ampiezza è condizione necessaria per una buona esecuzione di movimento e facilità qualsiasi apprendimento motorio. Sono utili a conseguirla esecuzioni ripetute ai piccoli e grandi attrezzi, assicurando sempre il corretto gioco delle articolazioni in un momento dell'evoluzione delle ossa lunghe;

     d) la velocità. Essa, intesa come capacità di compiere azioni motorie nel più breve tempo, presuppone le altre capacità dianzi elencate, e si sviluppa con l'automatismo del gesto, efficace ed economico. Tale automatismo deve essere suscettibile di adattamento ad una situazione mutevole, portando così alla destrezza.

     2) Consolidamento e coordinamento degli schemi motori di base

     Premessa la presa di coscienza del proprio corpo da parte dell'alunno, l'aggiustamento dello schema corporeo implica nuove e più ricche acquisizioni relative al rapporto del corpo con l'ambiente. In particolar modo debbono essere ricercate situazioni implicanti rapporti non abituali fra il corpo e lo spazio, quali le capovolte, gli atteggiamenti variati in fase di volo, gli esercizi di acquaticità (dove possibile). L'attrezzo, sia grande che piccolo, codificato o occasionale, sarà considerato in funzione della molteplicità degli stimoli che può offrire. Particolarmente valida può riuscire l'esecuzione di azioni, accuratamente scelte e preferibilmente tratte dai grandi giochi, al fine di verificare e affinare; l'equilibrio posturale e dinamico; la coordinazione generale; l'apprezzamento delle distanze (es. con lanci di precisione, con balzi misurati in corsa) e delle traiettorie (es., esercizi e attività combinate con pallone in spostamento, spostamenti in relazione al piazzamento o al movimento del compagno e dell'avversario); la percezione temporale (es., movimenti a ritmo e riproduzione del ritmo, movimenti correlativi ai tempi di spostamento di un compagno o del pallone); la rappresentazione mentale di situazioni dinamiche (es., programmazione di azioni di attacco o difesa in giochi sportivi).

     Particolare attenzione va posta al consolidamento della lateralizzazione assecondando le naturali e spontanee funzioni. Le relative esercitazioni potranno fornire anche spunti ad altri ambiti, fra cui l'educazione stradale.

     3) L'attività motoria come linguaggio

     Il movimento è uno dei linguaggi attraverso il quale l'uomo esprime il suo mondo interiore ed entra in rapporto con gli altri. Tale linguaggio deve pur essere utilizzato nella scuola, accanto ai linguaggi verbali, visuali e musicali, per consentire all'alunno l'esplorazione e la valorizzazione di tutti i mezzi di espressione e d'interrelazione. In questo senso saranno perseguiti tutti i tentativi validi allo scopo di far rappresentare, attraverso la ricerca di movimenti naturali, sensazioni, sentimenti, immagini, idee, sia a livello individuale, sia a livello di gruppo.

     4) Attività in ambiente naturale

     Costituisce vasto settore dell'attività motoria in cui la scuola si riaggancia alla vita, rinnovando il rapporto uomo-natura. L'insegnante, in relazione all'ambiente in cui opera, privilegerà l'espletamento delle lezioni all'aria aperta o in ambiente naturale. Tali iniziative, se attentamente preordinate nel quadro della programmazione educativa e didattica, da un lato valgono come ulteriore elemento formativo della personalità degli alunni, dall'altro possono costituire occasioni concrete di apprendimento interdisciplinare.

     5) Avviamento alla pratica sportiva

     L'avviamento alla pratica sportiva si inserisce armonicamente nel contesto dell'azione educativa, in quanto teso allo scopo di contribuire alla formazione della personalità degli alunni e a porre le basi per una consuetudine di sport attivo inteso come acquisizione di equilibrio psicofisico nel quadro dell'educazione sanitaria. In questa considerazione, l'insegnante troverà modo di inserire nelle lezioni di educazione fisica l'avviamento a discipline sportive, la cui pratica potrà essere poi sviluppata nell'ambito delle apposite ore d'insegnamento complementare.

     L'avviamento alle discipline sportive offrirà occasione di utilizzare o scoprire globalmente gesti usuali, quali il correre, il saltare, lo scansare, il lanciare, il prendere, secondo uno scopo, in una continua successione di situazioni problematiche. L'impegno di miglioramento del risultato discende solo dalla logica della ricerca e della verifica del movimento più corretto e precisato; in questo senso lo sport scolastico tende alla disciplina interiore, alla padronanza del corpo, alla formazione e all'affinamento di condotte motorie personali. Il rispetto che deve sempre pretendersi delle regole dello sport o del gioco - siano esse codificate o liberamente concordate - tende ad imprimere una consuetudine di lealtà e di civismo che non può esaurirsi nell'ambito della lezione e della scuola. Gli sport e i giochi di squadra valgono in più a introdurre e consolidare abitudini di collaborazione reciproca.

     L'avviamento allo sport comporta naturalmente forme di competizione fra gli alunni. Ciò induce a chiarire che l'agonismo, inteso come impegno a dare il meglio di se stessi nel confronto con gli altri, rientra nella logica dell'educazione e perciò della scuola. Ciò comporta l'acquisizione da parte degli alunni di una coscienza critica nei confronti di comportamenti estranei alla vera essenza dello sport, come la ricerca del risultato a ogni costo, o l'assunzione di atteggiamenti divistici.

     Infatti una prestazione o una vittoria hanno significato solo in quanto rappresentano il segno di una conquista su se stessi o il frutto di un impegno liberamente assunto e tenacemente perseguito.

 

INGLESE - LINGUA STRANIERA

(per la scuola media in lingua tedesca) - Finalità generali

 

     In Alto Adige, regione plurilingue, l'apprendimento di questa prima lingua straniera nell'ambito della scuola dell'obbligo assume una particolare importanza. Obiettivo prioritario dell'insegnamento dell'inglese è, da una parte, porre le basi conformi all'età per un eventuale ulteriore approfondimento della lingua inglese, dall'altra favorire in modo progressivo a partire dalle strutture già acquisite della madrelingua tedesca e dell'italiano seconda lingua soprattutto la competenza comunicativa delle alunne e degli alunni.

     Al lavoro intensivo con la lingua attraverso canali multisensoriali deve precedere una puntuale pianificazione degli insegnanti dell'area linguistica (tedesco, italiano) che, nell'ambito di una didattica linguistica integrata, faccia emergere gli aspetti comuni e affronti le diversità.

     Particolare attenzione viene posta alla capacità d'azione linguistica delle alunne e degli alunni. Mentre la madrelingua e la seconda lingua possono essere sperimentate in ambiente reale, l'insegnamento della lingua straniera deve riferirsi di più agli strumenti audiovisivi per offrire situazioni comunicative possibilmente numerose e vicine alla realtà.

     Questo può essere ottenuto solo grazie ad una molteplicità di metodi mirati in cui l'alunna e l'alunno acquisiscono familiarità con le strutture e le norme linguistiche e imparano a confrontarle con le strutture della madrelingua e della seconda lingua.

     Occupandosi di elementi di cultura e civiltà dei paesi anglosassoni l'alunna e l'alunno vengono stimolati a confrontarsi con la loro propria identità (autocompetenza). Questo favorisce lo sviluppo di atteggiamenti e di comportamenti orientati all'apertura, alla tolleranza e alla comprensione tra i popoli.

     Alla fine dei due anni scolastici l'alunna e l'alunno dovrebbero essere in grado di affrontare in inglese situazioni quotidiane in un processo comunicativo conforme all'età e di orientarsi in un nuovo ambito culturale.

 

Obiettivi

 

     Premessa

     Gli ambiti didattici qui trattati si riferiscono nella terminologia a quegli aspetti specifici della comunicazione di cui si deve tener conto nella valutazione e che sono indicati nella scheda di valutazione. Nella prassi didattica concreta tali ambiti non vanno tuttavia affrontati separatamente l'uno dall'altro poiché la concreta azione linguistica, ricettiva o produttiva che sia, tocca quasi sempre più di uno degli ambiti didattici previsti. Anche quando vengono fissati di volta in volta determinati punti focali, in nessun caso una lezione, perché sia varia e rispettosa della motivazione, dovrebbe limitarsi ad un solo ambito.

 

1. Ascoltare e comprendere

 

     Nell'ambito della loro competenza linguistica le alunne e gli alunni devono comprendere la lingua standard parlata a velocità media.

     Essi sono in grado di

     - Comprendere il senso delle indicazioni, delle domande e delle informazioni proposte dall'insegnante e di seguire le conversazioni condotte in classe

     - impiegare diverse strategie per la comprensione complessiva del testo (listening for gist) o dello specifico dettaglio (listening for detail)

     - utilizzare strumenti extra-linguistici per chiarire il significato e comprendere dal contesto gli elementi linguistici sconosciuti

     - Utilizzare e trasferire dall'una all'altra delle tre lingue (tedesco, italiano e inglese) le competenze e le strategie acquisite in ciascuna di esse nell'ambito dell'"ascolto e della comprensione" (ad es. ascoltare in modo attivo ed empatico).

 

2. Parlare e comunicare

 

     Alla fine del secondo anno di insegnamento le alunne e gli alunni devono essere in grado, nell'ambito degli strumenti linguistici acquisiti, di esprimersi in modo adeguato al contenuto, alla situazione e all'interlocutore in situazioni quotidiane.

     Essi sono in grado di

     - partecipare attivamente alla lezione nella lingua bersaglio e di affrontare in modo comunicativo le situazioni linguistiche che si presentano

     - esprimersi coerentemente in forma guidata su temi e contenuti già affrontati in relazione ad esperienze, osservazioni, cose lette o sentite

     - progettare e realizzare brevi dialoghi, gioco dei ruoli e drammatizzazioni

     - utilizzare anche nelle ore di inglese le competenze e le strategie acquisite nell'ambito dell'educazione linguistica integrata in relazione al "parlare e comunicare" (per es. impiegare in modo pertinente e consapevole mezzi di comunicazione non-verbale).

 

3. Scrivere

 

     Le alunne e gli alunni devono poter soddisfare le loro elementari intenzioni in relazione alla scrittura e saper comporre semplici testi che siano in stretta relazione con il vissuto, con cose sentite, osservate e lette.

     Essi sono in grado di

     - completare o trasformare semplici testi

     - comporre brevi testi scritti come richieste, indicazioni per l'uso o inviti, nonché brevi lettere di contenuto personale

     - comporre testi con l'aiuto di parole chiave

     - scrivere semplici riassunti

     - impiegare anche nella lezione di inglese competenze e strategie universali e sovralinguistiche nel campo dello "scrivere" (ad es. strutturare un testo in modo logico e comprensibile al lettore).

 

4. Approccio al testo

 

     Le alunne e gli alunni devono comprendere in modo progressivamente sempre più autonomo il senso di testi in lingua straniera all'interno di ambiti affrontati da un punto di vista lessicale e contenutistico.

     Essi sono in grado di

     - comprendere semplici lettere con contenuto di carattere personale

     - comprendere il contenuto di testi dialogici nonché di semplici canzoni e poesie

     - leggere e comprendere autonomamente semplici testi fantastici e non che rientrino nell'ambito delle conoscenze lessicali delle alunne e degli alunni

     - impiegare diverse strategie per la comprensione complessiva del testo (skimming) o di specifici dettagli (scanning)

     - utilizzare anche nella lezione di inglese strategie già esercitate nell'ambito dell'educazione linguistica integrata che siano adeguate alla situazione ed efficaci (ad es. utilizzare in modo mirato strumenti extra-linguistici per la chiarificazione del significato e comprendere dal contesto elementi linguistici sconosciuti).

 

5. Strumenti linguistici e riflessione sulla lingua

 

     Le alunne e gli alunni devono possedere gli strumenti linguistici (lessico ricettivo e produttivo, strutture linguistiche, pronuncia e intonazione) ed un quadro delle regole fondamentali della lingua inglese (grammatica, tipologie testuali, elementi di cultura e civiltà) che, nel quadro dei temi e dei contenuti trattati, sono importanti e decisivi per il successo della comunicazione.

     Essi sono in grado di

     - impiegare produttivamente il patrimonio lessicale di base acquisito dallo scambio comunicativo che avviene all'interno della lezione, dai temi trattati e dalle occasioni offerte dal parlato e dallo scritto, laddove per favorire un ascolto ed una lettura capaci di cogliere il significato generale del testo si deve tendere ad un patrimonio lessicale ricettivo più ampio

     - servirsi di una variante di pronuncia e di intonazione che permetta una comunicazione agevole con una native speaker e in contatti internazionali

     - riconoscere la forma e la funzione delle fondamentali strutture grammaticali necessarie alla comunicazione e utilizzarle correttamente in situazione

     - impiegare ricettivamente e produttivamente gli aspetti non verbali (mimica e gestualità) e sovrasegmentali (accentuazione ed intonazione) della comunicazione

     - distinguere le caratteristiche specifiche delle diverse tipologie testuali sia della lingua parlata che scritta, e così pianificare più consapevolmente il proprio modo di esprimersi

     - distinguere i singoli elementi costitutivi della prima lingua, della seconda lingua e della lingua straniera, e descriverli in modo contrastivo (ad es. l'uso differenziato dei tempi).

 

6. Elementi di cultura e civiltà

 

     Le alunne e gli alunni devono conoscere alcuni aspetti della vita quotidiana delle culture anglofone (soprattutto Gran Bretagna e USA), onde poter sviluppare una comprensione per le diverse forme di vita.

     Essi sono in grado di

     - riconoscere come tali nelle situazioni e nella comunicazione abitudini quotidiane rilevanti e, se necessario, usarle correttamente essi stessi in situazioni comunicative

     - riconoscere alcuni usi e tradizioni dei paesi anglosassoni come fenomeni culturali specifici e saper riferire sugli aspetti più importanti

     - valutare correttamente la connotazione culturale e sociale di certi vocaboli ed espressioni, soprattutto là dove questo è indispensabile alla buona riuscita della comunicazione

     - Accettare che nel campo delle abitudini quotidiane e a livello istituzionale esistano forme diverse di organizzazione sociale e che rappresentino possibilità diverse e tuttavia fondamentalmente paritarie e ugualmente significative di approccio sociale.

 

Contenuti

1. Ambiti tematici

 

     Premessa

     Al livello d'età della scuola media l'arricchimento linguistico verrà favorito sicuramente nel migliore dei modi se i contenuti tematici degli esercizi linguistici corrispondono al meglio agli interessi delle alunne e degli alunni nonché alle premesse cognitive esistenti. Importante è che i temi e i testi rispondano non solo alle capacità cognitive, ma anche a quelle intuitive ed affettive delle alunne e degli alunni offendo con ciò particolari possibilità di identificazione. Articoli di attualità ed interviste nel campo della cultura giovanile o testi di song attuali vi corrispondono meglio di certi contenuti ormai superati dei libri di testo.

     Per quanto riguarda i contenuti i seguenti ambiti tematici sono particolarmente adatti considerando il livello linguistico e gli interessi delle alunne e degli alunni di entrambi gli anni:

     - Situazioni di vita quotidiana: lo svolgersi della giornata, l'ora, il tempo, i cibi e le bevande, il vestiario,...

     - Attività del tempo libero: lo sport, gli hobby, le feste, i viaggi ed altri interessi giovanili

     - Famiglia e cerchia di amici

     - Sentimenti

     - Animali ed animali domestici

     - Edifici ed abitazioni

     - Scuola e mondo del lavoro

     - Alimentazione

     - Corpo, salute e malattia

     - Ambiente

     - Testi fantastici adatti all'età (storie fantastiche, racconti spiritici, science fiction stories, favole,... )

     - Temi d'attualità

 

2. Obiettivi

 

     Per ogni abilità viene qui di seguito fissato un obiettivo che alla fine dei due anni di insegnamento dell'inglese deve essere raggiunto possibilmente da tutte le alunne e gli alunni. A seconda delle possibilità di ciascuna classe e a seconda dei punti focali scelti, certe indicazioni qui elencate riguardanti alcuni aspetti parziali degli ambiti d'insegnamento si possono sicuramente tralasciare.

 

Ascoltare e comprendere

 

     - dialoghi preparati didatticamente, testi narrativi e indicazioni dalle cassette dei libri di testo

     - conversazioni in classe e colloqui con compagne e compagni di classe

     - interviste e brevi drammatizzazioni da audio e videocassette

     - semplici testi settoriali, racconti, fiabe, favole, descrizioni e relazioni

 

Parlare e comunicare

 

     Le funzioni linguistiche elencate qui di seguito valgono anche per molti altri ambiti di insegnamento, ma devono essere tenute in particolare considerazione soprattutto nell'ambito orale.

     - rivolgersi a qualcuno, presentarsi, salutare

     - scusarsi, chiedere e ringraziare

     - esprimere i propri sentimenti, desideri e necessità

     - sostenere un colloquio telefonico

     - invitare qualcuno

     - permettere qualcosa, dare consigli

     - mettere in guardia, lodare e ammonire

     - replicare, esprimere accordo o rifiuto

     - esprimere auguri

     - esprimere piacere e dispiacere, esprimere preferenza

     - narrare, raccontare, spiegare

     - dare ordini, fare proposte, dare informazioni

 

Scrivere

 

     - Brevi espressioni scritte: richiesta, sollecitazione, indicazione, invito

     - Semplici lettere personali

     - Brevi relazioni e racconti

     - Storie costruite su parole chiave

     - Storie illustrate

     - Semplici riassunti

 

Approccio ai testi

 

     - Iscrizioni, indicazioni, comunicazioni, auguri, elencazioni

     - Testi dialogici

     - Lettere personali

     - Semplici testi settoriali

     - Canzoni e poesie

     - Testi fantastici e non fantastici nell'ambito di un patrimonio lessicale di circa 1500 parole

 

Strumenti linguistici e riflessione sulla lingua

 

     - Patrimonio lessicale:

     - lessico produttivo di circa 1000 parole

     - lessico ricettivo di circa 1500 parole

     - Pronuncia ed intonazione:

     - fonemi

     - intonazione (affermazione, domanda, negazione)

     - Strutture grammaticali e sintattiche:

     - Modelli di frase: domande con e senza "do", negazione, forma imperativa, risposte abbreviate

     - Posizione delle parole in una frase semplice, semplici congiunzioni (and, or, but, because, when, who, that, ecc.)

     - Tempi: present tense, future tense, simple past

     - Verbi ausiliari: can, may, must, I'd like to, I'll, have to/don't have to, must not

     - Sostantivo e articolo: la formazione del plurale (anche irregolare), articolo determinato ed indeterminato, -'s-genitiv

     - Pronome: personale, possessivo, indicativo e indefinito, interrogativi, alcune unità di misura

     - Aggettivi ed avverbi: forme alterate (anche alcune forme irregolari)

     - formazione degli avverbi derivati

     - numerali: cardinali e ordinali

     - preposizioni: principali preposizioni di luogo e di tempo

     - principali caratteristiche delle tipologie testuali orali e scritte esercitate (per es. costruzione di una lettera di ringraziamento o di una normale lettera)

 

Elementi di cultura e civiltà

 

     - Abitudini abitative ed alimentari

     - Suddivisione della giornata

     - usi e tradizioni nel corso dell'anno

     - traffico

     - scuola e sport

     - alcune nozioni geografiche, storiche, sociali e politiche (ad es. New York, Tower of London, Queuing Up, Tornadoes and Hurricanes, Native Americans, Thanksgiving, Guy Fawkes'Night, Fish and Chips, Halloween,... )

     - attrazioni

     - rime e canzoni regionali

 

Indicazioni metodologiche

 

     Per lavorare insieme alle altre discipline linguistiche sulle competenze linguistiche universali e per sviluppare ulteriormente la comprensione e la consapevolezza metalinguistica, l'insegnante di lingua straniera coopererà e progetterà la lezione in stretto rapporto con l'insegnamento della prima e della seconda lingua nell'ambito di un'educazione linguistica integrata. Grazie al transfer delle competenze l'insegnamento può essere strutturato in modo più efficiente ed economico. Gli insegnanti delle diverse lingue possono lavorare insieme sulle competenze sovralinguistiche, scambiare esperienze, lavorare in una lingua a favore anche dell'altra, stabilire confronti e quindi cooperare con modalità diverse.

     La moderna didattica delle lingue ha sviluppato per ogni ambito d'insegnamento un ampio ventaglio di esercizi comunicativi che si deve sempre badare ad alternare e ad utilizzare applicando una varietà di metodi. Questa varietà riguarda anche le forme sociali di lavoro: il succedersi metodologico del lavoro individuale, in coppia e in gruppo costituisce un aspetto importante dell'insegnamento linguistico comunicativo moderno. Un insegnamento vario e piacevole è la premessa per motivare al massimo le alunne e gli alunni; in tale insegnamento devono essere impiegati in modo saggiamente dosato e utile i moderni sussidi didattici di carattere tecnologico come video ed audiocassette, lavagna luminosa, diapositive e computer.

     Poiché lo sviluppo della competenza comunicativa orientata a scopi pratici è l'obiettivo primario dell'insegnamento della lingua straniera, è importante creare molteplici occasioni di conversazione che permettano di usare la lingua inglese in situazioni linguistiche concrete. La lingua utilizzata durante la lezione deve essere fondamentalmente l'inglese, anche se in casi particolari e motivati si può ricorrere alla madrelingua.

     L'osservazione e la riflessione sulla lingua possono favorire il processo didattico, purché questo avvenga in collegamento con l'acquisizione delle capacità linguistiche pratiche e non solo come trasmissione teorica di conoscenze sulla lingua. La consapevolezza delle regolarità linguistiche e la comprensione del funzionamento della lingua permettono, soprattutto nell'ambito dello scritto, l'autocorrezione degli errori.

     L'introduzione di nuove strutture linguistiche avviene sempre all'interno di determinati temi ed ambiti di insegnamento, ossia non avviene in modo slegato dalle funzioni comunicative e dal contesto situazionale. L'insegnamento non deve quindi essere orientato ad una progressione grammaticale (ad es. "questa settimana il Present tense, la prossima settimana il Plural ecc."); la pianificazione didattica deve essere primariamente orientata agli aspetti tematici ed al raggiungimento di concrete competenze funzionali. Nell'insegnamento comunicativo un fenomeno grammaticale non sarà trattato e analizzato in modo esaustivo al suo primo comparire, ma nell'ambito di un'acquisizione linguistica spiraliforme dovrà piuttosto essere continuamente esercitato a livelli diversi e in diversi contesti. In questo senso si sono dimostrati efficaci certi esercizi grammaticali come ad esempio Grammar Chant oppure creativi esercizi strutturali.

     Nell'affrontare gli errori si deve fare attenzione, soprattutto nell'orale, che l'alunna e l'alunno non vengano continuamente interrotti da correzioni e quindi demotivati. I continui passaggi al metalivello della correzione possono disturbare la comunicazione nel momento del suo nascere e, come mostrano risultati di ricerche, sono controproducenti per l'acquisizione linguistica. In una situazione comunicativa la correzione immediata dovrebbe essere fatta possibilmente in modo cauto e discreto. In linea di principio nell'insegnamento dovrebbero essere chiaramente distinte le fasi in cui si affronta la correttezza linguistica (accuracy), in cui cioè si corregge in modo mirato ed esplicito, e le fasi in cui ci si occupa esclusivamente della buona efficienza della comunicazione (fluency) senza interruzioni per la correzione.

     Rime, canzoni, jazz chant e popsong sono particolarmente graditi ai giovani e possono essere utilizzati in molti modi: come testi da ascoltare e da comprendere, per trasmettere contenuti di cultura e civiltà, per fissare il lessico, per esercitare certe strutture, come introduzione motivante ad un ambito tematico.

     Nell'insegnamento moderno delle lingue straniere il lavoro consapevole sulle strategie di apprendimento assume un valore rilevante. Le alunne e gli alunni devono essere guidati a sviluppare forme individuali di corretto apprendimento e ad acquisire efficaci strategie di apprendimento. Questo assume importanza soprattutto in vista dell'apprendimento di altre lingue straniere in età adulta secondo il principio dell'educazione permanente. Le alunne e gli alunni devono imparare a sentirsi responsabili dei propri progressi nell'apprendimento, a riconoscere il proprio ritmo di apprendimento e a sviluppare e, se necessario, ad ampliare ciascuno il proprio repertorio di strategie di studio. Devono diventare consapevoli delle proprie personali modalità di ricezione e di elaborazione e, se necessario, saper attivare con maggior energia canali non utilizzati, cioè utilizzare nell'apprendimento linguistico tutti i sensi e impegnarsi in modo multisensoriale.

     L'apprendimento per progetti rafforza la motivazione e favorisce un lavoro mirato e orientato ai contenuti. Obiettivi dei progetti possono essere: la registrazione di dialoghi su cassette, la preparazione di brevi sketch o di pezzi teatrali per una rappresentazione davanti alle compagne e compagni o ai genitori, l'elaborazione di progetti sulla cultura e sulla civiltà di un paese in forma di poster fatto a collage.

 

La valutazione: interrogazione e autovalutazione

 

     Poiché le interrogazioni a causa del cosiddetto "effetto riflusso" influiscono sia sull'insegnamento sia sull'atteggiamento dell'alunna e dell'alunno, le forme di controllo didattico e i criteri di valutazione devono corrispondere agli obiettivi didattici e alle forme di lavoro impiegate nell'insegnamento. Esse si orienteranno perciò alla competenza comunicativa che è l'aspetto centrale dell'insegnamento linguistico, e non tanto alla conoscenza teorica del dettaglio e delle nozioni. Regolari controlli didattici servono all'insegnante come informazione sull'attuale stato di rendimento delle alunne e degli alunni, a controllare il progresso dell'apprendimento, ma anche a controllare l'efficacia dei metodi e dei materiali impiegati. Le conoscenze raccolte costituiscono la base per la successiva pianificazione didattica e forniscono le informazioni sul se e quando sono necessarie misure di sostegno.

     I controlli didattici devono essere concepiti anche come feedback da parte dell'insegnante alle singole alunne e ai singoli alunni e devono mettere in luce in primo luogo non le loro lacune, bensì i loro progressi.

     All'esame al termine del secondo anno le alunne e gli alunni devono essere preparati con appositi test. In questo modo essi possono sviluppare le loro personali strategie d'esame in un'atmosfera priva di paura e prepararsi mentalmente a quell'impegnativa scadenza. La paura dell'esame viene così ridimensionata e viene in parte disinnescata la minaccia costituita dall'esame finale.

     Oltre al rendimento linguistico delle alunne e degli alunni, con regolari intervalli devono essere discusse ed analizzate come autovalutazione dalle e dagli insegnanti assieme alle alunne e agli alunni anche le decisioni relative al metodo e alla didattica prese dalle e dagli insegnanti e l'insegnamento nel suo insieme. Si tratta di analizzare il lavoro comune dalla prospettiva delle e degli insegnanti e delle alunne e degli alunni e di scambiarsi i rispettivi punti di vista per ridurre in questo modo le incomprensioni o le zone d'ombra. Soprattutto nel primo anno la raccolta di informazioni (si solito sotto forma di questionari) su come le alunne e gli alunni vivono soggettivamente la lezione d'inglese può essere di enorme aiuto per un'efficiente programmazione didattica. Poiché anche la posizione dei genitori rispetto all'insegnamento della lingua ha riflessi sul comportamento e sulla motivazione delle alunne e degli alunni, anch'essi devono essere possibilmente coinvolti (con questionari o nell'ambito di serate per genitori) in questa autovalutazione.

 

INGLESE L3 NELLA SCUOLA MEDIA IN LINGUA ITALIANA

 

     PREMESSA

     L'inserimento della lingua inglese nella scuola media di lingua italiana è dettato, innanzitutto, dalla convinzione che un'educazione plurilingue - elemento di identità e caratteristica della cittadinanza europea - non può che avvantaggiare l'allievo altoatesino sia da un punto di vista formativo, sia da un punto di vista strumentale. Saranno infatti favoriti, da una parte lo sviluppo cognitivo, l'educazione linguistica ed il relativismo culturale, dall'altra, l'acquisizione di competenze spendibili nella società attuale.

     Va sottolineato, inoltre, che l'inserimento della lingua inglese nella scuola media è in sintonia con le riflessioni contenute nel documento dei Saggi del marzo 1998 laddove, relativamente ai contenuti essenziali per la formazione di base, si afferma quanto segue: La capacità di proiettarsi nello spazio sempre più esteso della comunicazione e dell'interscambio deve essere assicurata proponendo a tutti, fin dai primi anni di scuola, accanto all'italiano come lingua madre per i più ( ma anche come lingua straniera per gli immigrati), e, nelle aree di bilinguismo del nostro paese, alle lingue del luogo, l'apprendimento e l'uso di un inglese essenziale, finalizzato alla partecipazione attiva a situazioni di relazione interpersonale e ad ambienti di studio e di lavoro ormai sempre più frequenti ed ampi, che coinvolgono persone di altre nazionalità. Negli anni successivi, si introdurrà lo studio avanzato e culturalmente articolato di una o più lingue della comunità europea." (1)

     Le raccomandazioni dei Saggi sono state tenute presenti nella elaborazione del programma di lingua inglese della scuola media di lingua italiana, relativamente alla caratteristica di essenzialità, di sviluppo di una concreta competenza comunicativa e di selezione accurata dei domini linguistici.

     La lingua inglese non dovrà costituire un mero ampliamento dell'offerta formativa con l'aggiunta di una ulteriore disciplina all'interno del monte ore - già cospicuo - della scuola media, ma dovrà essere considerata una disciplina formativa legata al curricolo dell'allievo e collegata con tutte le altre discipline, sulle quali dovrà avere una ricaduta positiva.

     A tal fine si richiama la necessità, da parte dell'insegnante, di considerare alcuni assi fondamentali quali:

     - una programmazione ed una didattica integrate delle lingue;

     - la trasversalità della lingua inglese nel curricolo;

     - l'educazione al plurilinguismo;

     - la continuità didattica in area linguistica tra i diversi gradi di scuola;

     - il coinvolgimento attivo dell'alunno nel processo di apprendimento e lo sviluppo contestuale della sua autonomia;

     - la trasparenza degli obiettivi;

     - il nuovo ruolo del docente considerato non più mero trasmettitore di contenuti ma facilitatore di attività linguistiche basate sui bisogni di apprendimento dell'alunno e sul lavoro in coppia ed in piccolo gruppo;

     - una nuova concezione non più penalizzante dell'errore, che dovrà essere considerato elemento naturale del processo linguistico; - - un processo di apprendimento/insegnamento arricchito dall'utilizzo delle nuove tecnologie e da attività che permettano all'alunno di far emergere la sua creatività.

 

1. STRUTTURA DELL'INSEGNAMENTO

 

     Nell'esercizio dell'autonomia didattico-organizzativa, prevista dalla normativa vigente, le scuole possono articolare l'insegnamento della lingua inglese - ferma restando una quota triennale minima di ore, pari a 240 - sulla base delle seguenti opzioni:

     A) Aumento di n. 3 ore settimanali, a partire dalla 1ª classe, per un monte ore triennale di 297 ore.

     In questo caso l'orario settimanale degli alunni, vigente nella scuola media in lingua italiana (LP 6 dicembre 1983, n. 48), pari a 33 ore, aumenterebbe di 3 ore, per un totale di 36 ore settimanali.

     B) Pacchetto formativo di 297 ore, da distribuire nel triennio, ottenuto anche con la riduzione - nel triennio - di non più di 99 ore di italiano. In questo caso l'orario settimanale degli alunni, vigente nella scuola media in lingua italiana (LP 6 dicembre 1983, n. 48), pari a 33 ore, aumenterebbe di 2 ore, per un totale di 35 ore settimanali.

     C) Utilizzo della flessibilità del 15% per inserire l'insegnamento della lingua inglese, riducendo, di conseguenza, l'orario di altre discipline, fermo restando che il monte ore settimanale degli alunni non potrà essere inferiore a 33 ore settimanali, come da piano orario vigente, in base alla legge provinciale 6 dicembre 1983, n. 48.

     Per ciascuna delle tre ipotesi è possibile:

     - Utilizzare forme di codocenza, duttile e flessibile;

     - Modulizzare l'apprendimento.

     Per tutte le opzioni indicate si dovrà prevedere una valutazione periodica e finale sia per l'orale che per lo scritto; la lingua inglese sarà oggetto d'esame di Stato di licenza media sia come prova scritta, sia in sede di colloquio pluridisciplinare.

 

2. OBIETTIVI, METODOLOGIE, CONTENUTI E VALUTAZIONE

 

     Coerentemente con quanto esplicitato in premessa, si postulano una serie di indicazioni metodologiche che ogni insegnante dovrà opportunamente adattare, in sede di programmazione educativo-didattica del consiglio di classe, alla realtà del gruppo classe.

     2.1 Sviluppo della competenza linguistico-comunicativa. Il docente svilupperà - fin dal primo anno di scuola - mediante l'uso costante della lingua inglese sia da parte sua sia da parte degli studenti, attività comunicative e strategie di ricezione, interazione e produzione, finalizzate all'acquisizione di una competenza linguistico-comunicativa che porti gli studenti a risultati precisi, concreti, misurabili e certificabili sul piano dell'uso linguistico.

     2.2 Sviluppo della competenza metalinguistica. Il docente di inglese - di concerto con i docenti di italiano e di tedesco - abituerà l'alunno alla riflessione sulla lingua attivando processi che favoriscano le abilità e le strategie più che gli aspetti formali. La riflessione sulla lingua - già richiamata in sede di programmi del '79 - permetterà all'alunno di scoprire autonomamente - attraverso un naturale processo di "apprendere ad apprendere" - le regolarità della lingua inglese.

     2.3 Sviluppo della competenza interculturale. Il docente di inglese dovrà essere consapevole del ruolo essenziale e strategico che l'apprendimento della lingua inglese può rivestire nella realtà altoatesina, connotata dalla presenza di due culture che si basano su regole, modelli, comportamenti differenti. L'introduzione della lingua inglese, infatti, dovrà facilitare lo sviluppo di un "saper fare culturale", di una competenza di ordine relazionale intesa sia come capacità di interpretare in maniera corretta e razionale altre realtà, sia come capacità di acquisire una condotta di vita responsabile e partecipativa.

     2.4 Il processo di apprendimento potrà avere - all'interno del normale curricolo - una articolazione modulare. Si intende, per modulo, una unità di apprendimento che indichi - con precisione - attività comunicative, competenze attese, strategie, metodi, strumenti da utilizzare, modalità e criteri di valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati. La verifica delle competenze acquisite al termine del modulo, per mezzo di descrittori in uscita, garantirà trasparenza, comunicazione e facilità di certificazione al percorso formativo. Si possono prevedere moduli di tipo intensivo - distribuiti in un arco di tempo breve, paragonabili ad una o più unità didattiche - e moduli di tipo estensivo distribuiti in un arco di tempo più lungo, per esempio 20-30 periodi di insegnamento. È da rilevare che tale strutturazione dei processi di apprendimento garantisce sia la flessibilità degli itinerari didattici rendendo possibile, ad esempio, il monitoraggio, l'immediata individuazione ed il recupero degli allievi che non sono riusciti ad acquisire gli obiettivi minimi fissati all'interno dei segmenti di apprendimento, sia una più agevole organizzazione delle classi per gruppi di livello e/o di interesse. Sarà opportuno che le competenze raggiunte dall'allievo siano periodicamente riportate in un documento che l'allievo stesso potrà compilare con l'aiuto dell'insegnante di inglese. Tale documento dovrebbe costituire un vero e proprio portfolio linguistico, secondo quanto previsto dal Consiglio d'Europa che così lo definisce: "documento in cui gli allievi, in modo sistematico, registrano le loro esperienze ed i traguardi raggiunti in campo linguistico".

     2.5 Co-docenza. L'utilizzo strategico e flessibile di forme di co-docenza - disciplinata secondo quanto previsto dal D.M. n. 275 del 8 marzo 1999 - opportunamente inserita ed articolata all'interno dei moduli di apprendimento potrà favorire:

     - l'integrazione e la sinergia fra i docenti dell'area linguistica e fra gli stessi ed i colleghi dell'area scientifica e delle educazioni, attraverso, per esempio, l'insegnamento veicolare della lingua inglese, di norma nella classe terza;

     - il monitoraggio sistematico delle prestazioni degli allievi da parte di uno dei docenti in codocenza;

     - l'individualizzazione dell'insegnamento, dividendo - se rispondente ai bisogni degli allievi - la classe in due gruppi da alternare nella lezione successiva;

     - la riflessione sulla lingua e la cultura;

     - la interazione fra il docente titolare e l'eventuale lettore di lingua.

     2.6 Civiltà e cultura - Domini linguistici. Lo studio della civiltà non dovrà essere inteso come mero apprendimento nozionistico di elementi storici o geografici, ma come approfondimento di tutte quelle forme simboliche - arti, istituzioni, conoscenze - che costituiscono l'insieme degli strumenti di cui una cultura dispone per conservarsi, per affrontare situazioni nuove, per rinnovarsi e progredire. Inscindibile, quindi, il nesso fra civiltà e cultura e fra cultura e linguaggio, in quanto la lingua e la cultura non sono separabili. La lingua, infatti, trasmette la cultura ed il docente di lingua inglese è, pertanto, docente di cultura. L'allievo altoatesino, accostandosi alla civiltà ed alla cultura inglese ed anglofona, sarà avviato ad un tipo di lettura del "reale" che lo abituerà ad osservare, identificare, descrivere, paragonare i fenomeni e a costruire un sistema di deduzione culturale, superando stereotipi ed idee pregresse.

     Accanto ad elementi di civiltà quali, ad esempio, il sistema educativo, le istituzioni, i problemi sociali, dovranno essere affrontati, nel corso del triennio, alcuni domini linguistici - ampi ambiti d'uso della lingua - che costituiscono la fonte di situazioni, funzioni e nozioni a dimostrazione ulteriore del nesso inscindibile che esiste fra lingua e cultura.

     Domini linguistici:

     - Personal identification: (name, address, telephone number, date and place of birth, age, nationality, origin, family, likes and dislikes)

     - Personal identification: (name, address, telephone number, date and place of birth, age, nationality, origin, family, likes and dislikes)

     - House and home, environment (accommodation, rooms, region, flora and fauna, amenities)

     - House and home, environment (accommodation, rooms, region, flora and fauna, amenities)

     - Daily life (at home, at school, at work)

     - Free time, entertainment (leisure, hobbies and interests, entertainment, cinema theatre, sports, press)

     - Free time, entertainment (leisure, hobbies and interests, entertainment, cinema, theatre, sports,

     - Travel (public transport, private transport, holidays, accommodation, luggage, documents)

     - Travel (public transport, private transport, holidays, accommodation, luggage, documents)

     - Relations with other people (social life, correspondence)

     - Health and body care (parts of the body, personal comfort, hygiene, aliments, accidents, medical services)

     - Health and body-care (parts of the body, personal comfort, hygiene, aliments, accidents, medical services)

     - Shopping (shopping facilities, foodstuffs, clothes, household articles, prices)

     - Shopping (shopping facilities, foodstuffs, clothes, household articles, prices)

     - Food and drink (types of food and drink)

     - Services (post, telephone, police, hospital, petrol station)

     - Services (post, telephone, police, hospital, petrol station)

     - Weather (weather conditions)

     2.7 Itinerari di auto-apprendimento. In coerenza con la premessa, laddove si postula l'esigenza di coinvolgere attivamente l'alunno nel processo di apprendimento favorendo lo sviluppo contestuale della sua autonomia, si ritiene opportuno attivare presso ogni scuola media un'aula di auto-apprendimento - adeguatamente attrezzata - finalizzata a sviluppare nell'allievo la capacità di organizzare il proprio tempo, operare scelte e riflessioni, delineare percorsi, procedere a forme di autovalutazione. Il docente di inglese faciliterà l'autoapprendimento dello studente creando, ovvero indicando, materiali funzionali ai compiti richiesti all'alunno e proponendo sia attività di recupero in relazione ad assenze prolungate e a competenze non acquisite, sia approfondimenti e potenziamenti. L'autoapprendimento favorirà da una parte l'acquisizione di fiducia in sé da parte dell'alunno, dall'altra lo abituerà a considerare l'apprendimento come una modalità permanente della sua vita di cittadino.

     2.8 Valutazione e verifica. Autovalutazione. La valutazione dell'alunno dovrà essere coerente sia con i criteri stabiliti nella scheda di valutazione, sia con i costrutti teorici di riferimento della scheda stessa che il docente di inglese dovrà tenere ben presenti in ogni momento della sua attività di insegnamento. In particolare, si sottolinea l'importanza che la valutazione sia considerata come processo globale, partecipato, finalizzato all'orientamento ed alla valorizzazione del soggetto. Tale processo dovrà esplicitare - in una logica di trasparenza e coinvolgimento dell'allievo - i livelli da raggiungere e le soglie di accettabilità. Importanza fondamentale rivestono, a tale riguardo, le operazioni di verifica che saranno effettuate dal docente. Tali operazioni, infatti, dovranno essere rigorosamente coerenti con i criteri fissati nella scheda di valutazione. In considerazione dell'importanza che assume l'individuazione di descrittori dei livelli di competenza comunicativa raggiunti dagli allievi si ritiene necessario offrire un vero e proprio repertorio di descrittori di competenza, desunto dal Quadro comune di riferimento del Consiglio d'Europa e adattato alla particolare fascia d'età degli alunni che frequentano la scuola media.

     Le scale di descrittori sono presentate secondo una tripartizione che prevede:

     - attività comunicative;

     - strategie;

     - competenze linguistico-comunicative.

     Le attività comunicative interessano la ricezione, l'interazione e la produzione. Le competenze linguistico-comunicative attengono alla sfera pragmatica (scioltezza nel parlato, flessibilità, coerenza, precisione) e linguistica (estensione e controllo). Le strategie possono essere considerate la cerniera tra le competenze e le attività. Sono il mezzo utilizzato dallo studente per ottenere il massimo di efficacia del messaggio.

     È un vero e proprio repertorio che l'insegnante utilizzerà per la individuazione dei descrittori dei livelli di competenza comunicativa nel corso dei tre anni di scuola media. A fianco di ogni descrittore è stata indicata la classe in cui - presumibilmente - le attività comunicative, le strategie e le competenze di tipo linguistico comunicativo saranno opportunamente sviluppate. Tale repertorio costituisce, pertanto, una vera e propria matrice generativa di obiettivi e di coerenti prove di verifica per il docente, che potrà operare scelte funzionali ai bisogni linguistici degli alunni, in una logica di programmazione e progettazione di percorsi modulari.

     Tali scelte, in ogni caso, dovranno condurre l'allievo - alla fine del ciclo della scuola media - a conseguire il livello di autonomia linguistico-comunicativa sottoindicato:

     L'allievo comprende i punti chiave di argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo libero, i domini linguistici affrontati nel corso del ciclo della scuola media, quando è esposto ad un linguaggio chiaro e standard. Sa affrontare situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel paese in cui si parla la lingua. È in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che siano familiari o di interesse personale. È in grado di descrivere esperienze ed avvenimenti, sogni, speranze e ambizioni e spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.

 

3. ATTIVITÀ DI FORMAZIONE

 

     A sostegno dell'innovazione è prevista un'articolata azione di formazione dei docenti di inglese L3, affinché introducano nelle pratiche didattiche ordinarie i suggerimenti raccolti nelle indicazioni metodologiche che accompagnano i programmi, anche al fine di facilitare il raccordo con le eventuali modifiche legate al riordino dei cicli.

     REPERTORIO DI DESCRITTORI: ATTIVITA' COMUNICATIVE

 

RICEZIONE

 

 

Ascolto come membro di un pubblico

Orale

Comprensione orale globale

Ascolto di istruzioni

 

 

Ascolto di dialoghi e testi registrati

 

 

Ascolto di filastrocche, canzoni e film

 

 

Lettura di corrispondenza

Scritto

Comprensione scritta

Lettura per orientarsi

 

 

Lettura per informazione

 

 

Lettura di istruzioni

INTERAZIONE

 

 

Comprensione nell'interazione

 

 

con parlante nativo

 

 

con parlanti nativi

Orale

Interazione orale globale

Conversazione

 

 

Discussione informale

 

 

Ottenere beni e servizi

 

 

Scambio di informazioni

 

 

Intervistare ed essere intervistato

Scritto

Interazione scritta globale

Corrispondenza

 

 

Note, messaggi, moduli

PRODUZIONE

 

 

Monologo assistito: descrizione di esperienze

Orale

Produzione orale globale

Annunci pubblici

 

 

Parlare ad un pubblico

Scritto

Produzione scritta globale

Scrittura creativa

     1. RICEZIONE

 

 

Ascolto come membro di un pubblico

Orale

Comprensione orale globale

Ascolto di istruzioni

 

 

Ascolto di dialoghi e testi registrati

 

 

Ascolto di filastrocche, canzoni e film

 

 

Lettura di corrispondenza

Scritto

Comprensione scritta globale

Lettura per orientarsi

 

 

Lettura per informazione

 

 

Lettura di istruzioni

     1.1 Ricezione - Ascolto

 

 

CLASSI

COMPRENSIONE ORALE GLOBALE

 

Capisce frasi ed espressioni relative ad aree di immediata priorità (es. informazioni elementari sulla famiglia, sugli acquisti, sulla geografia locale, sulla scuola)

II

Comprende abbastanza per far fronte a bisogni immediati di tipo concreto se il discorso è articolato lentamente e chiaramente.

 

Comprende un intervento orale se esso è accuratamente articolato e contiene lunghe pause che gli/le permettono di coglierne il senso.

III

Comprende i punti principali di un discorso standard chiaro su argomenti familiari regolarmente incontrati al lavoro, a scuola, nel tempo libero ecc.

 

Comprende informazioni dirette e fattuali su argomenti quotidiani o relativi alla scuola, identificando i messaggi generali e i dettagli specifici, se il discorso è chiaramente articolato in un accento familiare.

CLASSI

ASCOLTO DI ANNUNCI E ISTRUZIONI

I

Comprende istruzioni se date lentamente e attentamente e segue brevi e semplici istruzioni.

II

Comprende semplici indicazioni relative a come andare da X a Y, a piedi o col trasporto pubblico

 

Coglie il punto principale in messaggi e annunci brevi, semplici e chiari.

III

Segue istruzioni dettagliate.

 

Comprende semplici informazioni tecniche, come le istruzioni operative per uso quotidiano.

CLASSI

ASCOLTO DI REGISTRAZIONI

II

Comprende ed estrae le informazioni essenziali da un breve testo registrato che verte su fatti quotidiani prevedibili esposti chiaramente e lentamente.

 

Comprende i punti principali di semplice materiale registrato su argomenti familiari se esposti in modo relativamente chiaro e lentamente.

III

Comprende il contenuto delle informazioni della maggioranza di materiali trasmessi o registrati su argomenti di interesse personale esposti in chiaro linguaggio standard.

     1.2 Ricezione - Lettura

 

 

 

 

CLASSI

COMPRENSIONE DI LETTURA GLOBALE

I

Comprende testi molto brevi, molto semplici, una singola frase per volta, cogliendo nomi familiari, parole e frasi basilari, rileggendoli se richiesto.

 

Comprende testi brevi e semplici che contengono lessico di uso molto frequente, compreso un certo numero di termini internazionali condivisi.

II

Comprende testi semplici e brevi su argomenti comuni di tipo concreto in un linguaggio quotidiano di largo uso relativo al contesto scolastico.

III

Legge con un soddisfacente livello di comprensione testi pratici su argomenti relativi al suo campo di studio e ai suoi interessi.

CLASSI

LETTURA DI CORRISPONDENZA

I

Comprende brevi e semplici messaggi su cartoline.

II

Comprende brevi e semplici lettere personali.

 

Comprende tipologie base di lettere e fax di routine (richiesta di informazioni, lettere di conferma ecc.) su argomenti familiari.

III

Legge abbastanza bene la descrizione di avvenimenti, sentimenti e auguri in lettere personali su argomenti familiari.

CLASSI

LETTURA PER ORIENTARSI

I

Riconosce nomi, parole e frasi familiari su semplici cartelli nelle più comuni situazioni quotidiane.

 

Comprende segnali e avvisi di uso quotidiano: in luoghi pubblici, come strade, ristoranti, stazioni ferroviarie, posti di lavoro, quali indicazioni, istruzioni e avvisi di pericolo.

II

Sa collocare informazioni specifiche in elenchi appropriati e isolare le informazioni richieste (es. usare le "pagine gialle" per trovare un servizio o un prodotto).

 

Sa trovare informazioni specifiche, prevedibili nel materiale di uso quotidiano, come pubblicità, prospetti, menù, elenchi e liste di riferimento, orari.

 

Sa trovare e capire informazioni rilevanti in materiale di uso quotidiano, come lettere, opuscoli e brevi documenti ufficiali.

III

Sa leggere globalmente testi lunghi per trovare l'informazione desiderata e raccogliere informazioni da parti diverse di un testo, o da diversi testi, per svolgere un preciso compito.

CLASSI

LETTURA PER INFORMAZIONE

I

Sa cogliere il senso del contenuto di materiali informativi molto semplici e di brevi e facili descrizioni, specialmente se accompagnati da supporto visivo.

II

Sa identificare informazioni specifiche in documenti scritti molto semplici, quali lettere, opuscoli e brevi articoli di giornale che descrivono avvenimenti.

 

Sa riconoscere i punti significativi in articoli di giornale diretti, su argomenti familiari.

III

Sa riconoscere la linea argomentativa nel modo in cui viene presentato l'argomento (anche se non necessariamente in dettaglio).

 

Sa identificare le principali conclusioni in testi apertamente argomentativi.

CLASSI

LETTURA DI ISTRUZIONI

I

Sa eseguire delle indicazioni scritte brevi e semplici (es. vai da X a Y).

 

Comprende semplici istruzioni su apparecchi che si usano nella vita quotidiana, come i telefoni pubblici…

II

Comprende i regolamenti, per esempio relativi alla sicurezza, se espressi in linguaggio semplice.

III

Comprende semplici, dirette istruzioni scritte riguardanti un'apparecchiatura tecnica.

     2. INTERAZIONE

 

 

Comprensione nell'interazione: comprendere un interlocutore "parlante nativo"

 

 

Conversazione

Orale

Interazione orale globale

Discussione informale

 

 

Ottenere beni e servizi

 

 

Scambio di informazioni

 

 

Intervistare ed essere intervistati

Scritto

Comprensione scritta globale

Corrispondenza

 

 

Note, messaggi, moduli

     2.1 Interazione - Parlato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CLASSI

INTERAZIONE ORALE GLOBALE

I

È in grado di interagire in modo semplice, ma la comunicazione dipende interamente dalla ripetizione in modo più lento, dal ricomporre la frase e dalla correzione. Sa fare domande semplici e rispondere, sa prendere l'iniziativa di parlare e rispondere a semplici affermazioni in ambiti di bisogno immediato o su argomenti molto familiari.

II

È in grado di comunicare in attività semplici e di routine che richiedono un semplice e diretto scambio di informazioni su argomenti familiari o di routine che riguardano la scuola e il tempo libero. Sa gestire brevissimi dialoghi di tipo sociale, ma non è in grado, o riesce raramente, a comprendere abbastanza per mantenere la conversazione come vorrebbe lui/lei.

 

È in grado di interagire con ragionevole disinvoltura nelle situazioni strutturate e in brevi conversazioni, purché l'interlocutore aiuti se necessario. Sa gestire dialoghi di routine senza molto sforzo, sa fare domande e rispondere e scambiare idee e informazioni su argomenti familiari in situazioni quotidiane prevedibili.

III

È in grado di utilizzare un'ampia gamma di linguaggio semplice per trattare la maggior parte di situazioni che possono verificarsi in viaggio. Può intervenire, senza specifica preparazione, in conversazioni su argomenti familiari, esprimere opinioni personali e scambiare informazioni su argomenti che siano familiari, di interesse personale o pertinenti alla vita quotidiana (es. famiglia, passatempi, lavoro, viaggio e avvenimenti di attualità).

CLASSI

COMPRENDE UN PARLANTE NATIVO

 

Comprende domande e istruzioni rivoltegli/le lentamente e riesce a seguire indicazioni semplici e dirette.

I

Comprende espressioni di vita quotidiana che mirano a soddisfare semplici bisogni di tipo concreto, espressegli/le direttamente in modo chiaro, lento e ripetuto da un interlocutore disponibile e comprensivo.

 

Riesce a seguire ciò che gli/le viene detto lentamente e direttamente nella conversazione quotidiana, se l'interlocutore fa lo sforzo di farsi capire.

II

Comprende generalmente un discorso chiaro, comune, su argomenti familiari che gli/le viene fatto, purché possa chiedere di ripetere e di riformulare la frase ogni tanto.

 

Comprende abbastanza da poter condurre dei dialoghi di routine brevi e semplici senza sforzo.

III

Riesce a seguire un discorso articolato diretto a lui/lei nella conversazione quotidiana, anche se chiederà qualche volta di ripetere parole o frasi particolari.

CLASSI

COMPRENDERE L'INTERAZIONE TRA PARLANTI NATIVI

II

Riesce generalmente a identificare l'argomento di discussione che viene esposto lentamente e chiaramente quando vi è presente.

III

Riesce a seguire i punti principali di una discussione estesa che avviene in sua presenza, purché il discorso sia chiaramente articolato in una varietà linguistica standard.

CLASSI

CONVERSAZIONE

 

Comprende espressioni di vita quotidiana che mirano a soddisfare semplici bisogni di tipo concreto, che gli/le vengono rivolte direttamente in modo chiaro, lento e ripetuto da un interlocutore disponibile e comprensivo.

I

Sa chiedere alle persone "come stanno" e reagire appropriatamente alle informazioni che gli/le vengono date.

 

Sa presentarsi/re e usare espressioni base di saluto e di commiato.

 

Sa dire quello che gli/le piace o non gli/le piace.

 

Sa fare e rispondere ad inviti e a scuse formali.

II

Sa usare forme di cortesia semplici e quotidiane per salutare e rivolgersi agli altri.

 

Sa interagire con ragionevole facilità in situazioni strutturate e brevi conversazioni, purché l'altra persona lo/la aiuti se necessario.

 

Sa dire come si sente in termini semplici e esprimere ringraziamento.

 

È in grado di partecipare a brevi conversazioni in contesti di routine su argomenti di interesse. Comprende generalmente discorsi chiari, di tipo standard, a lui/lei rivolti, su argomenti familiari.

 

È in grado di stabilire contatti sociali: saluti di benvenuto, di commiato, presentazioni, ringraziamenti.

 

Sa esprimere e mostrare reazioni a sentimenti quali sorpresa, felicità, tristezza, interesse e indifferenza.

III

Riesce a mantenere una conversazione o discussione, ma può a volte essere difficile seguirlo/la quando prova a dire esattamente quello che vorrebbe.

 

Riesce a seguire un discorso chiaramente articolato diretto a lui/lei nella conversazione quotidiana, sebbene debba a volte chiedere di ripetere qualche frase o parola particolare.

 

È in grado di entrare in una conversazione estemporanea su argomenti familiari.

CLASSI

DISCUSSIONE INFORMALE (TRA AMICI)

 

Sa discutere su cosa fare, dove andare e prendere accordi per incontrarsi.

 

Sa discutere su argomenti pratici quotidiani in un modo semplice quando gli/le vengono presentati lentamente e chiaramente.

II

Sa esprimere il consenso o il disaccordo con gli altri.

 

Sa fare e rispondere a proposte.

 

Sa discutere su cosa fare la sera, nel fine settimana.

 

Sa generalmente identificare l'argomento di discussione se condotto in maniera lenta e chiara in sua presenza.

 

È in grado di esprimere un'idea, un'opinione, accordo o disaccordo in modo educato.

 

È in grado di esprimere le sue opinioni e le sue reazioni che riguardano soluzioni a problemi pratici o domande pratiche su dove andare, cosa fare, come organizzare qualcosa (es. un'uscita). Generalmente è in grado di seguire i punti principali di una discussione informale con amici, purché il discorso sia articolato chiaramente in una varietà linguistica standard.

III

È in grado di paragonare e di evidenziare contrasti tra le alternative, discutendo su che cosa fare, dove andare, chi o che cosa scegliere ecc.

 

È in grado di fare brevi commenti sui punti di vista degli altri.

 

È in grado di seguire molto di ciò che viene detto in sua presenza su argomenti generali, purché l'interlocutore eviti un uso eccessivo di espressioni idiomatiche e articoli le parole chiaramente.

CLASSI

COOPERAZIONE ORIENTATA

 

(discutere un documento, organizzare un incontro)

 

È in grado di chiedere e dare cose alle persone.

I

È in grado di comprendere domande e istruzioni rivoltegli/le attentamente e lentamente e di seguire brevi, semplici indicazioni.

 

È in grado di comunicare in attività semplici e di routine usando frasi semplici per chiedere e fornire cose, per ottenere semplici informazioni e per discutere su cosa fare dopo.

II

È in grado di indicare quando sta seguendo e se l'interlocutore lo rende possibile, riesce a far capire quanto è necessario.

 

È in grado di capire abbastanza per condurre semplici attività di routine senza un grande sforzo, chiedendo semplicemente che venga ripetuto ciò che non ha compreso.

 

È in grado di invitare gli altri a dare il loro punto di vista su come procedere.

III

Di solito è in grado di seguire quanto viene detto e, se necessario, sa ripetere parte di ciò che qualcuno ha detto per confermare la comprensione reciproca.

 

È in grado di fare brevi commenti sui punti di vista degli altri.

CLASSI

OTTENERE BENI E SERVIZI

I e II

Sa gestire numeri, quantità, costi e tempo.

 

Sa chiedere per avere e sa dare cose alle persone.

 

Sa ordinare un pasto.

 

Sa fare semplici spese indicando cosa vuole e chiedendo il prezzo.

 

Sa dare e ricevere informazioni sulle quantità, sui numeri e prezzi.

II

Sa chiedere articoli e fare semplici transazioni nei negozi, uffici postali o banche.

 

Sa ottenere brevi informazioni sui viaggi, sull'uso del trasporto pubblico: autobus, treni e taxi, chiedere e dare indicazioni e comprare i biglietti.

 

Sa chiedere e fornire a tutti beni e servizi.

III

Sa ottenere tutte le informazioni necessarie da un ufficio di turismo, purché siano di natura diretta e non specializzata.

CLASSI

SCAMBIO DI INFORMAZIONI

 

Sa fare domande e rispondere su se stesso/a e su altri, sulla residenza, sulle conoscenze personali, sulle cose possedute.

I

Sa fare domande semplici e rispondere, iniziare e rispondere ad affermazioni elementari in ambiti familiari o per soddisfare bisogni immediati.

 

Sa comprendere istruzioni semplici espresse con cura e lentamente, seguire indicazioni brevi e semplici.

 

Sa chiedere e fornire informazioni di tipo personale.

 

Sa scambiare informazioni circa le attività del tempo libero.

 

Sa scambiare informazioni elementari su ambiti familiari e di routine.

 

Sa destreggiarsi nella comunicazione in compiti semplici e diretti.

II

Sa dare indicazioni semplici, per es. spiegare come arrivare da qualche parte, le regole di un gioco.

 

Sa fare domande e rispondere su passatempi e attività passate.

 

Sa fare domande e rispondere su abitudini e routine.

 

Sa comprendere a sufficienza per scambiare informazioni su argomenti familiari in situazioni quotidiane prevedibili.

III

Sa indicare il tempo in frasi quali la settimana prossima, venerdì scorso, a novembre, alle tre.

 

Sa ottenere informazioni più dettagliate.

CLASSI

INTERVISTARE ED ESSERE INTERVISTATI

I

Sa rispondere a domande semplici e dirette su aspetti personali, espresse lentamente e chiaramente in un linguaggio diretto e non idiomatico.

 

Sa rispondere a semplici domande e reagire ad affermazioni elementari in un'intervista.

II

Sa farsi comprendere in un'intervista e comunicare idee e informazioni in ambiti familiari, purché possa chiedere qualche chiarimento e gli/le sia dato aiuto per esprimere ciò che vuole.

 

Sa usare un questionario per svolgere un'intervista strutturata, seguito da qualche interazione spontanea.

 

Sa prendere l'iniziativa in un'intervista o in una indagine (es. proporre un nuovo argomento), ma rimane molto dipendente dalla interazione dell'interlocutore.

III

Sa svolgere un'intervista personale, controllando e confermando le informazioni, sebbene possa dover richiedere una ripetizione nel caso in cui l'interlocutore parli troppo velocemente o troppo a lungo.

 

Sa offrire informazioni concrete richieste in un'intervista o in una indagine (per es. descrivere i sintomi ad un medico), ma lo fa con una precisione approssimativa.

     2.2. Interazione - Scritto

 

 

CLASSI

INTERAZIONE SCRITTA - GLOBALE

I

Sa chiedere o descrivere dettagli personali in forma scritta.

II

Sa scrivere brevi e semplici appunti relativi ad argomenti in campi di bisogno immediato.

III

Sa scrivere lettere personali e appunti in cui si chiedono o si inviano semplici informazioni di immediato rilievo, rendendo visibili i punti che ritiene siano importanti.

CLASSI

CORRISPONDENZA

I

Sa scrivere semplici cartoline.

II

Sa scrivere lettere personali convenzionali, per es. per ringraziare.

 

Sa scrivere lettere personali molto semplici esprimendo ringraziamenti e scuse.

III

Sa scrivere lettere personali descrivendo esperienze, sentimenti e fatti con una certa accuratezza.

 

Sa scrivere lettere personali fornendo notizie ed esprimendo pensieri su argomenti astratti o culturali, come musica e film.

CLASSI

NOTE - MESSAGGI - MODULI

I

Sa scrivere numeri e date, il suo nome, nazionalità, indirizzo, età, data di nascita o di arrivo nel paese ecc., come un modulo di albergo.

II

Sa scrivere un messaggio breve e semplice, purché possa chiedere di ripetere e riformulare.

 

Sa scrivere note e messaggi relativi ad argomenti di ambiti di soddisfazione di bisogni immediati.

III

Sa scrivere note agli amici, mettersi in contatto con la gente, gli insegnanti o altri che appartengono alla sua vita quotidiana.

     3. PRODUZIONE

 

 

Monologo assistito: descrizione di esperienze

Orale

Produzione orale globale

Annunci pubblici

 

 

Parlare ad un pubblico

Scritto

Produzione scritta globale

Scrittura creativa

     3.1 Produzione - Orale

 

 

 

CLASSI

PRODUZIONE ORALE GLOBALE

I

Sa produrre frasi semplici su luoghi e persone.

II

Sa dare una semplice descrizione o presentazione di frasi semplici su persone, sulle condizioni di vita o di lavoro, routine quotidiane, su ciò che gli/le piace o che non gli/le piace ecc., quali una serie di frasi semplici collegate ad una lista.

 

Sa produrre testi brevi costituiti da frasi correlate su aspetti quotidiani della propria vita, attività passate, interessi personali ed esperienze.

III

Sa fare, in maniera abbastanza scorrevole, una descrizione diretta di una delle varietà di argomenti entro il suo campo di interesse, presentandolo come sequenza lineare di punti.

CLASSI

MONOLOGO ASSISTITO: DESCRIZIONE DI ESPERIENZE

I

Sa descrivere se stesso/a, cosa fa e dove abita.

 

Sa descrivere gente, luoghi e proprietà in termini elementari.

 

Sa descrivere la propria famiglia, le condizioni di vita, il retroterra culturale, il lavoro attuale o l'ultimo lavoro svolto.

 

Sa spiegare cosa gli/le piace o non gli/le piace in relazione a qualcosa.

II

Sa usare un linguaggio descrittivo elementare per fare brevi affermazioni e paragonare oggetti e proprietà.

 

Sa descrivere progetti ed accordi, abitudini e routine, attività passate ed esperienze personali.

 

Sa fornire brevi descrizioni basilari di eventi ed attività.

 

Sa descrivere gli aspetti quotidiani del proprio ambiente: per es. gente, luoghi, esperienze di studio o di lavoro.

 

Sa raccontare una storia.

III

Sa descrivere eventi, reali o immaginari.

 

Sa raccontare la trama di un libro, un film e sa descrivere le sue reazioni.

 

Sa riferire dettagli basilari su eventi imprevisti come per es. un incidente.

CLASSI

ANNUNCI PUBBLICI

III

Può fare brevi annunci mimati su argomenti di vita quotidiana i quali, pure viziati da intonazioni e accento non nativi, sono tuttavia chiaramente intellegibili.

 

Può fare immediati annunci su argomenti familiari di interesse con una pronuncia chiaramente intelligibile.

CLASSI

PARLARE AD UN PUBBLICO

 

Sa leggere un brevissimo annuncio ripetuto in precedenza, per es. presentare un oratore, offrire un panino.

II

Sa rispondere a domande in successione se può chiedere alcune ripetizioni e fruire di qualche aiuto nel formulare la risposta.

 

Sa fare una breve presentazione basilare di argomenti familiari.

 

Sa rispondere ad un numero limitato di domande in successione e sa fare una breve presentazione di un argomento pertinente al proprio vissuto quotidiano, dare spiegazioni in breve e ragioni per opzioni, piani, azioni.

III

Sa fare una presentazione diretta preparata su argomenti familiari, che può essere seguita senza difficoltà per la maggior parte del tempo, nella quale i punti salienti sono spiegati con ragionevole precisione.

 

Sa rispondere a domande in successione, ma potrebbe dover chiedere di ripeterle se il discorso è stato rapido.

     3.2 Produzione - Scritto

 

 

 

CLASSI

PRODUZIONE SCRITTA GLOBALE

I

Sa scrivere semplici frasi isolate.

II

Sa scrivere una serie di frasi semplici legate con connettori come "e", "ma" e "perché".

III

Sa scrivere direttamente testi collegati su una gamma di argomenti familiari entro il suo campo di interesse, unendo una serie di elementi più brevi in una sequenza lineare.

CLASSI

SCRITTURA CREATIVA

I

Sa scrivere semplici frasi su se stesso/a o personaggi immaginari, sull'abitazione e su varie attività.

 

Sa scrivere semplici biografie immaginarie o componimenti brevi su persone.

 

Sa scrivere una serie di frasi semplici sulla propria famiglia, sulle condizioni di vita, sul retroterra culturale, sul lavoro attuale o sull'ultimo lavoro svolto.

II

Sa scrivere brevi basilari descrizioni di eventi, esperienze personali e attività recenti.

 

Sa scrivere sugli aspetti quotidiani del proprio ambiente, sulla gente, sui luoghi, sulle esperienze di lavoro e di studio con frasi connesse.

 

Sa raccontare una storia.

 

Sa descrivere un evento, un viaggio recente, reale o immaginario.

III

Sa riferire su una esperienza fatta, descrivere sentimenti e reazioni in un testo semplice.

 

Sa scrivere dettagliate descrizioni su una varietà di argomenti familiari nel suo campo d'interesse.

CLASSI

RELAZIONI E SAGGI

III

Sa scrivere brevi e semplici saggi su argomenti di interesse.

     STRATEGIE

 

RICEZIONE

INTERAZIONE

PRODUZIONE

Pianificazione

 

 

Ripetere (provare)

Esecuzione

Identificare indizi e fare deduzioni

Prendere la parola

Compensazione

 

 

Cooperare.

 

 

 

Chiedere chiarimenti.

 

Valutazione

 

 

 

Correzione

 

Chiedere chiarimenti.

 

 

 

Correzione della comunicazione

 

     1. Strategie di ricezione

CLASSI

IDENTIFICARE INDIZI E FARE DEDUZIONI (orale e scritto)

II

È capace di utilizzare il senso generale di testi brevi o enunciati su argomenti di ogni giorno di tipo concreto per dedurre dal contesto il probabile significato di parole sconosciute.

 

È capace di identificare dal contesto parole non familiari su argomenti relativi a campi di suo interesse.

III

È capace di estrapolare dal contesto il significato di parole non note e di dedurre il significato della frase se conosce l'argomento in discussione.

     2. Strategie di integrazione

 

 

CLASSI

PRENDERE LA PAROLA

 

È capace di attirare l'attenzione.

II

È capace di iniziare, sostenere e concludere una conversazione semplice con un solo interlocutore.

 

È capace di usare semplici tecniche per iniziare, sostenere o terminare una breve conversazione.

 

È capace di iniziare, sostenere e concludere una semplice conversazione con un interlocutore su argomenti familiari o di interesse personale.

III

È capace di intervenire in una discussione su un argomento familiare, usando un'espressione adatta per mantenere aperta la conversazione.

CLASSI

COOPERARE

II

È capace di indicare quando sta seguendo ciò che viene detto.

 

È capace di ripetere parte di ciò che uno ha detto per confermare la reciproca comprensione.

III

È capace di aiutare a mantenere lo sviluppo delle idee in corso.

 

È capace di invitare altri nella discussione.

CLASSI

CHIEDERE PER AVERE CHIARIMENTI

II

È capace di chiedere chiarimenti su parole chiave o frasi non comprese utilizzando frasi stereotipate.

 

È capace di dire di non aver seguito.

III

È capace di chiedere a qualcuno di chiarire o elaborare quanto è stato appena detto.

     3. Strategie di produzione

 

 

CLASSI

PIANIFICAZIONE

II

È capace di ricavare dal suo repertorio linguistico una serie di frasi appropriate e di ripeterle.

III

È capace di ripetere e ricercare nuove combinazioni ed espressioni, stimolando un feedback.

CLASSI

COMPENSAZIONE

II

È capace di far capire la parola che vuole dire indicando (per es. "vorrei questo, per favore").

 

È capace di usare una parola inadeguata attinta dal suo repertorio e di usare gesti che chiariscono ciò che vuol dire.

 

È capace di trasformare una parola della sua lingua in una parola straniera e chiedere conferma.

III

È capace di usare una semplice parola volendo dare il significato di qualcosa di simile al concetto che intende esprimere e di invitare alla "correzione".

CLASSI

CONTROLLO E CORREZIONE

III

È capace di iniziare di nuovo, usando una tattica differente, quando la comunicazione si interrompe.

 

È capace di chiedere conferma della correttezza di una forma usata.

     COMPETENZA LINGUISTICO-COMUNICATIVA

 

 

 

 

PRAGMATICA

LINGUISTICA

 

ESTENSIONE:

 

- estensione generale;

- Scioltezza nel parlato

- estensione del lessico.

- Flessibilità

CONTROLLO:

- Coerenza

- accuratezza grammaticale;

- Precisione

- controllo del lessico;

 

- controllo fonologico;

 

- controllo ortografico.

CLASSI

SCIOLTEZZA DEL PARLATO

I

È in grado di produrre frasi molto brevi, isolate, già "confezionate", con molte pause alla ricerca di espressioni utili ad articolare parole meno familiari e a correggere la comunicazione.

 

È in grado di costruire frasi su argomenti familiari con sufficiente disinvoltura per gestire scambi brevi malgrado evidenti esitazioni e false partenze.

II

È in grado di farsi capire in brevi interventi, sebbene vi siano evidenti pause, partenze false e riformulazioni.

 

È in grado di continuare un discorso in modo comprensibile, anche se con pause per riflettere sugli aspetti grammaticali e lessicali e con evidenti correzioni, specialmente in situazioni di produzione libera.

III

È in grado di esprimersi con relativa disinvoltura. Nonostante si manifestino alcuni problemi di formulazione, con pause e "vicoli ciechi", è in grado di continuare in modo efficace senza aiuto.

CLASSI

FLESSIBILITA'

II

È in grado di espandere frasi apprese attraverso una semplice ricombinazione dei loro elementi.

 

È in grado di riutilizzare semplici frasi memorizzate tramite ripetizioni, in particolari circostanze, attraverso sostituzioni lessicali limitate.

III

È in grado di utilizzare un'ampia gamma di linguaggio semplice in modo flessibile per esprimere in gran parte ciò che vuole.

CLASSI

COERENZA

I

È in grado di unire parole o gruppi di parole con connettori semplici quali "e" oppure "poi".

II

È in grado di unire gruppi di parole con semplici connettori quali "e", "ma", "perché".

 

È in grado di usare i connettori più frequenti per unire semplici frasi al fine di raccontare una storia o descrivere qualcosa come una semplice elencazione di punti.

III

È in grado di unire una serie di brevi, semplici elementi in una sequenza lineare e coesa.

CLASSI

PRECISIONE

II

È in grado di comunicare ciò che vuole dire con un semplice e diretto scambio di informazioni limitate a questioni familiari e di routine.

 

È in grado di esprimere il punto principale che vuole rendere comprensibile.

III

È in grado di trasmettere una semplice e diretta informazione di rilevanza immediata, comunicando con successo il punto che ritiene più importante.

 

È in grado di esprimere i punti principali di un'idea o problema con giusta precisione.

     2. Linguistica

 

 

 

CLASSI

ESTENSIONE GENERALE

I

Possiede una gamma elementare di espressioni concernenti dettagli personali e bisogni di tipo concreto.

 

Possiede un repertorio limitato di brevi frasi memorizzate, che coprono situazioni prevedibili di sopravvivenza: in situazioni non di routine si notano frequenti interruzioni e incomprensioni.

 

È in grado di usare frasi tipo e comunicare con frasi memorizzate, gruppi di poche parole e frasi fatte su se stesso/a e altri, su ciò che fanno, su luoghi, cose possedute, ecc.

II

È in grado di produrre brevi espressioni d'uso quotidiano per soddisfare semplici bisogni di tipo concreto: dettagli personali, routine, necessità e bisogni, richieste di informazioni.

 

Possiede un repertorio linguistico di base che gli permette di trattare situazioni quotidiane di contenuti prevedibili, sebbene generalmente debba negoziare il messaggio e la ricerca di parole.

III

Possiede un linguaggio sufficiente per cavarsela, con lessico adeguato ad esprimersi con qualche esitazione e circonlocuzioni su argomenti quali la famiglia, i passatempi e interessi, lavoro, viaggi e avvenimenti di attualità, ma alcune limitazioni lessicali causano ripetizioni e persino, a volte, difficoltà nella formulazione.

 

Possiede una sufficiente gamma di linguaggio per descrivere situazioni non prevedibili, per spiegare i punti principali di un'idea o i problemi con una certa precisione ed esprimere pensieri o argomenti astratti e culturali quali musica e film.

CLASSI

CONTROLLO LESSICALE

II

È in grado di controllare un repertorio ristretto relativo a bisogni concreti della vita di tutti i giorni.

III

Mostra un buon controllo del lessico elementare, ma si possono manifestare gravi errori quando esprime pensieri più complessi o tratta argomenti e situazioni non familiari.

CLASSI

CONTROLLO FONOLOGICO

I

La pronuncia di un repertorio limitato di parole e frasi apprese, che può essere compresa con qualche sforzo da parte di nativi, viene usata con parlanti del suo gruppo linguistico.

II

La pronuncia è generalmente abbastanza chiara da essere capita malgrado un notevole accento straniero, ma gli interlocutori di tanto in tanto chiedono di ripetere.

III

La pronuncia è chiaramente comprensibile anche se un accento straniero è qualche volta evidente e occasionalmente viene usata in modo improprio e non corretto.

CLASSI

CONTROLLO ORTOGRAFICO

I

È capace di copiare parole familiari e brevi frasi, per es. semplici segnali o istruzioni, nomi di oggetti usati ogni giorno, nomi di negozi e una serie di frasi usate giornalmente.

 

È capace di nominare in ordine le lettere che compongono il suo indirizzo, la nazionalità ed altri dettagli personali.

II

È capace di copiare brevi frasi riferite ad argomenti di tutti i giorni, per es. la direzione per raggiungere un posto.

 

È capace di scrivere con ragionevole accuratezza fonetica (ma non necessariamente con ortografia pienamente corretta) parole brevi che fanno parte del suo repertorio orale.

III

È capace di produrre un breve testo scritto che generalmente è facilmente comprensibile.

 

L'ortografia, la punteggiatura e la pianificazione del testo sono abbastanza accurate da permetterne una lettura scorrevole per la maggior parte del tempo.

 

 

Allegato B

PROGRAMMA DI LADINO PER LA SCUOLA MEDIA DELLE LOCALITA' LADINE

 

PROGRAMMA DI LADINO

 

     1. — Obiettivi

     Il linguaggio, espressione qualificante dell'identità di una popolazione, comunica la realtà interiore e l'esperienza dell'uomo in ogni situazione della vita.

     Lo sviluppo e la maturazione dell'alunno si realizzano e si manifestano in modo eminente attraverso l'educazione linguistica.

     E' un diritto dell'uomo acquisire la padronanza del linguaggio per arricchire il suo dato interiore ed allargarne gli orizzonti culturali e sociali.

     La lingua ha il compito di contribuire, in armonia con le altre materie, alla formazione ed all'educazione dell'alunno, servendosi in ciò dei diversi contenuti dei vari insegnamenti.

     Nella scuola media l'insegnamento del ladino, in continuità con gli apprendimenti della scuola elementare, contribuisce a prendere coscienza nel patrimonio culturale più ampio, sia presente che passato.

     Per una sempre migliore conoscenza della lingua vanno curate la buona percezione del parlato, la capacità di esprimersi, la lettura corrente ed espressiva, lo scritto corretto in tutte le sue varie forme e funzioni. La padronanza delle forme e strutture linguistiche va sviluppata attraverso conversazioni, dialoghi e traduzioni; infine la lingua ladina può essere utile tramite per approfondire la conoscenza dei valori culturali propri e delle altre popolazioni.

     2. — Indicazioni metodologiche

     Attraverso le ore di ladino si avrà cura di educare alla espressione e alla comunicazione verbale e scritta, sviluppando le capacità potenziali dell'alunno.

     L'insegnante svolge le sue lezioni in modo che negli alunni sia stimolato il processo di assunzione di nuovi contenuti e il bisogno di esprimerli.

     Gli apprendimenti linguistici vanno riferiti alle abilità di base dell'ascoltare, parlare, leggere e scrivere nelle varie funzioni del linguaggio.

     Sarà utile programmare le interrelazioni con le discipline insegnate nelle altre lingue.

     Per acquisire sicura padronanza del linguaggio risulterà utile mettere a confronto strutture e forme grammaticali ladine con quelle divergenti di altre lingue. L'allievo sarà impegnato a riflettere sulle strutture grammaticali come si presentano nei vari testi.

     La lettura di prose e poesie sarà guidata dall'insegnante in ordine alla comprensione dell'insieme e dei particolari. I contenuti del testo saranno ampliati attraverso conversazioni ed esercitazioni orali e scritte.

     Si favorirà in tutti i modi anche la lettura personale, perché il leggere è strumento di accesso al patrimonio culturale.

     3. — Indicazioni programmatiche

     L'insegnante avrà cura di fare acquisire all'alunno l'uso del linguaggio in tutte le varietà delle sue funzioni e forme. Ci si avvarrà di tutti gli strumenti e delle possibilità della lingua ladina, inerenti alla vita quotidiana, ai mezzi di comunicazione sociale, al leggere corrente e alle dizioni espressive. Sarà ancora più importante l'uso preciso e concreto della lingua nei dialoghi, nelle conversazioni con i compagni e con l'insegnante, nella riformulazione orale e di quanto udito, visto e letto. Risulterà utile far conseguire il possesso dinamico della lingua analizzando vocaboli sinonimi, formazioni e alterazioni di parole.

     Largamente praticata sarà la lettura sia in classe sia in casa. intesa come momento tra i più efficaci dell'educazione linguistica, come impulso al gusto della lettura personale e come stimolo per nuove conoscenze.

     Per motivare a leggere si sceglieranno letture rispondenti agli interessi più tipici degli alunni; la geografia, la storia e letteratura delle valli ladine e di altri paesi, la fauna e la flora nelle Dolomiti, l'ecologia, la salvaguardia della natura, i problemi sociali, il ladino e le sue origini, le biografie di personaggi illustri, il lavoro nel suo sviluppo, opere di valore artistico, lo sport, tradizioni popolari, ecc.

     Attraverso esercitazioni scritte a scuola e a casa, individualmente e a gruppi, si perverrà all'uso via via più sicuro della lingua scritta; dettati, relazioni corrispondenze, descrizioni, riassunti, regolamenti, articoli per giornali scolastici, componimenti ecc.

     Nella correzione degli elaborati scritti si mirerà alla conquista delle capacità espressive, della congruenza logica e all'acquisizione di un corretto uso grammaticale e ortografico. E' consigliabile anche associate alla scrittura disegni e fotografie.

     Muovendo da concrete esperienze linguistiche si arriverà all'apprendimento delle strutture fondamentali del ladino.

     Si studierà il lessico servendosi del materiale e degli strumenti idonei; affinità di forma e di significato, derivazioni, pluralità e rapporti tra significati e composizioni.

     I consigli di classe stabiliranno le modalità di collaborazione allo sviluppo delle unità didattiche e all'uso della rispettiva terminologia lessicale.

 

 

Allegato C

CRITERI ORIENTATIVI E MODALITÀ PER LE PROVE D'ESAME

DI LICENZA MEDIA PER LA SCUOLA MEDIA IN LINGUA ITALIANA

O TEDESCA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO [2]

 

Premessa

 

     L'aspetto fondamentale dell'esame di licenza media deve essere la sua caratterizzazione educativa in quanto, a conclusione della scuola obbligatoria, deve essere offerta all'alunno la possibilità di dare prova della propria capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze acquisite, anche in vista delle scelte successive.

     L'esame di licenza media avrà, pertanto, il carattere di un bilancio sia dell'attività svolta dall'alunno sia dell'azione educativa e culturale compiute dalla scuola, anche per una convalida del giudizio sull'orientamento.

     In questo quadro viene rafforzata - anche nel momento finale - la funzione coordinatrice del consiglio di che dovrà indicare, nella fase immediatamente preparatoria all'esame di licenza, in piena coerenza con i fini della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche i criteri essenziali del colloquio.

     Viene confermata, pertanto, l'importanza della relazione finale del consiglio di classe, la quale deve presentare - in armonia con i nuovi criteri e metodi di valutazione - l'indicazione dei programmi effettivamente svolti, le linee didattiche seguite, gli interventi effettuati - compresi quelli eventuali di sostegno e di integrazione - e la sintesi di quanto la programmazione educativa e didattica, impostata nel triennio, ha via via ipotizzato, verificato e vagliato. Sarà poi la scheda di valutazione, completa di giudizi analitici per disciplina e di giudizio globale conclusivo, a consentire una conoscenza sufficientemente completa del risultato cui ciascun alunno è pervenuto, sia in relazione allo sviluppo delle capacità che al possesso dei contenuti culturali. Viene così a ribadirsi l'importanza che assumono, ai fini dell'esame, la completezza, la chiarezza e la precisione dei giudizi di ammissione. Particolarmente articolati dovranno essere i giudizi relativi alle discipline fondate sui linguaggi non verbali che hanno particolare rilevanza ai fini della valutazione delle capacità creativo-operative degli alunni, pur non essendo esse oggetto di prove grafiche o pratiche.

     Pertanto il consiglio di classe dovrà offrire tutti gli elementi possibili, ivi comprese documentazioni significative dell'attività svolta nell'ultimo anno del triennio, perché sia consentito, in sede di giudizio conclusivo, tenere conto della maturazione raggiunta anche in questi ambiti.

     La chiarezza e la precisione dei giudizi di ammissione costituisce, quindi, un'essenziale condizione per il corretto svolgimento delle prove d'esame.

     Ciò va particolarmente sottolineato per quegli allievi, riconosciuti secondo le norme vigenti persone in situazione di handicap, che vengono ammessi a sostenere le prove di esame. La loro scheda di valutazione dovrà indicare per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici e quali attività integrative e di sostegno siano state svolte nel quadro di una programmazione educativa e didattica che, ispirandosi al criterio della massima individualizzazione, abbia consentito l'elaborazione di piani individualizzati adeguati per contenuti e metodologie alle specifiche differenziate situazioni, anche con possibilità, quindi, di parziale sostituzione dei contenuti programmatici di talune discipline. Per gli allievi di cui sopra l'esame di licenza media potrà svolgersi con prove differenziate in piena coerenza con le caratteristiche dell'intervento educativo didattico attuato nel triennio. Tali prove saranno deliberate dalla commissione di esame su richiesta avanzata dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale. Restano ferme le particolari disposizioni per gli alunni in situazione di handicap di natura fisica e sensoriale, stabilite dall'articolo 102 del regio decreto 4 maggio 1925, n. 653, salvo la menzione, che viene abolita, del medesimo articolo sui diplomi e certificati di licenza media. La possibilità di svolgimento delle prove differenziate riguarda gli alunni interni nonché candidati privatisti che abbiano presentato al preside della scuola media presso la quale chiederanno di sostenere l'esame di licenza un piano di studio individualizzato. Detto piano deve essere presentato all'inizio dell'anno scolastico e, comunque, non oltre il 31 ottobre, al fine di consentire al consiglio di classe, designato dal preside, le eventuali integrazioni e modifiche al piano stesso, anche, per quanto possibile, mediante incontri con il candidato medesimo [3] .

 

PROVE SCRITTE

Lingua materna

(italiano o tedesco quale lingua d'insegnamento nella rispettiva istituzione scolastica)

 

     La prova scritta della lingua materna, traendo motivo di innovazione dal nuovo programma e, in particolare, dalla vasta gamma di indicazioni in esso contenute circa le esercitazioni scritte degli alunni nell'arco del triennio, si propone di offrire al candidato la possibilità di utilizzare la ricchezza e la varietà di tali sollecitazioni nel momento conclusivo del suo ciclo di studi dell'obbligo e di consentirgli una proficua scelta, tra le tracce a lui offerte, di quella più rispondente ai suoi interessi e che meglio gli permetta di "esprimere se stesso".

     Le tracce per la prova scritta, in numero di tre, fra le quali il candidato opererà la scelta, debbono essere formulate in modo da rispondere quanto più è possibile agli interessi degli alunni, tenendo conto delle seguenti indicazioni di massima:

     esposizioni in cui l'alunno possa esprimere esperienze reali o costruzioni di fantasia (sotto forma di cronaca o diario o lettera o racconto ecc.);

     trattazione di un argomento di interesse culturale o sociale che consenta l'esposizione di riflessioni personali;

     relazione su un argomento di studio, attinente a qualsiasi disciplina.

     La prova scritta dovrà accertare la coerenza e la organicità del pensiero, la capacità di espressione personale e il corretto ed appropriato uso della lingua.

     Durata della prova: quattro ore.

 

Seconda lingua

 

     La prova scritta di seconda lingua, in conformità con le indicazioni metodologiche contenute nei programmi in vigore e tenendo conto degli esercizi e delle attività in essi proposti per sviluppo delle capacità di usare la lingua, darà agli allievi la possibilità di dimostrare le competenze acquisite.

     Gli allievi opereranno la loro scelta su tre tracce che saranno formulate in modo da rispondere quanto più possibile agli alunni, sulla base delle seguenti indicazioni di massima:

     esposizione di esperienze reali o costruzioni di fantasia sotto forma di cronaca, diario, lettera, racconto, ecc.;

     relazioni su un argomento di studio trattato nella seconda lingua o in altre discipline;

     riesposizione di un testo con riflessioni personali sul contenuto.

     Gli argomenti della prova scritta dovranno mantenersi negli ambiti di esperienza trattati nel corso del triennio.

     La prova scritta dovrà accertare l'uso corretto e appropriato della lingua e la capacità di esporre chiaramente il proprio pensiero.

     Durata della prova: quattro ore.

 

Matematica

 

     La prova scritta di matematica deve tendere a verificare le capacità e abilità essenziali indicate dai programmi ministeriali, con riferimento ad un certo numero di argomenti, scelti tra quelli maggiormente approfonditi nel triennio.

     A tal fine si darà una prova che dovrà riferirsi a più aree tematiche (fra quelle previste dai programmi) e a diversi tipi di conoscenze; la prova sarà articolata su tre o quattro quesiti, che non comportino si eviterà che la loro progressione blocchi l'esecuzione della prova stessa. Ad evitare una suddivisione troppo schematica dei contenuti, argomenti tratti da temi diversi potranno opportunamente coesistere nei singoli quesiti.

     I quesiti potranno toccare sia aspetti numerici, sia aspetti geometrici, senza peraltro trascurare nozioni elementari nel campo della statistica e della probabilità. Uno dei quesiti riguarderà gli aspetti matematici di una situazione avente attinenza con attività svolte dagli allievi nel corso del triennio nel campo delle scienze sperimentali, dell'educazione tecnica o eventualmente di altri ambiti di esperienza.

     Ogni commissione deciderà se e quali strumenti di calcolo potranno essere consentiti dandone preventiva comunicazione ai candidati.

     Durata della prova: tre ore.

 

Colloquio pluridisciplinare

 

     La commissione imposterà il colloquio in modo da consentire una valutazione comprensiva del livello raggiunto dall'allievo nelle varie discipline, evitando peraltro che esso si risolva in un repertorio di domande e risposte su ciascuna disciplina, prive del necessario organico collegamento, così come impedirà che esso scada ad inconsistente esercizio verboso, da cui esulino i contenuti culturali cui è tenuta ad informarsi l'azione della scuola. Pertanto il colloquio non deve consistere in una somma di colloqui distinti: occasioni di coinvolgimento indiretto di ogni disciplina possono essere offerte anche dalle verifiche relative ad altri ambiti disciplinari. Ad esempio, le capacità di osservazione e di visualizzazione relative all'educazione artistica possono essere accertate anche nel corso di una conversazione su un tema di carattere letterario o scientifico. Come pure la capacità di collocazione storica può essere accertata anche in una conversazione relativa agli sviluppi della tecnica.

     In altri termini, il colloquio dovrà svolgersi con la maggiore possibile coerenza nella trattazione dei vari argomenti, escludendo però ogni artificiosa connessione. Sarà proprio dal modo e dalla misura con cui l'alunno saprà inserirsi in questo armonico dispiegarsi di spunti e di sollecitazioni che scaturirà il giudizio globale sul colloquio stesso.

     Particolare cura dovrà essere rivolta al colloquio pluridisciplinare, soprattutto in considerazione del fatto che sono state abolite prove pratiche per l'educazione artistica e l'educazione fisica e che non sono state previste prove pratiche per l'educazione musicale e l'educazione tecnica, discipline divenute obbligatorie.

     Per tali discipline di carattere eminentemente operativo, il colloquio prenderà spunto da quanto prodotto in esercitazioni pratiche effettuate nel corso dell'anno scolastico, evitando così che esso si risolva in accertamenti di carattere esclusivamente teorico, cosa che si ripercuoterebbe negativamente anche sullo stesso insegnamento, snaturandone i contenuti e le finalità.

 

Modalità del colloquio

 

     La sottocommissione programmerà - tenendo conto dei successivi criteri - in piena coerenza con le linee della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche l'impostazione essenziale dei colloqui come momento di approfondimento di aspetti culturali, non necessariamente pertinenti ciascuna disciplina. Le linee offerte - disciplina per disciplina - non costituiscono invito alla commissione a condurre il colloquio attraverso l'accertamento della preparazione conseguita nelle singole discipline, ma intendono offrire alcune indicazioni metodologiche per la conduzione del colloquio pluridisciplinare in modo che esso - come si è detto sopra - accerti, anche attraverso il coinvolgimento indiretto delle varie discipline, la maturità globale dell'alunno.

     La commissione si preoccuperà di verificare se il candidato possieda adeguatamente la lingua materna, nei suoi aspetti lessicali, sintattici e morfologici, la maturità e la chiarezza del pensiero, la conoscenza dei testi letti e la capacità di riferirne, nonché di comprendere un testo letto a prima vista e di coglierne e presentarne i punti essenziali.

     Ciò potrà avvenire sia mediante la presentazione di argomenti specifici della disciplina sia attraverso i successivi momenti del colloquio.

     Si dovrà offrire al candidato la possibilità di dimostrare di aver raggiunto una sufficiente conoscenza sul piano storico - dei momenti più significativi dello sviluppo della civiltà soprattutto sotto il profilo del progresso spirituale e sociale.

     Le precisazioni di tempi e di luoghi, non si risolveranno, così, in riferimenti a dati e ad elementi episodici o puramente mnemonici, ma saranno intese a saggiare la capacità di coordinare le conoscenze e di inquadrarle cronologicamente e geograficamente.

     Si accerterà anche se lo studio della geografia, in coordinamento con altre discipline particolarmente con la storia, abbia portato il candidato a conoscere e ad interpretare la dinamica uomo-ambiente, ad accostarsi a mondi socio-economici diversi e ad una prima consapevolezza della integrazione dei popoli.

     Si potrà prendere spunto sia dalla "lettura" di un "documento" di cui il candidato possa riconoscere la collocazione temporale e l'importanza sul piano storico, sia dall'esame e dalla lettura di una carta geografica, per offrire al candidato la possibilità di dimostrare la conoscenza dei caratteri fisici, delle condizioni economiche e dei fenomeni antropici relativi ai principali paesi extraeuropei, con opportuni riferimenti ai paesi europei ed in particolare all'Italia.

     Si accerterà, inoltre, se il candidato abbia maturato una prima consapevolezza delle forme di autonomia e responsabilità personale del cittadino nell'ambito delle libertà garantite dalla Costituzione. La conoscenza dei principi ispiratori e dei lineamenti essenziali della Costituzione italiana, dell'ordinamento statale, degli enti locali, e dei principali organismi della cooperazione internazionale, sarà accertata tenendo sempre presente l'effettivo livello di maturazione del preadolescente.

     Per quanto riguarda la seconda lingua, ad integrazione degli elementi forniti dalla prova scritta, ci si preoccuperà di verificare se il candidato sia in grado di comunicare nelle varie situazioni di vita quotidiana, di esprimere idee e opinioni adeguate all'età e alla maturità raggiunta su testi letti dimostrando di averne colto punti essenziali e di colloquiare su argomenti trattati, anche in comune con altre materie.

     Per l'area delle scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali, tenendo conto del fatto che la prova scritta riguarda essenzialmente la matematica, si riserverà più ampio spazio alle scienze sperimentali. In considerazione dell'opportunità di privilegiare gli obiettivi di metodo, pur non trascurando le conoscenze di base, si suggerisce di partire da situazioni semplici e concrete, possibilmente riferite ad attività sperimentali svolte dal candidato - individualmente o a gruppi - nel corso del triennio. In particolare si verificherà se il candidato ha acquisito esperienza nell'eseguire osservazioni e misure; si potrà successivamente valutare se egli è in grado di risolvere problemi - rapportati alla sua età e alla sua esperienza - che consentano alla commissione di valutare le sue capacità di applicare conoscenze, di reperire, utilizzare ed elaborare dati, di individuare relazioni di causa ed effetto.

     Per l'educazione musicale si offrirà all'allievo l'opportunità di dimostrare le sue capacità di analizzare un frammento musicale negli elementi essenziale del linguaggio musicale (ritmo, melodia, dinamica ecc.) ovvero di dimostrare come attraverso l'ascolto musicale effettuato nel corso del triennio si sia maturata una iniziale capacità di analisi di un brano proposto dall'insegnante rispetto alla forma, all'organico strumentale, agli elementi essenziali del linguaggio musicale, inserendo l'autore del brano ascoltato nel proprio tempo con opportuni agganci storici, artistici, letterari.

     Per l'educazione tecnica il candidato descriverà la struttura, il principio di funzionamento e/o esporrà le implicazioni di carattere concettuale, con eventuale riferimento alle altre discipline, di un elaborato da lui eseguito nell'ultimo anno di corso. Si terranno presenti le indicazioni formulate dal consiglio di classe nella relazione finale.

     Tale elaborato, esibito dall'alunno, dovrà dimostrare le attività di carattere operativo-sperimentale compiute, nelle quali il lavoro è stato assunto come elemento didattico fondamentale; l'elaborato dovrà essere corredato da relazioni scritte, disegni, grafici, cartelloni o altre forme espressive che permettano di completare l'accertamento dell'acquisizione di nozioni tecniche e tecnologiche.

     Per l'educazione artistica il candidato dovrà presentare una documentazione degli elaborati realizzati individualmente o in gruppo almeno nel terzo anno (bidimensionalità, tridimensionalità, fotografia, filmato, espressione del gesto, ricerche sui beni artistici e ambientali, sui mass media, ecc.), perché si possa valutare il suo livello di crescita e di operatività raggiunto, le conoscenze nell'uso dei vari mezzi espressivi, e il possesso delle relative tecniche.

     Per valutare la sensibilità e la capacità fruitiva del candidato nell'ambito della "lettura dell'opera" e dei messaggi visivi in generale, si potrà partire da riferimenti e richiami all'ambiente (territorio, tradizioni e beni naturali e culturali), anche per verificare con quale consapevolezza egli collochi nel tempo e nello spazio le opere d'arte e i prodotti artigianali-popolari e industriali; parimenti si valuterà il livello di coscienza civica conseguita dal candidato in rapporto ai suddetti beni.

     Per quel che concerne l'educazione fisica nel colloquio si potrà accertare se l'alunno abbia acquisito la conoscenza delle finalità e delle caratteristiche proprie delle attività motorie effettivamente praticate nel corso del triennio e se abbia maturato la consapevolezza della loro utilità in ordine alla vita e alla salute. A tale proposito saranno opportuni collegamenti con l'educazione sanitaria, con le scienze e con l'educazione civica.

 

Inglese - Lingua straniera - (per la scuola media in lingua tedesca)

 

     La prova finale di inglese, orientandosi alle indicazioni metodologico-didattiche contenute nel programma e ai procedimenti di lavoro e tenendo conto del principio comunicativo, dovrà offrire alle alunne e agli alunni la possibilità di dimostrare le competenze acquisite nella lingua straniera.

     Alle alunne e agli alunni vengono presentati tre compiti di esame per cui ogni compito sarà articolato su quesiti, i quali devono occuparsi dei seguenti ambiti di competenza:

     a) comprensione del testo

     b) lessico e sintassi

     c) cognizioni geografiche

     I singoli compiti dovranno mantenersi entro gli ambiti di esperienza e le norme grammaticali trattate nel corso del biennio.

     Durata della prova: 2 ore.

     Nel colloquio si accerteranno le abilità di comprensione all'ascolto e/o di parlato legate a temi trattati, tenendo conto anche di una pronuncia corretta. L'inizio della prova orale può avvenire anche tramite la lettura di un testo. I testi sia scritti che orali dovranno essere conosciuti dalle alunne e dagli alunni.

     Nel colloquio dovranno essere trattati anche i temi che nel corso dell'ultimo anno scolastico sono stati programmati e realizzati in collaborazione con altri docenti dell'area linguistica (didattica linguistica integrata).

 

Inglese L3 nella scuola media in lingua italiana

 

     La lingua inglese sarà oggetto d'esame di Stato di licenza media sia come prova scritta sia in sede di colloquio pluridisciplinare. Le modalità attuative sono fissate dalla Giunta provinciale ai sensi dell'articolo 11 del Decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 1983, n. 89, come modificato dall'articolo 6 del decreto legislativo 24 luglio 1996, n. 434.

 

 

Allegato D

CRITERI ORIENTATIVI E MODALITÀ PER LE PROVE

D'ESAME DI LICENZA MEDIA NELLE SCUOLE DELLE LOCALITÀ LADINE

 

Premessa

 

     L'aspetto fondamentale dell'esame di licenza media deve essere la sua caratterizzazione educativa in quanto, a conclusione della scuola obbligatoria, deve essere offerta all'alunno la possibilità di dare prova della propria capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze acquisite, anche in vista delle scelte successive.

     L'esame di licenza media avrà, pertanto, il carattere di un bilancio sia dell'attività svolta dall'alunno sia dell'azione educativa e culturale compiute dalla scuola, anche per una convalida del giudizio sull'orientamento.

     In questo quadro viene rafforzata - anche nel momento finale - la funzione coordinatrice del consiglio di classe che dovrà indicare, nella fase immediatamente preparatoria all'esame di licenza, in piena coerenza con i fini della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche i criteri essenziali del colloquio.

     Viene confermata, pertanto, l'importanza della relazione finale del consiglio di classe, la quale deve presentare - in armonia con i nuovi criteri e metodi di valutazione - l'indicazione dei programmi effettivamente svolti, le linee didattiche seguite, gli interventi effettuati - compresi quelli eventuali di sostegno e di integrazione - e la sintesi di quanto la programmazione educativa e didattica, impostata nel triennio, ha via via ipotizzato, verificato e vagliato. Sarà poi la scheda di valutazione, completa di giudizi analitici per disciplina e di giudizio globale conclusivo, a consentire una conoscenza sufficientemente completa del risultato cui ciascun alunno è pervenuto, sia in relazione allo sviluppo delle capacità che al possesso dei contenuti culturali. Viene così a ribadirsi l'importanza che assumono, ai fini dell'esame, la completezza, la chiarezza e la precisione dei giudizi di ammissione. Particolarmente articolati dovranno essere i giudizi relativi alle discipline fondate sui linguaggi non verbali che hanno particolare rilevanza ai fini della valutazione delle capacità creativo - operative degli alunni, pur non essendo esse oggetto di prove grafiche o pratiche.

     Pertanto il consiglio di classe dovrà offrire tutti gli elementi possibili, ivi comprese documentazioni significative dell'attività svolta nell'ultimo anno del triennio, perché sia consentito, in sede di giudizio conclusivo, tenere conto della maturazione raggiunta anche in questi ambiti.

     La chiarezza e la precisione dei giudizi di ammissione costituisce, quindi, un'essenziale condizione per il corretto svolgimento delle prove d'esame.

     Ciò va particolarmente sottolineato per quegli allievi, riconosciuti secondo le norme vigenti persone in situazione di handicap, che vengono ammessi a sostenere le prove di esame. La loro scheda di valutazione dovrà indicare per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici e quali attività integrative e di sostegno siano state svolte nel quadro di una programmazione educativa e didattica che, ispirandosi al criterio della massima individualizzazione, abbia consentito l'elaborazione di piani individualizzati adeguati per contenuti e metodologie alle specifiche differenziate situazioni, anche con possibilità, quindi, di parziale sostituzione dei contenuti programmatici di talune discipline. Per gli allievi di cui sopra l'esame di licenza media potrà svolgersi con prove differenziate in piena coerenza con le caratteristiche dell'intervento educativo didattico attuato nel triennio. Tali prove saranno deliberate dalla commissione di esame su richiesta avanzata dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale. Restano ferme le particolari disposizioni per gli alunni in situazione di handicap di natura fisica e sensoriale, stabilite dall'articolo 102 del regio decreto 4 maggio 1925, n. 653, salvo la menzione, che viene abolita, del medesimo articolo sui diplomi e certificati di licenza media. La possibilità di svolgimento delle prove differenziate riguarda gli alunni interni nonché candidati privatisti che abbiano presentato al preside della scuola media presso la quale chiederanno di sostenere l'esame di licenza un piano di studio individualizzato. Detto piano deve essere presentato all'inizio dell'anno scolastico e, comunque, non oltre il 31 ottobre, al fine di consentire al consiglio di classe, designato dal preside, le eventuali integrazioni e modifiche al piano stesso, anche, per quanto possibile, mediante incontri con il candidato medesimo  .

 

PROVE SCRITTE - Italiano e tedesco

 

     Le prove scritte di italiano e tedesco, traendo motivo di innovazione dal nuovo programma e, in particolare, dalla vasta gamma di indicazioni in esso contenute circa le esercitazioni scritte degli alunni nell'arco del triennio, si propongono di offrire al candidato la possibilità di utilizzare la ricchezza e la varietà di tali sollecitazioni nel momento conclusivo del suo ciclo di studi dell'obbligo e di consentirgli una proficua scelta, tra le tracce a lui offerte, di quella più rispondente ai suoi interessi e che meglio gli permetta di "esprimere se stesso".

     Le tracce per le prove scritte, in numero di tre per ciascuna prova, fra le quali il candidato opererà la scelta, debbono essere formulate in modo da rispondere quanto più è possibile agli interessi degli alunni, tenendo conto delle seguenti indicazioni di massima:

     esposizioni in cui l'alunno possa esprimere esperienze reali o costruzioni di fantasia (sotto forma di cronaca o diario o lettera o racconto ecc.);

     trattazione di un argomento di interesse culturale o sociale che consenta l'esposizione di riflessioni personali;

     relazione su un argomento di studio, attinente a qualsiasi disciplina.

     Le prove scritte di italiano e di tedesco dovranno accertare la coerenza e la organicità del pensiero, la capacità di espressione personale e il corretto ed appropriato uso delle due lingue.

     Durata della prova d'italiano: quattro ore.

     Durata della prova di tedesco: quattro ore.

 

Matematica

 

     La prova scritta di matematica deve tendere a verificare le capacità e abilità essenziali indicate dai programmi, con riferimento ad un certo numero di argomenti, scelti tra quelli maggiormente approfonditi nel triennio. A tale fine si darà una prova che dovrà riferirsi a più aree tematiche (fra quelle previste dai programmi) e a diversi tipi di conoscenze; la prova sarà articolata su tre o quattro quesiti, che non comportino soluzioni dipendenti l'una dall'altra. In tal modo si eviterà che la loro progressione blocchi l'esecuzione della prova stessa. Ad evitare una suddivisione troppo schematica dei contenuti, argomenti tratti da temi diversi potranno opportunamente coesistere nei singoli quesiti.

     I quesiti potranno toccare sia aspetti numerici, sia aspetti geometrici, senza peraltro trascurare nozioni elementari nel campo della statistica e della probabilità. Uno dei quesiti riguarderà gli aspetti matematici di una situazione avente attinenza con attività svolte dagli allievi nel corso del triennio nel campo delle scienze sperimentali, dell'educazione tecnica o eventualmente di altri ambiti di esperienza.

     Ogni commissione deciderà se e quali strumenti di calcolo potranno essere consentiti dandone preventiva comunicazione ai candidati.

     Durata della prova: tre ore.

 

COLLOQUIO PLURIDISCIPLINARE

 

     La commissione imposterà il colloquio in modo da consentire una valutazione comprensiva del livello raggiunto dall'allievo nelle varie discipline, evitando peraltro che esso si risolva in un repertorio di domande e risposte su ciascuna disciplina, prive del necessario organico collegamento, così come impedirà che esso scada ad inconsistente esercizio verboso, da cui esulino i contenuti culturali cui è tenuta ad informarsi l'azione della scuola. Pertanto il colloquio non deve consistere in una somma di colloqui distinti; occasioni di coinvolgimento indiretto di ogni disciplina possono essere offerte anche dalle verifiche relative ad altri ambiti disciplinari. Ad esempio, le capacità di osservazione e di visualizzazione relative all'educazione artistica possono essere accertate anche nel corso di una conversazione su un tema di carattere letterario o scientifico. Come pure la capacità di collocazione storica può essere accertata anche in una conversazione relativa agli sviluppi della tecnica.

     In altri termini, il colloquio dovrà svolgersi con la maggiore possibile coerenza nella trattazione dei vari argomenti, escludendo però ogni artificiosa connessione. Sarà proprio dal modo e dalla misura con cui l'alunno saprà inserirsi in questo armonico dispiegarsi di spunti e di sollecitazioni che scaturirà il giudizio globale sul colloquio stesso.

     Particolare cura dovrà essere rivolta al colloquio pluridisciplinare, soprattutto in considerazione del fatto che sono state abolite prove pratiche per l'educazione artistica e l'educazione fisica e che non sono state previste prove pratiche per l'educazione musicale e l'educazione tecnica, discipline divenute obbligatorie.

     Per tali discipline di carattere eminentemente operativo, il colloquio prenderà spunto da quanto prodotto in esercitazioni pratiche effettuate nel corso dell'anno scolastico, evitando così che esso si risolva in accertamenti di carattere esclusivamente teorico, cosa che si ripercuoterebbe negativamente anche sullo stesso insegnamento, snaturandone i contenuti e le finalità.

     Il colloquio si svolgerà pariteticamente in lingua italiana e in lingua tedesca a seconda che i contenuti stessi siano stati svolti nel corso del triennio nell'una o nell'altra lingua. Particolare attenzione merita in questo contesto plurilingue la collocazione del ladino, lingua materna, nei suoi aspetti linguistico-espressivo, storico e culturale.

 

Modalità del colloquio

 

     La sottocommissione programmerà - tenendo conto dei successivi criteri - in piena coerenza con le linee della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche l'impostazione essenziale dei colloqui come momento di approfondimento di aspetti culturali, non necessariamente pertinenti ciascuna disciplina. Le linee offerte - disciplina per disciplina - non costituiscono invito alla commissione a condurre il colloquio attraverso l'accertamento della preparazione conseguita nelle singole discipline, ma intendono offrire alcune indicazioni metodologiche per la conduzione del colloquio pluridisciplinare in modo che esso - come si è detto sopra - accerti, anche attraverso il coinvolgimento indiretto delle varie discipline, la maturità globale dell'alunno.

     La commissione si preoccuperà di verificare se il candidato possieda adeguatamente la lingua italiana, tedesca e ladina, nei suoi aspetti lessicali, sintattici e morfologici, la maturità e la chiarezza del pensiero, la conoscenza dei testi letti e la capacità di riferirne, nonché di comprendere un testo letto a prima vista e di coglierne e presentarne i punti essenziali.

     Ciò potrà avvenire sia mediante la presentazione di argomenti specifici della disciplina sia attraverso i successivi momenti del colloquio.

     Si dovrà offrire al candidato la possibilità di dimostrare di aver raggiunto una sufficiente conoscenza sul piano storico - dei momenti più significativi dello sviluppo della civiltà soprattutto sotto il profilo del progresso spirituale e sociale.

     Le precisazioni di tempi e di luoghi, non si risolveranno, così, in riferimenti a dati e ad elementi episodici o puramente mnemonici, ma saranno intese a saggiare la capacità di coordinare le conoscenze e di inquadrarle cronologicamente e geograficamente.

     Si accerterà anche se lo studio della geografia, in coordinamento con altre discipline e particolarmente con la storia, abbia portato il candidato a conoscere e ad interpretare la dinamica uomo-ambiente, ad accostarsi a mondi socio-economici di versi e ad una prima consapevolezza della integrazione dei popoli.

     Si potrà prendere spunto sia dalla "lettura" di un "documento" di cui il candidato possa riconoscere la collocazione temporale e l'importanza sul piano storico, sia dall'esame e dalla lettura di una carta geografica, per offrire al candidato la possibilità di dimostrare la conoscenza dei caratteri fisici, delle condizioni economiche e dei fenomeni antropici relativi ai principali paesi extraeuropei, con opportuni riferimenti ai paesi europei ed in particolare all'Italia.

     Si accerterà, inoltre, se il candidato abbia maturato una prima consapevolezza delle forme di autonomia e responsabilità personale del cittadino nell'ambito delle libertà garantite dalla Costituzione. La conoscenza dei principi ispiratori e dei lineamenti essenziali della Costituzione italiana, dell'ordinamento statale, degli enti locali, e dei principali organismi della cooperazione internazionale, sarà accertata tenendo sempre presente l'effettivo livello di maturazione del preadolescente.

     Per l'area delle scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali, tenendo conto del fatto che la prova scritta riguarda essenzialmente la matematica, si riserverà più ampio spazio alle scienze sperimentali. In considerazione dell'opportunità di privilegiare gli obiettivi di metodo, pur non trascurando le conoscenze di base, si suggerisce di partire da situazioni semplici e concrete, possibilmente riferite ad attività sperimentali svolte dal candidato - individualmente o a gruppi - nel corso del triennio. In particolare si verificherà se il candidato ha acquisito esperienza nell'eseguire osservazioni e misure; si potrà successivamente valutare se egli è in grado di risolvere problemi - rapportati alla sua età e alla sua esperienza - che consentano alla commissione di valutare le sue capacità di applicare conoscenze, di reperire, utilizzare ed elaborare dati, di individuare relazioni di causa ed effetto.

     Per l'educazione musicale si offrirà all'allievo l'opportunità di dimostrare le sue capacità di analizzare un frammento musicale negli elementi essenziali del linguaggio musicale (ritmo, melodia, dinamica ecc.) ovvero di dimostrare come attraverso l'ascolto musicale effettuato nel corso del triennio si sia maturata una iniziale capacità di analisi di un brano proposto dall'insegnante rispetto alla forma, all'organico strumentale, agli elementi essenziali del linguaggio musicale, inserendo l'autore del brano ascoltato nel proprio tempo con opportuni agganci storici, artistici, letterari.

     Per l'educazione tecnica il candidato descriverà la struttura, il principio di funzionamento e/o esporrà le implicazioni di carattere concettuale, con eventuale riferimento alle altre discipline, di un elaborato da lui eseguito dell'ultimo anno di corso. Si terranno presenti le indicazioni formulate dal consiglio di classe nella relazione finale.

     Tale elaborato, esibito dall'alunno, dovrà dimostrare le attività di carattere operativo-sperimentale compiute, nelle quali il lavoro è stato assunto come elemento didattico fondamentale; l'elaborato dovrà essere corredato da relazioni scritte, disegni, grafici, cartelloni o altre forme espressive che permettano di completare l'accertamento dell'acquisizione di nozioni tecniche e tecnologiche.

     Per l'educazione artistica il candidato dovrà presentare una documentazione degli elaborati realizzati individualmente o in gruppo almeno nel terzo anno (bidimensionalità, tridimensionalità, fotografia, filmato, espressione del gesto, ricerche sui beni artistici e ambientali, sui mass media, ecc.), perché si possa valutare il suo livello di crescita e di operatività raggiunto, le conoscenze nell'uso dei vari mezzi espressivi, e il possesso delle relative tecniche.

     Per valutare la sensibilità e la capacità fruitiva del candidato nell'ambito della "lettura dell'opera" e dei messaggi visivi in generale, si potrà partire da riferimenti e richiami all'ambiente (territorio, tradizioni e beni naturali e culturali), anche per verificare con quale consapevolezza egli collochi nel tempo e nello spazio le opere d'arte e i prodotti artigianali-popolari e industriali; parimenti si valuterà il livello di coscienza civica conseguita dal candidato in rapporto ai suddetti beni.

     Per quel che concerne l'educazione fisica nel colloquio si potrà accertare se l'alunno abbia acquisito la conoscenza delle finalità e delle caratteristiche proprie delle attività motorie effettivamente praticate nel corso del triennio e se abbia maturato la consapevolezza della loro utilità in ordine alla vita e alla salute. A tale proposito saranno opportuni collegamenti con l'educazione sanitaria, con le scienze e con l'educazione civica.

 

 

Allegato E [4]

Orario settimanale delle lezioni per la scuola media in lingua italiana

 

MANUTENZIONE DI INSEGNAMENTO

ORE SETTIMANALI

PROVE DI ESAME

 

I classe

II classe

III classe

 

RELIGIONE

1

1

1

/

ITALIANO

6

6

6

S/O - S/M

TEDESCO L2

6

6

6

S/O - S/M

INGLESE L3

3*

3*

3*

S/O - S/M

STORIA, EDUCAZIONE CIVICA, GEOGRAFIA

5

5

5

O/M

SCIENZE MATEMATICHE, CHIMICHE, FISICHE E NATURALI

6

6

6

S(1)/O-S(1)/M

EDUCAZIONE TECNICA

3

3

3

O - M

EDUCAZIONE ARTISTICA

2

2

2

O - M

EDUCAZIONE MUSICALE

2

2

2

O - M

EDUCAZIONE FISICA

2

2

2

O - M

 

36*

36*

36*

 

Note:

S. = prova scritta

O. = prova orale

(1) = la prova scritta riguarda soltanto la matematica

* = nella determinazione dell'orario settimanale per l'insegnamento di inglese L3 nonché per la determinazione dell'orario complessivo settimanale delle lezioni possono essere applicati tutti gli strumenti di flessibilità previsti dalla legge provinciale 29 giugno 2000, n. 12, sull'autonomia delle scuole

 

 

Allegato F [5]

Orario settimanale delle lezioni per la scuola media in lingua tedesca

 

MATERIE D'INSEGNAMENTO

ORE SETTIMANALI

PROVE DI ESAME

 

I classe

II classe

III classe

 

Religione

2

1

2

Tedesco

6

5

5

s.o.

Seconda lingua - Italiano

6

5

5

s.o.

Lingua straniera - Inglese

3

3

s.o.

Storia

2

2

2

o.

Educazione civica

 

1

1

o.

Geografia

2

2

2

o.

Matematica

4

4

3

s.o.

Area di approfondimento

1

Scienze chimiche, fisiche e naturali

2

2

3

o.

Educazione tecnica

3

3

2

0

Educazione artistica

2

2

2

o.

Educazione musicale

2

2

2

o.

Educazione fisica

2

2

2

o.

Totale ore settimanali per classe

34

34

34

 

     Note:

     s.= prova scritta

     o.= prova orale

 

 

Allegato G

Orario settimanale delle lezioni per la scuola media delle località ladine [6]

 

MATERIE D'INSEGNAMENTO

Ore settimanali

PROVE DI ESAME

 

I classe

II classe

III classe

 

Religione

2

1

2

-

Italiano

6

6

6

S.O.

Tedesco

6

6

6

S.O.

Ladino

2

2

2

O.

Storia, educazione civica

2

2

2

O.

Geografia

2

2

2

O.

Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali

6

6

6

S. (1) O.

Educazione tecnica

2

3

3

O.

Educazione artistica

2

2

2

O.

Educazione musicale

2

2

1

O.

Educazione fisica

2

2

2

O.

Totale ore settimanali per classe

34

34

34

 

Note:

S. = prova scritta O. = prova orale (1) = la prova scritta riguarda soltanto la matematica

 

 

Allegato H

Orario settimanale delle lezioni per la scuola media annessa al Conservatorio di Musica

 

MATERIE D'INSEGNAMENTO

Ore settimanali

PROVE DI ESAME

 

I classe

II classe

III classe

 

Religione

2

2

1

-

a) Italiano

6

6

6

S.O.

b) Tedesco

6

6

6

S.O.

Storia, educazione civica, geografia

4

4

4

O.

Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali

6

6

6

S. (1) O.

Educazione tecnica

2

2

2

O.

Educazione artistica

1

1

1

O.

Educazione musicale:

Teoria e solfeggio

Strumento musicale

32

32

33

P.P.

Educazione fisica

2

2

2

O.

Totale ore settimanali per classe

34

34

34

 

Note:

S. = prova scritta O. = prova orale P. = prova pratica (1) = la prova scritta riguarda soltanto la matematica

 

a): nella scuola media in lingua tedesca, si applica il programma della seconda lingua italiana

b): nella scuola media in lingua italiana si applica il programma della seconda lingua tedesca

 


[1] Allegato già modificato dall'art. 1 della L.P. 17 febbraio 2000, n. 6 e così ulteriormente modificato dall'art. 1 della L.P. 5 novembre 2001, n. 12.

[2] Allegato già modificato dall'art. 1 della L.P. 10 luglio 1992, n. 29, dall'art. 30 della L.P. 18 ottobre 1995, n. 20, dall'art. 1 della L.P. 17 febbraio 2000, n. 6 e così ulteriormente modificato dall'art. 1 della L.P. 5 novembre 2001, n. 12.

[3] Capoverso sostituito dall'art. 1 della L.P. 10 luglio 1992, n. 29 e così modificato dall'art. 30 della L.P. 18 ottobre 1995, n. 20.

[4] Allegato così sostituito dall'art. 1 della L.P. 17 febbraio 2000, n. 6.

[5] Per una modifica della presente tabella vedi l'art 2 della L.P. 10 luglio 1992, n. 29.

[6] Per una modifica della presente tabella vedi l'art 2 della L.P. 10 luglio 1992, n. 29.