§ 2.7.260 - R.R. 12 ottobre 2015, n. 14.
Modifiche al regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e [...]


Settore:Codici regionali
Regione:Lazio
Materia:2. assetto istituzionale e organizzazione amministrativa
Capitolo:2.7 ordinamento degli uffici e del personale
Data:12/10/2015
Numero:14


Sommario
Art. 1.  (Modifica all’articolo 17 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)
Art. 2.  (Modifica all’articolo 20 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)
Art. 3.  (Modifica all’articolo 26 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)
Art. 4.  (Modifica all’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)
Art. 5.  (Entrata in vigore)


§ 2.7.260 - R.R. 12 ottobre 2015, n. 14.

Modifiche al regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni

(B.U. 13 ottobre 2015, n. 82)

 

Art. 1. (Modifica all’articolo 17 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)

1. Il comma 1, lettera a), dell’articolo 17 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1, è soppresso;

2. Al comma 1, lettera b), dell’articolo 17 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, la parola “dodici” è sostituita con la seguente: “quindici”.

 

     Art. 2. (Modifica all’articolo 20 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)

1. Il comma 1 dell’articolo 20 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 è sostituito dal seguente:

“Ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), sono istituite le seguenti direzioni regionali, a responsabilità dirigenziale:

1) Direzione regionale “Affari istituzionali, personale e sistemi informativi”;

2) Direzione regionale “Territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti”;

3) Direzione regionale “Infrastrutture e politiche abitative”;

4) Direzione regionale “Ambiente e sistemi naturali”;

5) Direzione regionale “Risorse idriche e difesa del suolo”;

6) Direzione regionale “Agricoltura e sviluppo rurale, caccia e pesca”;

7) Direzione regionale “Programmazione economica, bilancio, demanio e patrimonio”;

8) Direzione regionale “Formazione, ricerca e innovazione, scuola e università, diritto

allo studio”;

9) Direzione regionale “Cultura, politiche giovanili e sport”;

10) Direzione regionale “Lavoro”;

11) Direzione regionale “Sviluppo economico e attività produttive”;

12) Direzione regionale “Salute e politiche sociali”;

13) Direzione regionale “Sistemi territoriali e reti di sussidiarietà”;

14) Direzione regionale “Centrale acquisti”;

15) Direzione regionale “Controllo societario e vigilanza enti”.

2. Il comma 3 dell’articolo 20 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, è soppresso.

 

     Art. 3. (Modifica all’articolo 26 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)

1. Il comma 1 dell’articolo 26 del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 è sostituito dal seguente:

“1. Per lo svolgimento di compiti di staff, di direzione di programmi e progetti, di funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca, o per l’esercizio di particolari attività non ricomprese in alcuna delle strutture organizzative, nonché per l’esercizio di compiti istituzionali richiedenti la collaborazione di più direzioni, possono essere previste, con atto di organizzazione del direttore della direzione regionale interessata, previa direttiva del Segretario generale, posizioni dirigenziali individuali.”

 

     Art. 4. (Modifica all’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni)

1. Nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono soppressi il titolo e la declaratoria relativa alla posizione dirigenziale individuale di studio e ricerca.

 

2. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono soppressi, il titolo e la declaratoria relativa alla direzione regionale Politiche sociali, autonomie, sicurezza e sport.

 

3. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono soppressi, il titolo e la declaratoria relativa alla direzione regionale Salute e integrazione sociosanitaria.

 

4. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono inseriti, il seguente titolo e la seguente declaratoria relativi alla direzione regionale Salute e politiche sociali:

“DIREZIONE REGIONALE SALUTE E POLITICHE SOCIALI

Provvede alla pianificazione e all’organizzazione del sistema sanitario regionale. Provvede all’attuazione e alla regolamentazione dei livelli essenziali di assistenza, per quanto di propria competenza. Cura l’elaborazione ed il monitoraggio dei programmi di ricerca. Elabora le direttive per la predisposizione dei budget e dei piani strategici delle aziende sanitarie, dei policlinici universitari e degli I.R.C.C.S. e cura gli adempimenti connessi all’approvazione dei relativi bilanci di esercizio e al consolidamento contabile. Definisce i sistemi e le modalità di remunerazione dei soggetti accreditati. Cura le attività connesse alla politica del farmaco, ivi compresi il controllo e il monitoraggio sulla spesa farmaceutica e le attività inerenti alla farmacovigilanza. Esercita le attività di controllo, di gestione e di monitoraggio della spesa sanitaria ed elabora le direttive in materia di contabilità generale e analitica, nonché i criteri di finanziamento degli enti del servizio sanitario regionale, curandone i rapporti economici anche con riferimento alla determinazione dei fabbisogni di forniture di beni e servizi. Esercita le competenze in materia di gestione del personale dipendente del S.S.R. ivi compreso il personale dei policlinici universitari e il personale convenzionato. Cura gli adempimenti connessi ai sistemi informativi relativi al S.S.R. Cura l’organizzazione della rete ospedaliera e dei servizi territoriali, nonché la riorganizzazione delle strutture ospedaliere per soglie di efficienza. Coordina, nell’ambito del piano della rete ospedaliera, l’implementazione delle reti di alta specialità. Procede all’attuazione dell’assetto istituzionale e normativo del servizio sanitario regionale e cura i rapporti istituzionali con gli altri enti (I.R.C.C.S., Università, etc.). Provvede alla concessione delle autorizzazioni e degli accreditamenti delle strutture sanitarie. Cura l’integrazione socio-sanitaria e l’assistenza territoriale. Provvede alla attuazione e alla regolamentazione dei livelli essenziali di assistenza, per quanto di propria competenza. Cura l’attività sanitaria correlata alle dipendenze e alla salute mentale. Esercita le competenze in tema di salute sui posti di lavoro. Provvede alla definizione di programmi di prevenzione e di educazione sanitaria, nonché di specifici programmi di vaccinazione. Cura le attività connesse alla sanità veterinaria e alla tutela degli animali. Esercita, attraverso apposito servizio, le funzioni di vigilanza e ispettive in ordine al funzionamento del servizio sanitario regionale. Provvede, su indirizzo dell’organo di governo, all’attività di programmazione, organizzazione, promozione e controllo del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali secondo i principi previsti dalla normativa vigente. Provvede alla programmazione e promozione degli interventi a sostegno della persona e della famiglia, con particolare riguardo agli interventi socio educativi per la prima infanzia e a sostegno della maternità e della genitorialità anche attraverso interventi finanziari a favore delle famiglie a basso reddito. Programma, promuove e controlla gli interventi a sostegno delle fasce deboli della popolazione attraverso servizi, contributi economici e di sostegno rivolti a: anziani, persone con disabilità fisica o psichica, tossicodipendenti, alcolisti, detenuti ed ex detenuti. Programma e realizza interventi a favore degli immigrati nel Lazio, degli emigrati laziali all’estero, dei nomadi e delle altre minoranze etniche. Coordina, promuove e provvede, a livello territoriale, all’attuazione dell’integrazione dei servizi socioassistenziali e sanitari e cura gli interventi regionali in favore della famiglia, della maternità, dell’infanzia, dei giovani, degli anziani, dei disabili, dei disagiati psichici, dei tossicodipendenti, degli alcolisti, degli immigrati ed emigrati e dei nomadi e di tutte le altre categorie sociali deboli. Cura l’attività relativa alla programmazione e pianificazione del Piano socioassistenziale. Provvede alla definizione dei requisiti minimi e delle procedure per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi socio-assistenziali, nonché degli indirizzi agli enti locali per l’esercizio dell’attività di vigilanza. Cura gli adempimenti relativi ai Piani di zona. Cura la gestione ed il monitoraggio dei programmi finanziati con fondi europei nazionali e regionali per le materie di propria competenza. Partecipa, con la Struttura Agenda digitale e Open government del Segretariato generale, alla definizione degli indirizzi e della progettazione dei sistemi informativi del settore di competenza”

 

5. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono inseriti, il seguente titolo e la seguente declaratoria relativi alla direzione regionale Sistemi territoriali e reti di sussidiarietà:

“DIREZIONE REGIONALE SISTEMI TERRITORIALI E RETI DI SUSSIDIARIETA’

Effettua studi ed analisi e sperimenta specifiche metodologie di ricerca, analisi e diffusione di modelli innovativi finalizzati al contrasto della povertà e dell’esclusione sociale. Espleta attività di censimento, promozione e facilitazione delle reti di supporto formale e informale che operano sulle tematiche sociali inerenti la povertà nel territorio regionale. Promuove forme di confronto e collaborazione con le associazioni e gli altri soggetti che operano a favore delle persone e delle famiglie in stato di indigenza. Avvia attività di formazione e aggiornamento sulle tematiche sociali rivolta agli operatori delle associazioni che operano nel settore. Provvede alle attività relative alla pianificazione degli interventi di promozione e sostegno delle organizzazioni di volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione sociale. Cura la tenuta dei registri regionali delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale, nonché la tenuta dell’albo regionale delle cooperative sociali. Fornisce attività di supporto agli organismi rappresentativi del Terzo Settore previsti da normative statali o regionali. Cura le iniziative e le attività volte a sostenere l’Impresa Sociale nel Lazio e ne gestisce i relativi bandi. Cura azioni per lo sviluppo della qualità complessiva dei soggetti che operano nel campo sociale. Provvede agli adempimenti inerenti le competenze regionali in materia di Servizio Civile. Cura la tenuta dell’albo regionale e le procedure di accreditamento degli enti e delle organizzazioni che svolgono attività in materia di servizio civile. Effettua la valutazione dei progetti di competenza regionale in materia, nonché il monitoraggio delle diverse fasi attuative. Cura l’attività relativa allo studio ed alla ricerca nel settore dei servizi sociali. Cura tutti gli adempimenti relativi alle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (II.PP.A.B.) presenti sul territorio regionale, anche di carattere finanziario, ispettivo e di vigilanza. Provvede, in particolare, all’espletamento delle funzio i di competenza regionale per le nomine degli organi collegiali nei quali è prevista la rappresentanza della Regione Lazio e per le nomine dei commissari regionali delle II.PP.A.B. Coordina e gestisce il funzionamento degli Osservatori sulla famiglia e sulla povertà. Provvede ad attuare un sistema reticolare, al fine di mettere a disposizione di tutte le strutture amministrative e delle strutture del Segretariato una base comune, periodicamente aggiornata, di dati codificati utilizzabile per le diverse finalità delle politiche regionali all’interno di una piattaforma comune. Collabora, ove richiesto da parte delle strutture competenti per materia o dal Segretariato, alla realizzazione di studi e programmi di interesse della Regione Lazio. Provvede alle attività connesse al riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato alle associazioni e fondazioni, ivi compresi la tenuta del relativo Registro e l’esercizio delle attività ispettive. Cura, per le materie di propria competenza, la gestione ed il monitoraggio dei programmi finanziati con fondi europei, nazionali e regionali. Provvede, di concerto con la direzione regionale Affari istituzionali, personale e sistemi informativi, alla pianificazione dello sviluppo del sistema informativo regionale (SIR) e provvede alla rilevazione ed alla pianificazione dei fabbisogni infrastrutturali di rete. Provvede alla gestione del sistema statistico regionale.”

 

6. Nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono inseriti il seguente titolo e la seguente declaratoria relativi alla direzione regionale Controllo societario e vigilanza degli enti:

“DIREZIONE REGIONALE CONTROLLO SOCIETARIO E VIGILANZA DEGLI ENTI

Assiste e supporta gli organi di governo nella elaborazione degli indirizzi strategici e di governance nei confronti degli enti pubblici dipendenti, delle società partecipate e degli altri enti di diritto privato sottoposti al controllo della Regione Lazio. La direzione, in attuazione degli atti di indirizzo, adottati dalla Giunta regionale, definisce ed aggiorna il modello di controllo complessivo sul sistema delle partecipazioni regionali e su quello degli enti dipendenti, assicurandone la corretta applicazione in coordinamento con le altre direzioni regionali. Esercita, in particolare, in coordinamento con le altre direzioni regionali, tutte le funzioni connesse all’esercizio del controllo analogo nei confronti delle società in house. Svolge, altresì, nei confronti delle società controllate le altre attività di coordinamento, vigilanza e controllo individuate dalla Giunta regionale. Esercita, inoltre, attività di vigilanza nei confronti delle società partecipate e degli enti privati per i quali le leggi istitutive o gli statuti prevedono l’esercizio di tale attività da parte della Regione in raccordo con le altre direzioni regionali.”

 

7. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Cultura, politiche giovanili e sport è inserito, in fine:

“Provvede alle attività, ai programmi ed alle iniziative nel campo dello sport e dell’attività motoria. Sostiene programmi e iniziative per la promozione e la diffusione delle diverse discipline sportive e promuove un adeguato sviluppo dell’impiantistica sportiva. Provvede a tutti gli adempimenti concernenti l’erogazione dei finanziamenti.”

 

8. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Formazione, ricerca e innovazione, scuola e università, diritto allo studio è inserito in fine:

“Cura gli adempimenti regionali in ordine agli interventi a sostegno della gestione degli asili nido. Cura il coordinamento degli interventi regionali per l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili.”

 

9. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Lavoro è inserito, in fine:

“Provvede agli interventi regionali in favore dell’inserimento lavorativo delle persone diversamente abili. Cura il coordinamento degli interventi regionali in favore dell’inserimento lavorativo delle persone diversamente abili, in relazione a specifiche disabilità.”

 

10. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Agricoltura e sviluppo rurale, caccia e pesca è aggiunto, in fine:

“Attua politiche finalizzate a garantire il corretto funzionamento degli Enti agrari del Lazio e cura tutti gli adempimenti connessi al rinnovo dei rispettivi organismi elettivi e l’erogazione dei relativi finanziamenti.”

 

11. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, il titolo della direzione regionale Risorse umane e sistemi informativi è sostituito, dal seguente: “Direzione regionale Affari istituzionali, personale e sistemi informativi.”

 

12. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Affari istituzionali, personale e sistemi informativi il periodo “Provvede alla gestione del sistema statistico regionale” è soppresso.

 

13. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Affari istituzionali, personale e sistemi informativi il periodo “Provvede alla pianificazione dello sviluppo del sistema informativo regionale (SIR) e provvede alla rilevazione e alla pianificazione dei fabbisogni infrastrutturali di rete” è sostituito dal seguente: “Provvede alla gestione del sistema informativo regionale (SIR)”.

 

14. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale Affari istituzionali, personale e sistemi informativi è aggiunto, in fine:

“Cura, anche su indirizzo degli organi di governo tramite le strutture del Segretariato generale, i rapporti con il sistema delle autonomie locali. Sovrintende ai programmi a favore dei comuni gravati da servitù militari. Attua le politiche regionali finalizzate a favorire lo sviluppo socio-economico degli enti locali e relative forme associative, cura le attività connesse ai processi di decentramento amministrativo e alla gestione associata di funzioni e servizi comunali. Attua le politiche regionali in materia di polizia. Provvede a tutti gli adempimenti amministrativo-contabili attinenti alle elezioni regionali e ai referendum regionali.”

 

15. Nelle more dell’approvazione della proposta di legge del 14 aprile 2015, n. 244, recante la soppressione dell’Agenzia regionale per i parchi (ARP) e dell’Agenzia regionale per la difesa del suolo (ARDIS), il titolo della direzione regionale Infrastrutture, ambiente e politiche abitative è sostituito dal seguente: “direzione regionale Infrastrutture e politiche abitative”;

 

16. Nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono inseriti il seguente titolo e la seguente declaratoria relativi alla direzione regionale Infrastrutture e

politiche abitative:

“DIREZIONE REGIONALE INFRASTRUTTURE E POLITICHE ABITATIVE:

Provvede all’elaborazione, all’attuazione e al coordinamento dei piani, dei programmi e degli interventi delle reti infrastrutturali regionali riguardanti, in particolare, il sistema viario, acquedottistico, elettrico e telematico, l’edilizia scolastica e l’edilizia pubblica (ivi compreso il recupero e il restauro di edifici pubblici, di culto e di interesse artistico e architettonico), le strutture destinate ad opere sociali (centri sociali, istituti e centri per anziani, per disabili, minori a rischio, case famiglia, immigrati ed altre), favorendo interventi rivolti all’efficienza energetica, all’uso di fonti rinnovabili e al risparmio idrico, nonché alla programmazione e all’attuazione degli interventi sull’accessibilità e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Provvede agli adempimenti amministrativi di competenza regionale in materia di autorizzazione e controllo sugli interventi edilizi in zona sismica. Provvede a coordinare le attività dell’Osservatorio Regionale sui Lavori Pubblici in raccordo con l’Autorità Nazionale Anticorruzione nonché i provvedimenti amministrativi inerenti le procedure di esproprio. Provvede all’istruttoria ed all’emissione dei pareri sui progetti inseriti in piani e programmi finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche di competenza della Regione, dei Comuni nonché di altri Enti e soggetti pubblici e privati, mediante il Comitato Tecnico Lavori Pubblici e i propri uffici tecnici periferici. Provvede alla promozione e sviluppo dell’edilizia agevolata, sovvenzionata e residenziale sociale, anche mediante programmi e progetti di intervento riguardanti la costruzione di nuove abitazioni, il risanamento, la ristrutturazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Favorisce iniziative per il recupero ed il risanamento delle abitazioni nei centri storici minori del Lazio, nonché promuove iniziative finalizzate all’attuazione delle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Gestisce l’osservatorio regionale sulle politiche dell’edilizia e compie ricerche e studi concernenti l’edilizia residenziale. Partecipa con la Struttura Programmazione strategica, armonizzazione delle basi dati e agenda digitale del Segretariato generale, alla definizione degli indirizzi e della progettazione dei sistemi informativi del settore di competenza”.

 

17. Nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono inseriti il seguente titolo e la seguente declaratoria relativi alla direzione regionale direzione regionale Ambiente e sistemi naturali:

“DIREZIONE REGIONALE AMBIENTE E SISTEMI NATURALI:

Provvede, d’intesa con l’Agenzia regionale dei parchi (ARP): alla programmazione, pianificazione e tutela delle risorse naturali, ambientali e forestali, per la salvaguardia della biodiversità di specie ed habitat, secondo i principi improntati allo sviluppo sostenibile, con particolare riferimento all’individuazione di misure di salvaguardia della rete natura 2000 (SIZ e ZPS); al coordinamento, in attuazione della normativa vigente, delle attività del sistema regionale delle aree naturali protette, con particolare riferimento alle procedure di istituzione di parchi, riserve e monumenti naturali e all’adozione delle procedure tecnico amministrative per l’approvazione degli strumenti di pianificazione e programmazione; alla cura dei rapporti del sistema stesso con le aree protette statali; alla programmazione e pianificazione delle attività di educazione e informazione ambientale. Cura le procedure relative alla valutazione di impatto ambientale (V.I.A.). Provvede all’attuazione della normativa comunitaria, nazionale e regionale riguardante piani, programmi e interventi in materia di tutela di siti ed ecosistemi dall’inquinamento delle componenti fisiche e chimiche. Coordina e supporta l’azione amministrativa degli enti locali nel caso di bonifica di siti inquinati e cura gli adempimenti amministrativi per la bonifica di siti inquinati intercomunali. Gestisce la pianificazione e programmazione energetica regionale per la costruzione ed esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica, per le reti di trasporto di energia e per le reti di oleodotti e gasdotti. Cura la pianificazione in materia di risorse energetiche, con particolare riferimento all’uso delle fonti rinnovabili, e promuove gli interventi e i comportamenti a favore dell’efficienza energetica. Partecipa con la Struttura Programmazione strategica, armonizzazione delle basi dati e agenda digitale del Segretariato generale, alla definizione degli indirizzi e della progettazione dei sistemi informativi del settore di competenza”.

 

18. Nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, sono inseriti il seguente titolo e la seguente declaratoria relativi alla direzione regionale direzione regionale Risorse idriche e difesa del suolo:

“DIREZIONE REGIONALE RISORSE IDRICHE E DIFESA DEL SUOLO:

Svolge le funzioni affidate dalla legislazione vigente alla Segreteria tecnico-operativa dell’Autorità dei Bacini Regionali. Pianifica, programma e coordina gli interventi per la difesa del suolo e la tutela della costa, e provvede agli adempimenti tecnici ed amministrativi per l’attuazione dei programmi di intervento per opere di bonifica ed irrigazione, svolgendo altresì le competenze trasferite dallo Stato in materia di dighe e invasi artificiali. Pianifica e controlla la gestione delle risorse idriche nonché le concessioni di derivazioni per l’utilizzo di acque pubbliche, le concessioni di pertinenze idrauliche e di aree fluviali. Partecipa con la Struttura Programmazione strategica, armonizzazione delle basi dati e agenda digitale del Segretariato generale, alla definizione degli indirizzi e della progettazione dei sistemi informativi del settore di competenza”.

 

19. A decorrere dal 1° gennaio 2016, nell’allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, alla declaratoria della direzione regionale per lo Sviluppo economico e le attività produttive è inserito, in fine, il seguente periodo:

“Attua le politiche regionali finalizzate a favorire un sistema integrato di sicurezza, anche in raccordo con l’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità, e cura i rapporti con tutti i soggetti che operano nel settore della sicurezza sussidiaria. Attua le politiche regionali finalizzate a prevenire e combattere il fenomeno dell’usura e cura i rapporti con tutti i soggetti che operano nel settore.”

 

     Art. 5. (Entrata in vigore)

1. Il presente regolamento regionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale.